Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2015-09-13

CAMBIARE CASA - Maria Rosa PANTÉ

Ricordo che intorno ai 30 anni, e forse prima, ero abbonata a riviste di arredamento. Mi piacevano le case.

Uno dei regali più belli ch'io ricordi fu la cucina giocattolo, che mio padre mi regalò quando ero ancora piccola piccola.

Me la portò lui, mi pare, per questo penso ancora che il regalo fosse suo e non di mia madre.

Ricordo che odiavo stare a dormire dai nonni, perché ero una mammona, e mia nonna una mattina per quietarmi mi fece trovare un bellissimo frigorifero in miniatura, con piccoli contenitori rossi.

Mi piacevano le case. I mobili nelle case. Le case in miniatura e nelle case piccoli soprammobili e piccole tazze, piccole pentole. Che belle le pentoline di rame di mia nonna. Che poi furono di mia mamma e poi mie. E che ora chissà dove sono finite dato che io non ho avuto figli, né figlie.

Insomma mi piacevano le case e quel che sta dentro le case.

Non so quando tutto questo è cambiato. Non so se per improvviso mutamento di pensiero o lenta maturazione. Non me lo ricordo.

Ho cambiato nella mia vita nove volte casa, a parte le due case del tempo dell'Università a Torino, ho cambiato case nello stesso paese. Dunque non ho cambiato paese, ma proprio casa.

Ora che ci penso ogni volta che ho cambiato casa ho cambiato qualcosa nella mia vita. La prima volta ci fu il passaggio dalle elementari alle medie. Poi ci fu il matrimonio. Poi la separazione. Poi un nuovo amore. Poi aspettavo un bambino (mai nato).

Ora, ora che sta per avvenire un altro cambio di casa, immagino una casa grande piena di stanze, piena di gente.

È curioso perché quando ho deciso di cambiare casa quest'ultima volta, volevo una abitazione molto piccola, una casa che richiedesse scarsa manutenzione. Alla fine, ora lo capisco, una casa ove seppellirmi. Volevo una casa piccola come una bara. Ma un giardino grande, volevo un giardino grande.

In questi mesi, non più di nove o dieci, nella mia vita sono cambiate molte cose. Nella mia vita, cioè prima di tutto dentro di me. E la casa che ho comprato da pochi giorni è grande con un grande giardino. E questa casa è l'unico segno esteriore del cambiamento. Un segno comunque rilevante.

Non mi affeziono alle case. Mi piacciono sempre le cose (le case) belle. Ma non solo per me. Le cose belle sono belle quando le condividi con tanta gente. Vado in un museo a cercare le cose belle. Ora mi piacciono le case spoglie, con pochi mobili, pochissimi soprammobili e persino meno libri, meno quadri. Più respiri, più voci, più presenze.

Non mi affeziono alle case, ma mi piace avere una casa, io vivo moltissimo in casa. Mi piace avere una casa perché a ogni cambio di vita io cambio casa e questo, questo legame, tra me e la mia tana, qualcosa di certo vorrà dire.



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