Changing Society, Ordinamento penitenziario -  Fiorentin Fabio - 2014-02-24

CARCERE DENTRO E FUORI : DA NUORO UN PROGETTO PER LA FORMAZIONE PENITENZIARIA - Monica MURRU

Il 7 febbraio ha avuto inizio presso la Casa Circondariale di Nuoro, Badu e Carros, il primo dei quattro incontri facenti capo al progetto "Carcere: diritto penitenziario tra dentro e fuori"promosso dalla Scuola Forense del capoluogo barbaricino in collaborazione con la Direzione della medesima Casa Circondariale rappresentata dal Direttore, dott.ssa Carla Ciavarella.

Il progetto, nato da un"idea dell"Avv. Monica Murru, coniuga l"esigenza di portare avanti un percorso formativo per addetti ai lavori in una materia tanto delicata quanto "negletta" - quale il diritto penitenziario - con la volontà dell"avvocatura nuorese di offrire un"opportunità ad uno degli ospiti di Badu e Carros, Marcello Dell"Anna, che in carcere si è diplomato e laureato, con una tesi significativa su "la compressione dei diritti fondamentali del detenuto: dai circuiti detentivi speciali di alta sicurezza al regime di 41 bis).

Il titolo del progetto "Carcere: diritto penitenziario tra dentro e fuori" prende le mosse dall"occasione di discutere degli istituti della materia in un contesto in cui, accanto al pensiero di avvocati, magistrati, docenti universitari ed interlocutori vari, si affianca il pensiero di chi quegli istituti li ha vissuti e continua a viverli sulla propria pelle.

Tra i temi affrontati: il trattamento penitenziario, i circuiti con le relative problematiche di classificazione e declassificazione, i reati e l"ergastolo ostativo; argomento questo particolarmente sentito a fronte del rilievo che lo stesso Dell"Anna sta tutt"ora scontando una condanna all"ergastolo ostativo.

La particolarità dell"iniziativa – pioniera sotto molti aspetti nel territorio nazionale – è data dal fatto che il ciclo dei seminari – ospitati nei locali della casa circondariale nuorese - vede come relatore stabile il succitato Marcello Dell"Anna, il quale, unitamente ad esperti di alto profilo (inclusi gli operatori penitenziari dell"istituto), cercherà di sviscerare gli aspetti tecnici e non di una materia che, sovente, gli stessi avvocati sono portati a trascurare, posto che, per usare le parole del Dott. Gianpaolo Cassitta – intervenuto lo scorso 7 febbraio – sono attori che, per la maggior parte delle volte, escono di scena subito dopo la condanna dei loro assistiti, senza addentrarsi oltre il sipario dell"esecuzione della pena.

E" un modo, quindi, per confrontarsi su temi insoliti e scottanti e per cominciare a riscoprire risorse umane anche tra coloro che il pensiero comune cataloga come "scarti" della società o nella migliore delle ipotesi come costi giustificati dall"esigenza di sicurezza sociale.

Il taglio pratico scelto per i seminari ha peraltro contribuito a stimolare la curiosità dei partecipanti, coinvolti in un dibattito "sentito", distante dagli schemi accademici e frutto del lavoro sinergico di una equipe specialistica in cui il coraggio e l"onestà della Direzione della Casa Circondariale Badu e Carros, illuminata e professionalmente sensibile alle esigenze della persona ristretta, hanno consentito di focalizzare l"attenzione sull"importanza dei temi trattati, senza enfatizzare eventuali deprecabili effetti da "fenomeno circense"

Certo, come ogni proposta innovativa, anche questa non poteva rimanere indenne da critiche né dallo scetticismo di chi ritiene inconciliabile la certezza della pena con lo spirito del dettato costituzionale dell"art. 27, tant"è vero che accanto a coloro che ci hanno domandato perché l"opportunità riservata a Dell"Anna non fosse stata invece proposta ad un giovane avvocato "disoccupato", c"è stato anche chi ha stigmatizzato l"iniziativa, in quanto pregiudizievole per le vittime dei reati, "oltraggiati", nel caso di specie, dall"occasione di riscatto offerta ad un ergastolano, per di più ostativo…

L"argomento non è semplice, né alcuno degli organizzatori intende prestare il fianco a discussioni volte a strumentalizzare il progetto - che nasce, si sviluppa e resta come uno strumento di formazione e di possibile riappacificazione sociale – ma è di tutta evidenza che nessuno può più astenersi dal rispondere all"interrogativo pressante dell"effettiva efficacia rieducativa del sistema penitenziario, in un"ottica di concreto reinserimento nella società di persone finalmente "rieducate", al termine di un percorso suscettibile di verifica reale e sostanziale e non più semplicemente automatica e formale.

Interrogativo questo che fortunatamente ha suscitato la curiosità e l"interesse di tanti addetti ai lavori e "non solo"; altri ordini forensi, per esempio, intendono mutuare l"iniziativa, raccogliere il testimone della Scuola Forense di Nuoro, promuovendola in altri istituti di pena, estendendola ad altri detenuti ed associazioni così da farla diventare a tutti gli effetti "prassi trattamentale" tesa ad un obiettivo meno irraggiungibile, perché, come diceva Einstein "non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose".

Monica Murru



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