Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2016-02-22

CASA FAMIGLIARE E' IL LUOGO DEGLI AFFETTI - CASS. 3331/2016 - V. MAZZOTTA

Nell'assegnare la casa familigare il Giudice deve individuare l'ahbitat domestico, ossai il centro degli affetti e degli interessi della famiglia.

Non rileva che i genitori vi abbiamo vissuto solo prima della nascita del figlio, essendo la relazione finita proprio con l'arrivo del bambino

Inoltre, nell'individuare il genitore collocatario va preferito quello meno litigigioso.

Nella scelta del genitore presso cui il minore va collocato in via prevalente va scelto quello meno litigioso e in grado di garantire la conservazione di un rapporto con l"altro.

Inoltre, nel valutare a chi vada assegnata la casa famigliare, va privilegiato il genitore che vive col figlio, seppure in quell"abitazione il minore non abbia mai vissuto e sempre che vi abbiano tuttavia coabitato i genitori prima della nascita del bambino..

Principi entrambi affermati dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 3331 del 19 febbraio, che rigetta il ricorso di un padre che contestava la collocazione del figlio presso la ex (vittima di disturbi psico fisici pre e post partum che l"avevano indotta ad allontanarsi da casa, complici anche motivi di lavoro, per poi farvi tuttavia ritorno, guarita) e l"assegnazione a costei della casa familiare, di cui i genitori erano comproprietari al 50%.

Ma la madre, tra i due, si era rivelata il genitore che meglio garantiva il rapporto con l"altro essendo meno litigiosa.

Quanto all"assegnazione della casa, i Giudici condividono la decisione di merito ritenendo che la casa familiare preesistesse  alla nascita del figlio minore e il temporaneo allontanamento dovuto al conflitto del nucleo genitori figli non ne avesse mutato la preesistente destinazione: invero quell"abitazione era stata acquistata insieme e lì le parti avevano convissuto per cinque anni, sì che la casa era divenuto il "centro degli affetti, degli interessi e delle consuetudini in cui si esprime e si articola la vita famigliare", a prescindere dal fatto che, successivamente, con la nascita del figlio, la relazione fosse naufragata.



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