Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2015-06-17

CCIAA E INCARICHI ESTERNI: ANCHE PER I BASSI IMPORTI SERVE LA GARA – Corte Conti Piemonte 98/15 – Alceste SANTUARI

Il conferimento di incarichi esterni rappresenta un"eccezione alla regola di ricorrere al proprio personale

I conferimenti sono regolati dall"art. 7, comma 6-bis, d.lgs. 165/2001

Il regolamento degli affidamenti deve prevedere anche per bassi importi una procedura comparativa

La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti del Piemonte (delibera 8 giugno 2015, n. 98/2015) si è pronunciata sul tema degli affidamenti degli incarichi esterni alla P.A. Preme ricordare che ai sensi del dettato costituzionale di buon andamento della P.A., gli enti sono chiamati di regola a svolgere i propri compiti istituzionali avvalendosi del personale in servizio presso gli stessi enti. Da ciò consegue che il conferimento degli incarichi di consulenza a professionisti esterni integra un"eccezione alla regola e tale eccezione deve comunque essere definita da una serie di condizioni. Ciò significa che l"ente affidante deve dimostrare, ad esito di una reale ricognizione interna, di non potere disporre delle competenze interne per far fronte a quell"incarico. Le condizioni di cui sopra sono elencate nell"art. 7, comma 6, d. lgs. n. 165/2001. Il comma 6-bis del medesimo articolo indica poi che il conferimento, laddove necessario, sia esperito nel rispetto dei principi generali di trasparenza, pubblicità e massima partecipazione, previo ricorso a procedure comparative e non quindi facendo ricorso alla mera valutazione di idoneità del soggetto prescelto.

In questo contesto, la Sezione regionale di controllo ha esaminato la deliberazione della giunta di una CCIAA, con la quale l"ente camerale ha inteso affidare un incarico di consulenza finalizzato a tutelare l"Ente in ordine alla situazione di una propria partecipata per un importo pari a 5.000 euro oltre agli oneri di legge. Il Segretario Generale comunicava che l"incarico in questione era stato conferito in via diretta senza espletamento della procedura comparativa come previsto dal regolamento dell"ente di affidamento degli incarichi di consulenza approvato dalla Giunta. In ragione del regolamento, la CCIAA può provvedere a conferire incarichi di importo di € 5.000,00 con affidamento diretto anzichè ricorrere a procedure comparative tra più soggetti in rapporto all"esiguità dell"importo. E ciò in quanto l"ente camerale ha inteso privilegiare le ragioni di snellezza decisionale ed efficienza amministrativa.

La Sezione ha osservato che, in linea generale, anche per affidamenti di quell"importo occorre rispettare una procedura comparativa. Nel dettaglio, i giudici contabili hanno evidenziato come la giurisprudenza amministrativa consideri la procedura comparativa un adempimento essenziale per la legittima attribuzione di incarichi di collaborazione. Nel caso specifico, poi, degli affidamenti "di incarichi di consulenza e/o di collaborazione da conferire a soggetti esterni alla Pubblica amministrazione la P.A. non può prescindere dal preventivo svolgimento di una selezione comparativa adeguatamente pubblicizzata" (Cons. St., 28 maggio 2010, n. 3405; si vedano anche T.A.R. Piemonte, 29.9.2008 n. 2106; Corte Conti sez. reg. contr. Lombardia, 11.2.2009. n. 37; 27.11.2012, n. 509 che ribadiscono i principi in questione). In questo contesto di rispetto dei principi costituzionali di buon andamento della P.A., la Sezione ha ribadito che il ricorso a procedure comparative adeguatamente pubblicizzate può essere derogato con affidamento diretto nei seguenti limitati casi individuati dalla giurisprudenza:

a) procedura comparativa andata deserta;

b) unicità della prestazione sotto il profilo soggettivo;

c) assoluta urgenza determinata dalla imprevedibile necessità della consulenza in relazione ad un termine prefissato o ad un evento eccezionale, ricordando che la "particolare urgenza" deve essere "connessa alla realizzazione dell"attività discendente dall"incarico" (ex plurimis, deliberazione Sez. Contr. Lombardia n. 67/2012).

Conseguentemente, la Sezione ha censurato il regolamento dell"ente camerale in quanto non ritenuto compatibile con il vigente quadro normativo, sollecitandone quindi la disapplicazione.

Tra l"altro, la decisione della sezione di controllo merita una particolare attenzione in ordine alle possibili conseguenze derivanti dalla violazione dei doveri di servizio connotata da colpa grave e, pertanto, rilevante ai fini dell"accertamento della responsabilità erariale.



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