Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2014-09-20

CENTRALI DAPPALTO: IL RUOLO DI PROVINCE E UNIONI DI COMUNI – Alceste SANTUARI

In un precedente contributo dal titolo "Appalti e centrali uniche di committenza: novità per i comuni" http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=45988&catid=193&Itemid=440&mese=09&anno=2014) abbiamo riferito delle disposizioni contenute nell"art. 9, comma 4, d.l. 24 aprile 2014, n. 66, conv. con modificazioni dalla l. 23 giugno 2014, n. 89.

In questo articolo, continuiamo l"analisi del d.l. 66/14, esaminando altri commi dell"art. 9 e l"art. 10.

Il comma 1 dell"art. 9 stabilisce che nell"ambito dell"Anagrafe unica delle stazioni appaltanti di cui all"art. 33-ter, d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221, che opera presso l"AVCP (ora "assorbita" dall"ANAC), è istituto l"elenco dei soggetti aggregatori di cui fanno parte Consip S.p.A. e una centrale di committenza per ciascuna regione, qualora costituita ai sensi dell"art. 1, comma 455, l. 27 dicembre 2006, n. 296.

Ai sensi del successivo comma 5, le Regioni, dunque, costituiscono ovvero designano, entro il 31 dicembre 2014, ove non esistente, un soggetto aggregatore secondo quanto previsto dal comma 1.

Il comma 6 stabilisce che in alternativa a quanto disposto dal comma 5, le Regioni, che mantengono la facoltà di costituire centrali di committenza anche in partnership con altre regioni, possono stipulare con Consip S.p.A. apposite convenzioni per la disciplina dei relativi rapporti sulla cui base Consip S.p.A. svolge attività di centrale di committenza per gli enti del territorio regionale.

Il comma 2 del medesimo articolo prevede che, accanto alle centrali di acquisto sopra individuate, se ne possano aggiungere altre, una volta che risultino iscritte, ad esito di istruttoria da parte dell"Autorità, nell"apposito elenco dei soggetti aggregatori.

Preme evidenziare che, tuttavia, il numero complessivo dei soggetti aggregatori presenti sul territorio nazionale non può essere superiore a 35 (comma 5)

Con dpcm, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, vengono definiti i requisiti per l"iscrizione tra cui:

  1. il carattere di stabilità dell"attività di centralizzazione
  2. i valori di spesa ritenuti significativi per le acquisizioni di beni e servizi in ragione di ambiti anche territoriali ritenuti ottimali ai fini dell"aggregazione e centralizzazione della domanda.

Con altro dpcm verrà istituito il Tavolo tecnico dei soggetti aggregatori, che sarà coordinato dal Ministro dell"economia e delle finanze, nonché verranno definiti i compiti, le attività e le modalità operative del Tavolo.

Ad altro dpcm è invece assegnato il compito di individuare le categorie di beni e servizi nonché le soglie al superamento delle quali le P.A., centrali e periferiche, ad esclusione di scuole, università e altre istituzioni educative, nonché le regioni, gli enti regionali, i loro consorzi e associazioni, le ASL ricorrono, rispettivamente, a Consip S.p.A. e al soggetto aggregatore di riferimento per lo svolgimento delle relative procedure.

Ora, nei giorni scorsi è stata predisposta una bozza del primo dpcm (di concerto con il Ministero dell"Economia) sopra richiamato, che è stato trasmesso a Regioni e Comuni contenente i criteri per selezionare i 35 soggetti aggregatori. Potranno concorrere per acquisire tale qualifica soltanto gli enti che hanno mandato in gara beni e servizi soprasoglia per almeno 260 milioni nell"ultimo triennio, e per almeno 50 milioni per ciascun anno del triennio. L"iscrizione nell"elenco avverrà ad esito di una procedura curata dall"ANAC e l"assegnazione avverrà in base ai valori degli appalti.

Interessante è la previsione che tra i soggetti ammessi a fare ingresso nel ristretto club dei 35 soggetti aggregatori rientrano le province e le città metropolitane, nonché le associazioni, unioni e consorzi "di enti locali comunque denominati" (ai sensi del d. lgs. n. 267/2000). Quali i parametri di iscrivibilità per gli enti locali testé citati? La bozza del dpcm prevede che essi "devono avere avviato, nei tre anni solari precedenti la richiesta, procedure per l"acquisizione di beni e servizi di importo a base di gara pari o superiore alla soglia comunitaria, il cui valore complessivo sia superiore a € 260.000.000 nel triennio e comunque con un valore minimo di € 50.000.000 per ciascun anno".

Il bacino territoriale di riferimento per le città metropolitano deve ricomprendere tutti gli enti locali entro il perimetro della provincia.

Per quanto riguarda invece le associazioni / unioni / consorzi di comuni il dpcm riconosce il peso/ valore di ciascun ente che partecipa alla forma aggregata degli enti locali.

Il dpcm prevede che nei due mesi successivi alla pubblicazione del dpcm medesimo venga esperita una fase istruttoria in due fasi:

prima fase: entro i primi 30 giorni l"Anac dovrà deliberare le procedure per l"iscrizione;

seconda fase: entro i successivi 30 giorni i soggetti interessati dovranno chiedere l"iscrizione in conformità alle regole deliberate dall"Anac.

Una volta esperita questa procedura, l"Anac provvederà a verificare i requisiti delle stazioni appaltanti richiedenti interrogando la banca dati nazionale dei contratti pubblici. Procederà successivamente a stilare la graduatoria degli enti in base al valore degli importi mandati in gara. Secondo quanto stabilito dal dpcm in parola, la lista avrà un "ordine decrescente basato sul più alto valore complessivo delle procedure avviate[…] fino al raggiungimento del numero massimo complessivo dei soggetti aggregatori". Si tratta di una graduatoria "rinnovabile", atteso che ogni tre anni l"Autorità sottoporrà a verifica i soggetti inclusi nell"elenco al pari di quelli esclusi.

L"art. 10, commi 1 e 2 del d.l. 66/2014 disciplina i compiti di controllo affidati all"ex AVCP e le informazioni che alla stessa devono essere inviate da parte delle P.A. Il comma 3 dispone che il Ministro dell"economia e delle finanze adotti un proprio decreto (da emanarsi entro il 30 settembre 2014) con il quale individuare le principali prestazioni in relazione alle caratteristiche essenziali dei beni e servizi oggetto delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A.. Entro 10 giorni dall"emanazione del decreto in argomento, il Ministero pubblicherà sul proprio sito internet i prezzi relativi alle prestazioni individuate.

Da ultimo, si segnala che il comma 4 prescrive che le amministrazioni aggiudicatrici individuate ai sensi dell"art. 3, comma 25, d. lgs. n. 163/2006 trasmettano entro il 30 settembre 2014 all"Osservatorio dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture i seguenti dati:

  1. i dati riferiti ai contratti non conclusi attraverso centrali di committenza di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria aventi ad oggetto una o più delle prestazioni individuate dal decreto del Ministro dell"economia e delle finanze sopra richiamato;
  2. i dati dei contratti aventi ad oggetto beni o servizi di importo parti o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria e relativa determina a contrarre, in essere alla data del 30 settembre 2014, stipulati a seguito di procedura negoziata ai sensi degli artt. 56 o 57 del Codice dei contratti pubblici ovvero a seguito di procedura aperta o ristretta di cui all"art. 55 del medesimo Codice in cui sia stata presentata una sola offerta valida.

Ad una apposita deliberazione dell"Autorità è affidato il compito di stabilire le modalità di attuazione del comma 4 e individuati, in particolare, i dati da trasmettere.

Il d.l. 66/2014 dunque, si colloca in linea coerente nell"alveo dei provvedimenti normativi di questi ultimi anni, volti a promuovere e favorire l"aggregazione degli enti locali, in specie in ambiti territoriali ottimali. Sembra questa, insieme ad altre, una sfida e un"opportunità affatto marginale che gli enti locali (aggregati) e le province possono cogliere, anche per definire strategie di intervento efficaci e sostenibili.



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