Articoli, saggi, Ingiustizia, cause di giustificazione -  Mazzon Riccardo - 2017-01-11

Cause di giustificazione: elementi la cui assenza determina lantigiuridicità obiettiva anche dellillecito civile? - Riccardo Mazzon

E" noto come il codice civile codifichi due sole cause di giustificazione, quali fattispecie idonee ad eliminare l"antigiuridicità del fatto – altrimenti illecito - dannoso: si tratta, naturalmente, della legittima difesa, prevista dall"articolo 2044 del codice civile, e dello stato di necessità, regolato dall"art. 2045, medesimo codice.

Ed è proprio la giurisprudenza a ricordare come l'art. 2044 c.c., disponendo che la responsabilità per danni sia esclusa quando il danno è arrecato per difendere sé od altri contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che vi sia proporzione tra difesa e offesa, scrimina il fatto nella sua interezza, in tal modo differenziandolo, ad esempio, dall'eccesso colposo di legittima difesa nel quale, venendo a mancare il requisito della proporzionalità, vi è come conseguenza che la reazione difensiva, per effetto del suo trasmodare in eccesso, termina di essere legittima dando luogo ad un fatto illecito soggetto alla sanzione penale e fonte di obbligazione civile risarcitoria.

E" ancora la giurisprudenza a confermare come l'art. 2044 c.c., nello stabilire che non è responsabile chi ha cagionato il danno per legittima difesa di sé o di altri, operi un rinvio implicito alle disposizioni che in materia penale regolano l'istituto della legittima difesa, salvo poi precisare che l'art. 2045 c.c. (il quale prevede che l'autore del fatto dannoso commesso in stato di necessità è tenuto a corrispondere una indennità al danneggiato) va applicato, per analogia, nel caso di danno cagionato da persona non punibile per aver agito in stato di cosiddetta legittima difesa putativa.

Ciò premesso, non si vede alcuna valida ragione per non attribuire all"antigiuridicità civilistica la qualifica di "antigiuridicità obiettiva", atteso che il danno, ex art. 2043 c.c., per essere risarcito deve essere "ingiusto", ossia in contrasto "obiettivo" con un dovere giuridico; ne consegue de plano che, anche nel settore civilistico, così come in quello penalistico, necessiterà tener conto dell"assenza di cause di giustificazione, quale elemento determinante l"antigiuridicità obiettiva, tenendo sin d"ora bel presente che, relativamente alle cause di giustificazione medesime, la giurisprudenza civile utilizza, con naturalezza e senza particolari preoccupazioni, le ipotesi previste esplicitamente dagli artt. 50, 51, 52, 53 e 54 del codice penale; recente, a tal proposito, il riassuntivo disposto della giurisprudenza amministrativa che conferma come, anche in materia di responsabilità civile della P.A., operi l"art. 2043 c.c. in virtù del quale qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che lo ha commesso a risarcire il danno, conseguendone che sono elementi costitutivi dell"illecito extracontrattuale: il fatto illecito, il nesso di causalità, l"ingiustizia (o antigiuridicità) del danno, la colpevolezza e il danno.

D"altro canto, il concetto di antigiuridicità obiettiva è particolarmente utilizzato in ambito penale, dove nasce, principalmente, dall"esigenza di dare compostezza logica alla disciplina positiva secondo la quale, in termini dogmatici, la circostanza che il fatto tipico sia stato commesso sovvertendo il criterio di priorità stabilito dall"ordinamento (e quindi in assenza di causa di giustificazione), lo qualifica come obiettivamente antigiuridico (nell"ipotesi inversa, invece, e cioè in presenza di una causa di giustificazione, esso risulterà obiettivamente lecito).

Pare corretto, pertanto, constatare come l"antigiuridicità obiettiva, almeno in ambito penale, rappresenti, in ultima analisi, il contrasto della condotta tipica ed offensiva con le esigenze di tutela dell"ordinamento; per contro, mancando il contrasto con gli interessi della collettività, verrà meno anche l"antigiuridicità (cfr., amplius, "Le cause di giustificazione nella responsabilità per illecito", Riccardo Mazzon, Giuffré 2017).



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