Legislazione e Giurisprudenza, Animali -  Gasparre Annalisa - 2015-01-29

CACCIA: A PROPOSITO DI SPECIE PROTETTE - Cass. pen. 23503/2014 - Annalisa GASPARRE

- Reati venatori

- Specie protette

- Per inquadrare il divieto di cattura, detenzione o abbattimento di specie protette, occorre fare riferimento a quelle specie comunque tutelate dalle direttive comunitarie o dalle convenzioni internazionali o da fonti esterne alla l. 157/92.

Il procedimento davanti alla Corte di Cassazione scaturisce da una sentenza del Tribunale di Vigevano che avevano condannato ad un'ammenda l'imputato ritenuto responsabile del reato di cui all'art. 30, comma 1, lett. b) della legge n. 157/1992, perchè esercitando attività venatoria di appostamento temporaneo con fucile, abbatteva tredici esemplari di migliarino di palude, uccello appartenente a specie nei cui confronti non è consentita la caccia.

Il ricorso è giudicato infondato. La Suprema Corte, in proposito, rileva che la norma incriminatrice punisce chi cattura, detiene o abbatte mammiferi o uccelli compresi nell'elenco di cui alla L. n. 157 del 1992, art. 2, ossia animali appartenenti alle specie particolarmente protette, tra le quali rientra il migliarino di palude. E infatti, nell'alveo del concetto di "specie protette", aggiunge la Corte, rientrano non solo quelle analiticamente indicate nella seconda parte dell'art. 2 citato, ma anche quelle che direttive comunitarie o convenzioni internazionali o apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri indicano come minacciate di estinzione (Cass. 22/6/2010, n. 23931).

Come correttamente rilevato dal giudice di merito, conclude la Corte, la Convenzione di Berna del 1979, ratificata dall'Italia con L. 5 agosto 1981, n. 503, estende l'elenco delle specie considerate particolarmente protette dalla legislazione italiana sulla caccia; ne deriva che la cattura o l'abbattimento degli esemplari ivi indicati - tra i quali risulta il migliarino di palude - vengono sanzionate ex L. n. 157 del 1992, ex art. 30, lett. b), (Cass. 27/3/2011, n. 16441).

Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 23-04-2014) 05-06-2014, n. 23503 - Pres. FIALE, Rel. GAZZARA

sul ricorso proposto da:

U.G. N. IL (OMISSIS);

avverso la sentenza n. 302/2011 TRIBUNALE di VIGEVANO, del 26/06/2012;

visti gli atti, la sentenza e il ricorso;

uditagli PUBBLICA UDIENZA del 23/04/2014 la relazione fatta dal Consigliere Dott. SANTI GAZZARA;

Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. SPINACI Sante che ha concluso per il rigetto.

Svolgimento del processo

Il Tribunale di Vigevano, con sentenza del 26/6/2012, ha dichiarato U.G. responsabile del reato di cui alla L. n. 157 del 1992, art. 30, comma 1, lett. b), perchè esercitando attività venatoria di appostamento temporaneo con fucile, abbatteva tredici esemplari di migliarino di palude, uccello appartenente a specie nei cui confronti non è consentita la caccia, e lo ha condannato alla pena di Euro 1.500,00 di ammenda.

La difesa dell'imputato ha proposto appello, qualificato ex art. 568 c.p.p., comma 5 ricorso per cassazione, con i seguenti motivi:

- erronea applicazione della legge penale in relazione alla della L. n. 157 del 1992, art. 30 comma 1, lett. b) in luogo della lett. h) medesimo comma e articolo;

Motivi della decisione

Il ricorso è infondato.

Il vaglio di legittimità, a cui è stata sottoposta l'impugnata pronuncia, permette di rilevare la logicità e la correttezza della argomentazione motivazionale, adottata dal decidente in relazione alla concretizzazione del reato in contestazione e alla ascrivibilità di esso in capo al prevenuto.

Osservasi che nella fattispecie si è ritenuta configurata, a giusta ragione, l'ipotesi di cui alla L. n. 157 del 1992, art.30 comma 2, lett. b) e non quella, come sostenuto nel motivo di annullamento formulato dalla difesa dell' U., di cui alla lett. h) della medesima norma.

Va specificato, che la predetta lett. b) punisce chi cattura, detiene o abbatte mammiferi o uccelli compresi nell'elenco di cui alla L. n. 157 del 1992, art. 2, ossia animali appartenenti alle specie particolarmente protette, tra le quali rientra il migliarino di palude.

Specie protette non sono solo quelle analiticamente indicate nella seconda parte dell'art. 2 citato, ma anche quelle che direttive comunitarie o convenzioni internazionali o apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri indicano come minacciate di estinzione (Cass. 22/6/2010, n. 23931).

Va, altresì rilevato, come a giusta ragione evidenziato dal giudice di mento, che la Convezione di Berna, del 19/9/1979, ratificata dall'Italia con L. 5 agosto 1981, n. 503, estende l'elenco delle specie considerate particolarmente protette dalla legislazione italiana sulla caccia con la conseguenza che la cattura o l'abbattimento degli esemplari ivi indicati tra i quali risulta il migliarino di palude, vengono sanzionate L. n. 157 del 1992, ex art. 30, lett. b), (Cass. 27/3/2011, n. 16441).

P.Q.M.

La Corte Suprema di Cassazione rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Così deciso in Roma, il 23 aprile 2014.

Depositato in Cancelleria il 5 giugno 2014



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati