Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Gasparre Annalisa - 2016-01-24

CANE AGGREDISCE DURANTE UNA PASSEGGIATA: RISARCITO IL D.N.P. - Trib. Savona, 16.10.2013

Nel corso di una passeggiata un cane pastore tedesco usciva dal giardino di un'abitazione e si avventava contro una donna urtandola e facendola cadere tra i rovi posti a fianco della via. Ne derivavano lesioni alle ginocchia ed al tronco.

Allontanato il cane, la donna veniva soccorsa dai compagni di passeggiata. Successivamente arrivavano anche i proprietari del cane che, richiamata l'attenzione dell'animale, tornavano alla propria abitazione senza prestare alcun soccorso.

Il Tribunale ha ritenuto provata la responsabilità ai sensi dell'art. 2052 c.c.

Il Tribunale ha disposto il risarcimento del danno non patrimoniale arrecato alla donna per una somma pari ad euro 12.642,12.

Trib. Savona, Sez. Civile, Dott.. Alberto Princiotta, 16-17.10.2013

sentenza

nella causa civile iscritta al n. ___ affari contenziosi R.G. anno 2012,

promossa da: M.F., assistita dall'avvocato ____,

nei confronti di: I.S. e P.I., convenuti, entrambi contumaci

avente ad oggetto: responsabilità civile, danno cagionato da animali

(Omissis)

- il 13 aprile 2009, alle 17:00 circa, camminava in via ___ diretta alla chiesetta di ___ in compagnia dei signori B. e F.;

- giunti all'altezza del civico 123/a, di proprietà dei convenuti chiedevano conferma che la stradina che stavano percorrendo conducesse alla chiesetta;

- ricevuta l'informazione, riprendevano a camminare allorquando un cane pastore tedesco usciva ringhiando dal giardino della detta abitazione e le si era avventato contro urtandola e facendola cadere fra i rovi posti a fianco della via;

- nella circostanza riportava lesioni alle ginocchia ed al tronco;

- coloro che l'accompagnavano intervenivano immediatamente e riuscivano a far allontanare l'animale;

- successivamente giungevano con grande tranquillità i convenuti, proprietari del cane, i quali, dopo avere richiamato l'attenzione dell'animale, si recavano nella propria abitazione senza prestare alcun soccorso;

- l'evento dannoso le aveva arrecato lesioni e vani erano stati i tentativi di pervenire ad una definizione stragiudiziale della vertenza.

(Omissis) deve ritenersi provata la loro responsabilità, quali proprietari del cane, in applicazione della disciplina prevista dall'art. 2052 c.c. (cfr. Cassazione Sez. 3 civile, sentenza n. 7260 del 22/03/2013: "Poiché la responsabilità ex art. 2052 cod. civ. per danno cagionato da animali si fonda non su un comportamento o un'attività del proprietario, ma su una relazione (di proprietà o di uso) intercorrente tra questi e l'animale, e poiché il limite della responsabilità risiede nell'intervento di un fattore (il caso fortuito) che attiene non ad un comportamento del responsabile, ma alle modalità di causazione del danno, la rilevanza del fortuito deve essere apprezzata sotto il profilo causale, in quanto suscettibile di una valutazione che consenta di ricondurre ad un elemento esterno, anziché all'animale che ne è fonte immediata, il danno concretamente verificatosi. Ne consegue che spetta all'attore provare l'esistenza del rapporto eziologico tra l'animale e l'evento lesivo, mentre il convenuto, per liberarsi dalla responsabilità, dovrà provare non già di essere esente da colpa, bensì l'esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere quel nesso causale").

III - Con riferimento al quantum debeatur il sinistro risulta aver determinato esclusivamente un danno non patrimoniale che va risarcito unitariamente, nei termini di cui appresso, secondo la lettura costituzionalmente orientata dell'articolo 2059 c.c. in conformità alla giurisprudenza della Suprema Corte (cfr. Sez. U, sentenza n. 26972 del 11/11/2008: "Il danno non patrimoniale derivante dalla lesione di diritti inviolabili della persona, come tali costituzionalmente garantiti, è risarcibile - sulla base di una interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 2059 cod. civ. - anche quando non sussiste un fatto-reato, né ricorre alcuna delle altre ipotesi in cui la legge consente espressamente il ristoro dei pregiudizi non patrimoniali, a tre condizioni: (a) che l'interesse leso - e non il pregiudizio sofferto - abbia rilevanza costituzionale (altrimenti si perverrebbe ad una abrogazione per via interpretativa dell'art. 2059 cod. civ., giacché qualsiasi danno non patrimoniale, per il fatto stesso di essere tale, e cioè di toccare interessi della persona, sarebbe sempre risarcibile); (b) che la lesione dell'interesse sia grave, nel senso che l'offesa superi una soglia minima di tollerabilità (in quanto il dovere di solidarietà, di cui all'art. 2 Cost., impone a ciascuno di tollerare le minime intrusioni nella propria sfera personale inevitabilmente scaturenti dalla convivenza); (c) che il danno non sia futile, vale a dire che non consista in meri disagi o fastidi, ovvero nella lesione di diritti del tutto immaginari, come quello alla qualità della vita od alla felicità").

Tale danno, conformemente alla giurisprudenza dell'ufficio, va liquidato applicando le tabelle in uso presso il Tribunale di Milano.

(Omissis) l'attrice ha riportato "lesioni da graffiamento agli arti ed al tronco e trauma contusivo-distorsivo ginocchia, con lesione completa LCA e rottura del menisco mediale ginocchio dx accertate nel corso di intervento chirurgico. Le suddette lesioni appaiono in rapporto di causalità diretta con l'evento traumatico oggetto e del presente accertamento medico legale che ha agito, altresì, con meccanismo patocinetico diretto." Il consulente ha, quindi, riconosciuto 2 giorni di invalidità temporanea totale, ulteriori 22 al 75%, ulteriori giorni 20 al 50% e 10 al 25%, postumi di invalidità permanente pari al 5% e ha riconosciuto congrue spese per euro 188,68.

Conseguentemente va riconosciuto all'attrice l'importo complessivo di euro 12.642,12 in base al seguente prospetto:

(omissis)



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