Articoli, saggi, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2014-04-15

CENNI DI PSICOLOGIA DELL'EMERGENZA E DANNO PSICHICO- Salvatore MAGRA

CENNI DI PSICOLOGIA DELL"EMERGENZA E DANNO PSICHICO

Salvatore Magra

La psicologia dell"emergenza si occupa dello studio delle reazioni degli individui a eventi stressogeni, anche in rapporto alla disintegrazione totale o parziale del sistema, in cui i medesimi soggetti vivono e alla perdita, anch"essa totale o parziale, dei legami affettivi di riferimento. L"amplificazione dello stress del singolo si collega alla dinamica del gruppo, coinvolto nella situazione di emergenza. Si riscontra un annichilimento del ruolo, precedentemente ricoperto dal singolo all"interno della società, in rapporto alla quale si è verificato l"evento o la calamità. Lo stress individuale si amplifica, attraverso la creazione di un nesso con lo stress collettivo.

La manifestazione più appariscente di un vissuto di angoscia, a seguito di emergenze, è l"emersione con maggior evidenza dei bisogni primordiali dell"individuo, in rapporto alla necessità di cibo, acqua, sonno. Ciò va valutato anche in relazione alla diversità della soglia di sopportazione, che varia da persona a persona.

La dinamica del pensiero sia nel gruppo, sia nel singolo, reciprocamente influenzantisi, spesso si focalizzano sulla impotenza delle risorse umane, in rapporto alla possibilità di reazione nei confronti di eventi calamitosi1.

La tematica adesso accennata è collegabile con il c.d. danno psichico, da intendersi come esito pregiudizievole del trauma, derivante dall"evento calamitoso. Tale danno si manifesta in modo più intenso, com"è intuibile, in soggetti che abbiano subìto in prima persona il trauma, derivante dall"evento calamitoso, ma è possibile enucleare anche ulteriori vittime del medesimo evento2, identificabili nei parenti di coloro che in via diretta abbiano subìto l"evento stesso. Si individuano anche delle vittime nei medesimi soccorritori, per la delicatezza della situazione, che i medesimi si trovano ad affrontare.

Proprio la intensità delle reazioni delle vittime di una calamità pone problemi giuridici rilevanti, riguardo alla determinazione delle caratteristiche del risarcimento, cui hanno diritto tali soggetti, nonché in rapporto all"individuazione dei soggetti obbligati al risarcimento.

Alla individuazione del danno risarcibile si collega un"attenta analisi del concetto di vittima, anche in rapporto ai cenni già formulati, sul presupposto che una "vittimizzazione" sussiste anche riguardo a soggetti, che non subiscono in via diretta le conseguenze negative della sciagura.

In questa sede ci si sofferma su un aspetto specifico della nozione di vittima, vale a dire sulla ipotesi in cui la medesima acquisisca tale qualificazione, in riferimento a eventi calamitosi, mentre una parte dello studio della vittimologia si è concentrata sulla nozione di vittima in ambito penalistico, con riferimento alla necessità di attuare uno spostamento dell"attenzione dal soggetto attivo del reato al soggetto passivo3 .

Le conseguenze cliniche della esperienza di eventi calamitosi si ricollegano principalmente al c.d. disturbo post-traumatico da stress, in cui un soggetto rivive e rumina in modo ossessivo la calamità di cui è rimasto vittima, attraverso flash back, e vissuti psicologici di nuova verificazione dell"evento con una dilatazione del tempo psicologico, afferente all"evento, rispetto al tempo materiale, in relazione al quale l"evento stesso viene vissuto e ripetuto nel meccanismo della sfera emotiva più volte, sia in stato di veglia, sia in stato di sonno.

E" necessario che la psicologia dell"emergenza si ponga, nel concreto modo d"impostare un intervento terapeutico, anche in una prospettiva di lungo periodo, in rapporto all"insorgenza di aggravamenti del disturbo post traumatico, anche al fine di verificare se la risposta soggettiva della vittima è tale da considerarsi in certo senso fisiologica, pur se eclatante in taluni suoi aspetti nel modo di manifestarsi, o se sussistano i prodromi di una patologia più o meno evidente. La prospettiva andrà soggettivizzata, in quanto la risposta dei singoli è fortemente diversificata, in rapporto all"attitudine di ciascuno alla resistenza allo stress.

Sono sorte parecchie metodologie di psicoterapia, per fronteggiare il disturbo post traumatico da stress, il quale continua a essere ritenuto l"esito patologico più frequente, in conseguenza della manifestazione di calamità o eventi ansiogeni fortemente intensi.

Quando il professionista della salute mentale si trova sul campo, ove vi sia una preparazione professionale apprezzabile a monte, il medesimo operatore sarà in grado d"individuare soggetti, maggiormente vulnerabili, pur all"interno di una cornice di generale sconforto. Il disturbo post traumatico presenta una caratterizzazione talvolta opaca, in quanto è ben possibile che l"evento stressante sia rimasto in tutto o in parte assente nella coscienza del paziente, attraverso ciò che alcuni definiscono "rimozione".

L"intervento della psicologia di emergenza non può appiattirsi solo sul disturbo da stress post-traumatico, in quanto la reazione all"evento calamitoso può collegarsi anche all"insorgenza di diversi disturbi emotivi, quali patologie collegate alla nascita di ossessioni—compulsioni, dipendenza da alcool, dal gioco etc..

La terapia cognitiva è molto usata per la patologia in esame e si pone il precipuo obiettivo di ristrutturare gli schemi di pensiero afferenti all"evento o alla catena di eventi che hanno determinato l"insorgere della patologia. Vengono utilizzati anche approcci narrativo-sistemici, in cui il paziente fornisce una descrizione in forma di racconto del vissuto esistenziale, che ha determinato il sorgere del disagio emotivo. La ristrutturazione degli schemi di pensiero ha come scopo principale quello di consolidare nel paziente il convincimento progressivo dell"esigenza di gettare la zavorra del ruolo di "vittima", attraverso un processo di distacco e disidentificazione da tale ruolo, per l"acquisizione di nuove convinzioni sulla sua possibilità di stare bene. L"acquisizione del ruolo di vittima porta all"acquisizione di modelli disfunzionali. Il cambiamento di ruolo è essenziale in tutti i meccanismi di psicoterapia, in cui il paziente, spesso senza rendersi conto, indossa determinati "vestiti", che non lo soddisfano, in quanto gli producono una qualità di vita insoddisfacente. La psicoterapia può attecchire con effetti positivi a condizione che siano stati rimossi o fortemente attenuati i sintomi più intensi del disturbo, con conseguente necessità, spesso, di intervenire farmacologicamente4.

E" palese che nel disturbo in esame il processo di vittimizzazione si sia collegato a un tentativo difensivo, in rapporto all"accadimento esterno, che ha prodotto il trauma, e da questo consegue che occorre molta cautela nell"impostazione della terapia, procedendo per gradi ed eventualmente ritornando indietro all"interno del percorso già compiuto, al fine di adeguare i ritmi del trattamento allo stato psicologico del paziente. Il racconto del trauma rappresenta un processo di "abreazione", attraverso cui si tenta di attuare un superamento del vissuto. Il tentativo di esorcizzare l"evento può essere sostenuto attraverso la formulazione di domande, la cui struttura deve tendere a consentire proprio una rielaborazione dell"evento. Molta cura deve essere, pertanto, riservata alla impostazione della "sintassi" delle domande, le quali devono contenere l"implicita esortazione rivolta nei confronti del paziente di esternare le proprie emozioni. Il tentativo è nel senso di progredire a partire da una visione dell"evento traumatico "astratta" e "distaccata", fino a una concretizzazione dell"elaborazione traumatica, al fine del suo superamento o quanto meno della sua rielaborazione, in modo da far sì che la persona possa progressivamente abbandonare il suo irrigidimento e l"appiattimento sul ruolo di vittima e volgersi verso altri orizzonti.

1 Cfr. IASEVOLI, Orientamenti clinici e giuridici, il danno da stress nelle calamità e nelle catastrofi, consultabile al link http://www.psicologiagiuridica.net/danno-psichico/orientamenti-clinici-e-giuridici-il-danno-da-stress-nelle-calamita-e-catastrofi/

2 Cfr. BELCASTRO, La psicologia dell"emergenza, consultabile in http://www.psicoemergenza.it/new/psicologiaEmergenza.html

3 Cfr. http://www.nuovefrontierediritto.it/speciale-n-2-febbraio-2014-la-vittima-nel-contesto-internazionale/, con particolare riferimento all"introduzione per questo aspetto della vittimologia, dal punto di vista penalistico.

4 Per approfondimenti cfr. LO IACONO-TETTAMANZI, "introduzione alle psicoterapie del disturbo post-traumatico da stress/DPTS, verso una possibile integrazione", in http://www.psicologiperipopoli.it/files/Numero%2011.pdf, pagg. 36 e ss.



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