Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Gasparre Annalisa - 2015-01-17

C.D.S.: SANZIONATA GUIDA CON TELEFONINO - Gdp Palermo, Dott. Vitale

- Codice della Strada

- Guida con telefonino

- L'opposizione alla sanzione amministrativa è infondata

Il Giudice di Pace della VIII sezione civile di Palermo, Dott. Vincenzo Vitale

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa iscritta al n. 12405/14 del Ruolo Generale degli affari civili contenziosi vertente

TRA

______ , rappresentata e difesa dall'Avv. _____, presso il cui studio, sito in Palermo, via __________, ha eletto domicilio

opponente

CONTRO

Comune di Palermo, in persona del Sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso dal Comm. di P.M. ___________

opposto costituito

Oggetto : opposizione a sanzione amministrative ex L. 689/81.

Conclusioni : come in atti.

FATTO E DIRITTO

Con ricorso depositato il 24.10.2014, l'opponente impugnava il verbale di contestazione n. B646861, elevato dalla Polizia Municipale del Comune di Palermo il 26.09.14 e contestato immediatamente alla stessa, per la violazione di cui all'art. 173 co. 2 e 3 del C.d.s., atteso che la conducente del veicolo contravvenzionato "faceva uso durante la marcia di apparecchio radiotelefonico (cellulare), senza fare uso di auricolare o sistema viva voce. In fase di marcia teneva il cellulare con la mano sinistra".

La ricorrente eccepiva al riguardo di avere nell'occorso tenuto "in mano l'apparecchio, in via del tutto temporanea", senza tuttavia utilizzarlo.

Costituendosi in giudizio, il Comune di Palermo evidenziava la legittimità dell'infrazione, anche sulla scorta della fede privilegiata di cui gode il verbale impugnato.

Orbene, dall'analisi dei motivi esposti dalla ricorrente, non si ritiene giuridicamente accoglibile l'opposizione di che trattasi..

A tale riguardo, appare opportuno svolgere alcune brevi considerazioni in ordine alla fattispecie contestata al ricorrente.

L'art. 140 del C.d.s. - principio informatore della circolazione – dispone anzitutto che "gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale".

Il successivo art. 173 C.d.s., normando l'uso di determinati apparecchi durante la guida, prevede che "è vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici. È consentito, viceversa, l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, purché il conducente abbia adeguate capacità uditive da entrambe le orecchie, che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani".

Dalla lettura integrale dell'articolo 173, pertanto, si evince come la sua ratio sia quella di prevenire comportamenti tali da determinare, in generale, la distrazione dalla guida e, in particolare, l'impegno delle mani del guidatore in operazioni diverse da quelle strettamente inerenti alla guida stessa.

Risulta ormai pacifico, infatti, che l'utilizzo, da parte del conducente, di apparecchi telefonici mobili mentre si trova alla guida di un autoveicolo ha l'effetto di allungare notevolmente (secondo alcune ricerche, fino a quattro volte) i suoi tempi di reazione - distraendo la sua attenzione dall'osservare la strada, dallo scorgere eventuali ostacoli, dal cambiare direzione, dal rallentare all'occorrenza fino a fermarsi, ecc. – e, conseguentemente, di accrescere in modo esponenziale, la probabilità di causare incidenti stradali.

In una fattispecie assolutamente analoga a quella oggetto del presente esame, codesto Giudicante si è espresso affermando che ""l'uso del cellulare...risulta, in relazione alla finalità perseguita dalla norma, censurabile...in quanto determina non solo una distrazione in genere, implicando lo spostamento dell'attenzione dalla guida all'utilizzazione dell'apparecchio e lo sviamento della vista dalla strada all'apparecchio stesso, ma anche l'impegno d'una delle mani sull'apparecchio con temporanea indisponibilità e, comunque, consequenziale ritardo nell'azionamento, ove necessario, dei sistemi di guida ; ritardo non concepibile ove si consideri che le esigenze della conduzione del veicolo possono richiedere tempi psicotecnici di reazione immediati".

Va infine rilevato che per giurisprudenza dominante della Suprema Corte di Cassazione, il verbale di accertamento dell'infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, con riguardo ai fatti attestati dal pubblico ufficiale rogante, come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza alcun margine di apprezzamento, o da lui compiuti.

Trattasi, infatti, di atto pubblico dotato di fede privilegiata ai sensi dell'art. 2700 del Codice Civile (cosi', tra le altre, Cass. Civ. 2988/96 ; 13010/97 ; 6302796).

Alla luce delle suesposte considerazioni, si ritiene giuridicamente infondata l'opposizione proposta, che pertanto va rigettata.

Le spese di lite seguono la soccombenza e si determinano in base al combinato disposto di cui agli artt. 91 ultimo comma, 82 primo comma c.p.c., e 152-bis disp. att. c.p.c., nonché sulla scorta dei parametri in vigore, nell'importo di € 150,00, a carico dell'opponente.

P. Q. M.

Visti gli artt. 22 e 23 della Legge 689/81, e succ. modif. ;

Rigetta il ricorso proposto da ___________ in data 24/10/2014, in quanto giuridicamente infondato.

Conseguentemente, convalida il verbale di contestazione n. B646861, elevato dalla Polizia Municipale del Comune di Palermo il 26.09.14, stante la sua legittimità, condannando l'opponente, _________, ex art. 204-bis C.d.s.,  al pagamento dell'importo della sanzione pecuniaria ivi indicata, da effettuarsi entro i trenta giorni successivi alla notificazione della sentenza ed a vantaggio del Comune di Palermo.

Condanna infine l'opponente _________, come sopra rappresentata e difesa, alla refusione delle spese di lite, ammontanti ad € 150,00, in favore dell'opposto costituito Comune di Palermo.

Cosi' deciso in Palermo il 23/12/2014.

Il Giudice di Pace

( Dott. Vincenzo Vitale )



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