Articoli, saggi, Generalità, varie -  Covotta Giulia - 2016-10-25

Centro di imputazione unico del rapporto di lavoro – Oriana Santarcangelo

Centro di imputazione unico del rapporto di lavoro.

Note a margine di due ordinanze della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano ai sensi dell"art. 1 comma 49 L. n. 92/2012.

Premessa.

Le due ordinanze qui riportate affrontano, unitamente ad altre tematiche di sicuro interesse giuslavoristico, il tema dell"unitarietà del centro di imputazione del rapporto di lavoro. Si tratta di decisioni che non si disancorano dall"orientamento giurisprudenziale prevalente che delinea uno standard di prova decisamente severo per la parte attrice (1).

L"imputazione del rapporto di lavoro.

Come le pronunce evidenziano, il fenomeno della creazione artificiosa di persone giuridiche pone, specie in ambito lavoristico, delicati problemi interpretativi in quanto, da una parte, le forme organizzative che, di fatto, possono presentarsi sono varie e, dall"altra, lo sono anche le soluzioni.

Le forme organizzative, anzitutto. È evidente che il fenomeno della integrazione fra persone giuridiche possa declinarsi con varietà di accenti; parimenti, non è revocabile in dubbio che uno studio della unitarietà del centro di imputazione non possa che concentrarsi  sul fenomeno dei gruppi che, al loro interno, conoscono tanto forme di interazione fra entità dotate sia formalmente che sostanzialmente di personalità giuridica e quindi effettivamente operative, quanto talora, il caso di entità meramente formali, funzionali al raggiungimento di risultati in fraudem e, per esempio, integralmente dominate dalla capogruppo. In molti casi, e fra questi quello in commento, può pure verificarsi che la capogruppo abbia sede all"estero il che fa gemmare un ulteriore serie di problematiche di rilevanza più squisitamente internazionalistica.

In linea di massima, e volendo schematizzare al massimo, la giurisprudenza, rispetto ai fenomeni sopra esposti, può adottare tre soluzioni:

-    riconduzione del rapporto ad un soggetto diverso dal datore formale; in altre parole, il giudice radica il rapporto in capo alla società effettiva datrice in luogo dell"altra meramente formale. La soluzione non collide con il dogma della bilateralità del rapporto di lavoro in quanto si ricorre a una "imputazione alternativa".

-    ricostruzione di un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro; anche tale ipotesi non collide con la bilateralità in quanto il giudice costituisce un unico centro di imputazione in luogo della frammentazione artificiosa creata ad hoc.

-    ricostruzione di forme di contitolarità del rapporto. Tale ipotesi sfocia in un contrasto con il principio bilateralistico di cui sopra, ma è ammessa in quanto – come le stesse pronunce qui esaminate affermano – può esistere un rapporto di lavoro che "vede nella posizione di datore di lavoro più persone".

Si è, quindi, visto come, tanto sul versante delle forme di organizzazione, quanto delle soluzioni, vi sia una indubbia eterogeneità; ciò che, viceversa, non risulta discussa è la necessità, alla quale si è fatta poc"anzi allusione, che alla operazione di frammentazione si accompagni una simulazione o una preordinazione in frode alla legge. Come abbiamo detto, il fenomeno tende, infatti, a porsi, specie nel campo dei gruppi societari, come strumentale al perseguimento di un risultato in fraudem legis, come, ad esempio, quello dell"attenuazione delle tutele previste dalla legge in favore del lavoratore in caso di licenziamento e ciò in ragione della diretta correlazione delle tutele con le dimensioni dell"impresa.

L"approccio della giurisprudenza.

Come si è detto in apertura e come le ordinanze qui commentate dimostrano, rispetto al fenomeno in esame, l"approccio della giurisprudenza può senza dubbio dirsi cauto in quanto lo standard di prova richiesto è senza dubbio elevato (2).

Vale, infatti, notare che il potere giudiziale di manipolazione della persona giuridica e, quindi, l"effetto della riconduzione del rapporto giuridico ad un ente diverso da quello che ne è formalmente titolare soggiacciono alla dimostrazione di una serie ampia e convergente di requisiti (3)e, quindi, ad una difficoltà di prova che riflette il carattere fisiologico che "il fenomeno dei gruppi ha assunto nell"attuale fase di sviluppo delle economie capitalistiche avanzate" (S.P. Emiliani Il datore di lavoro nei gruppi di imprese, tra ipotesi di imputazione complementare, cumulativa e alternativa in Dir. Rel Ind., 2, 2012, p. 493) e, di conseguenza, la volontà di non ostacolarne l"impiego. Di massima infatti, secondo la giurisprudenza di merito – allineata ad un orientamento anche dei giudici di legittimità - "il collegamento economico-funzionale tra persone giuridiche facenti parte di un medesimo gruppo non è di per sé solo sufficiente a far ritenere che gli obblighi inerenti ad un rapporto di lavoro subordinato, formalmente intercorso tra un lavoratore ed una di esse, si debbano estendere anche all'altra, a meno che non sussista una situazione che consenta di ravvisare un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro. Tale situazione ricorre in presenza dei seguenti requisiti: a) unicità della struttura organizzativa e produttiva; b) integrazione tra le attività esercitate dalle varie persone giuridiche del gruppo e il correlativo interesse comune; c) coordinamento tecnico e amministrativo-finanziario tale da individuare un unico soggetto direttivo che faccia confluire le diverse attività delle singole imprese verso uno scopo comune; d) utilizzazione contemporanea della prestazione lavorativa da parte delle varie persone giuridiche distinte, nel senso che la stessa sia svolta in modo indifferenziato e contemporaneamente in favore dei vari imprenditori" (v. Corte d"Appello di Milano, 24 marzo 2014).

Ognun vede come il contemporaneo verificarsi dei quattro requisiti integri – riguardato dal punto di vista della prova – un onere gravoso in capo al soggetto interessato alla dimostrazione della unitarietà del centro di imputazione.

Più in particolare l"ultimo dei requisiti (quello di cui alla lettera d)) ossia quello l"utilizzazione contemporanea della prestazione lavorativa da parte delle varie persone giuridiche distinte sembra penalizzare in misura irragionevole la posizione di quelle figure professionali per loro natura "distanti" dall"unico soggetto direttivo che ben potrebbe non appalesarsi mai come fruitore diretto della prestazione del lavoratore, restando, nondimeno, effettivo dominus della struttura formalmente qualificata come datrice di lavoro (4).

Sotto tale profilo, specie l"esperienza dei gruppi societari multinazionali suggerisce spunti per un ripensamento di un approccio che sembra, invece, tarato, su casistiche tipicamente interne e quindi su fenomeni di frammentazione anche "logisticamente" apparenti e, quindi, di forte integrazione anche materiale delle strutture giuridicamente distinte.

Pare pure indubbio che l"orientamento in esame fa emergere l"ipertrofia del ricorso al potere direttivo come prova regina in ambito giuslavoristico, approccio questo che se pare razionale nell"ambito della indagine sulla subordinazione, risulta meno utile nel campo in esame in cui, fondamentalmente, al Giudice è rimesso un sindacato sul grado oggettivo di integrazione di un ente in un altro.

Si tratta dunque di riconoscere che per quanto la prova della unitarietà del centro di imputazione sia ammissibile essa sia, nei fatti, difficile da assolvere e ciò anche in ragione della obiettiva asimmetria informativa che connota il rapporto di lavoro.

Notazioni di diritto processuale.

Il tema suggerisce alcune considerazioni di ordine processuale che si pongono a chiosa delle considerazioni qui svolte.

Anzitutto, in caso di cessazione del rapporto per licenziamento da parte della datrice formale, nel caso in cui il lavoratore intenda ottenere la riconduzione del rapporto al datore sostanziale, è da ritenere applicabile il termine di decadenza di cui al Collegato Lavoro in quanto è indubbia la aderenza della fattispecie in esame a quella di cui all"art. 32 comma IV lett. d) di cui alla Legge 4 novembre 2010 c. 183.    In secondo luogo, in caso di licenziamento – a condizione che datrice formale e sostanziale integrino il requisito dimensionale - è da ritenersi applicabile il rito Fornero per i rapporti ancora attratti nella disciplina di cui alla Legge n. 92/2012. Il procedimento funzionale alla declaratoria di unitarietà del centro di imputazione è per sua natura litisconsortile, ma è da ritenersi impropria una qualificazione del litisconsorzio come necessario.

Infine, all"esito della cognizione è da ritenere rinvenibile la solidarietà per le obbligazioni indennitarie e risarcitorie fra le società ritenute ope iudicis aderenti all"unico centro in quanto sarebbe irragionevole privare il lavoratore del beneficio, anche patrimoniale, derivante dall"accertamento della unitarietà del centro di imputazione. In fondo, se ben si guarda al fenomeno, è proprio su questo terreno che l"elaborazione del fenomeno sconta una certa immaturità in quanto le ambivalenze giurisprudenziali in tema di solidarietà passiva per le obbligazioni possono ben tradirsi in sostanziali, e talora insuperabili, difficoltà per il lavoratore di ricevere concretamente tutela.

Note:

(1) V., su tutte, Cass. civ. n. 8809/2009.

(2) È principio riconosciuto dalla giurisprudenza di legittimità (v. Cass. 2261/1995) quello secondo cui "il collegamento societario non comporta l"insorgere di un autonomo soggetto di diritto". D"altra parte, alla creazione della persona giuridica si accompagna infatti l"aspettativa dei soci circa la sua tenuta come soggetto giuridicamente e patrimonialmente distinto il che induce - quale conseguenza logica - la necessità che il piercing of the corporate veil soggiaccia a un onere della prova articolato.

(3) Secondo la giurisprudenza (v. Cass. 20 settembre 1991 n. 9815) l"onere della prova è a carico del lavoratore;

(4) In una recente pronuncia di merito (Trib. Milano 8 aprile 2015 n. 840) il Giudice ha, per esempio, valorizzato in modo del tutto particolare il requisito della utilizzazione contemporanea, correlando il dato dell'"esecuzione di attività del ricorrente, indifferentemente, per entrambe le società resistenti" al dato dell'"unicità dell'organizzazione degli uffici in cui le stesse operavano".



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