Changing Society, Intersezioni -  Cendon Paolo - 2015-01-02

CERCANDO; CERCANDO – Paolo CENDON

"CERCANDO; CERCANDO" – Paolo CENDON

Sulle sorprese puntava sempre – a bruciapelo.

"Il giorno prima era successo vero?".

"Che cosa?".

"Non era buio quand"era tornata a casa?".

"Potrebbe essere".

"Perché la corsa nella sua stanza?"

"Calze bagnate".

"Era entrata in casa già agitata, non aveva salutato nessuno".

"Capitava".

Si sentiva sospesa - rispondendo - fra il piano esterno delle domande e il fondo oscuro che era in lei.

"Cioè non era la prima volta?".

"Che cosa?".

"Che ritornava in quelle condizioni".

"Con la tosse?".

"No, coi dolori all"inguine!".

La scuola, altro punto fisso: sempre a girarci intorno, saltando di palo in frasca.

"Perché era l"unica restata in classe, quella volta, dopo che tutti erano usciti, alle due?".

"La prof voleva chiedermi di essere gentile, - aveva risposto, - con delle ragazze che erano rimaste indietro".

Se non le veniva in testa niente, il patto era che doveva inventarsi. Brandi voleva attingesse al serbatoio occulto.

"Prima media, scesa giù dal bidello, a farsi dare il mappamondo".

"Serviva per geografia, ora successiva".

"Sì, ma lo sgabuzzino, col bidello, tutto quel tempo!".

Tornava il motivo di lei, con un uomo, dietro una porta.

"Niente, aveva un gamba rotta, ero montata sulla sedia".

"Lui di sotto, perché non stava fermo?".

"Non ero entrata, stavo nella guardiola, gli avevo riportato le chiavi".

C"era un supermercato a Borghetto, neanche piccolo: i minuti lì dentro li passava a cercare – accanto a lei sempre qualcuno - prodotti mai sentiti nominare. Certi vasetti non capiva cosa contenessero: amido di frumento, acetelli, insaporitore nero al sale, crema di paprika, carcioghiotto, polvere lievitante. Erano i suoi preferiti.

Al reparto cartoleria passava in rassegna, così le aveva chiesto Brandi, i prodotti per la scuola, specie quella elementare: gli oggetti sul mercato dodici o tredici anni prima. Vedere se Annettina se li ricordava - astucci, decalcomanie, coccoina, squadrette, il pantografo.

Le sue cose da bambina, smettere di buttarle via; prenderle in mano invece, stringerle a occhi chiusi, ricostruendo:  fotografie, indumenti smessi, lettere a Gesù bambino, spaghi che avevano legato pacchetti. Soprattutto i reperti strani, inspiegabili.

"Pallavolo, una mania quella scaletta!".

Girava fra uno sport e l"altro - non era facile con lei, di attività ne aveva fatte tante!

"Cortile della canonica, stavo montando la rete".

"Quei calzoncini, si era cambiata nello spogliatoio?".

"Non c"era spogliatoio al Rosario".

Ma i giubbotti sì, la maglia per il cambio, le scarpe poi, l"asciugamano, il cappellino con la visiera.

Sui vestiti tornava e ritornava.

"Non mi ha più detto dell"abito giallo, a balze - cotone indiano no?".

Rispondeva la prima cosa che le veniva in testa: "A balze sì, non proprio giallo, arancione chiaro".

"Quello che si era tolta, un pomeriggio".

"Può darsi, non ricordo".

"Ma sì, era spiegazzato, me l"ha detto".

"Potrebbe essere, lo chiamavo il vestito croccantino".

"L"aveva appoggiato sulla sedia all"angolo, vero?".

"Non me l"ero tolto, quando gliel"avrei detto?".

La t-shirt grigia a righe, la divisa del volley, il collant rosso, la maglia coi pizzi, il vestito della Cresima. Doveva sempre immaginarsi che se li sfilava, che si macchiavano, che se li rimetteva, che faceva scorrere la lampo, che lavava delle parti nascoste di tessuto.

Al"improvviso, mentre uscivano dalla stanza: "Vedo del bagnato sulla guancia, di chi è la saliva?"; "Non ha freddo con la schiena scoperta?"; "Non mi ha detto tutto quanto oggi, vero?", "Ha un"aria schifata adesso, perché?".

Ad Annettina più sotto: "Caldo piccina, togliamo quel golf di lana?"; "Che buon odore, si sta bene qui, no?"; "Resterò dalla tua parte, anche se vai fuori"; "Macchia viola, cos"hai combinato stavolta?".

Rispondere sulla biancheria la imbarazzava: Brandi a mettere sempre in causa la piccolina.

"Giorno dell"esame di italiano, quinta elementare: che slip avevi?".

"Non ricordo, come faccio?".

"Piccoli li portavi comunque".

"Non proprio micro".

"Li mettevi sempre?".

"Certo".

"Annetta, sei tu che rispondi?".

Aspettava due secondi lei. "A fiorettini rossi, mi piacevano".

"Li cambiavi ogni giorno?".

"Ovvio, anche due volte certi giorni" … anche tre purtroppo.

"Li chiamavi slip o mutandine?".

"In tutti e due i modi".

"Qualcuno usava nomi diversi, vero?".

"Qualcuno chi?".

Per un po" di secondi non succedeva niente.

"Fine degli esami, risultati - riprendeva Brandi - camicetta verde scozzese, maniche corte, giusto?".

"Proprio così no. – Dopo un attimo. - Turchese, niente quadri, maniche lunghe."

"Perché se l"era tolta a un certo punto?". D"istinto: "Quando è passata a fare una preghierina di ringraziamento, dieci minuti dopo, poco lontano no?"

"Tolta no, cosa vuol dire? - Scuoteva la testa. – Sbottonata, era caldo, tutto qui".

"Annettina questa camicia, tu che dici?".

Un colpo al battente dopo l"altro, chissà se qualcosa si muoveva …



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