Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-04-11

Cercavo te nelle stelle di Primo Levi - Maria Beatrice Maranò

Il nostro almanacco oggi non poteva non ricordare anche, l'11 aprile del 1987, la scomparsa da lui deliberatamente scelta di Primo Levi . Il suo ultimo appello non dice non dimenticatemi, bensì non dimenticate.
L"autore è deportato a Monowitz, vicino Auschwitz, in un campo di lavoro i cui prigionieri sono al servizio di una fabbrica di gomma. Il numero di Levi è l"häftling 174517( funzionante).Dietro quel numero non c"è più un uomo, ma solo un oggetto: häftling, cioè "pezzo". Se funziona, va avanti. Se si rompe, è gettato via.
Primo Levi è tra i pochissimi a far ritorno dai campi di concentramento. Ci riesce fortunosamente, grazie a una serie di circostanze e solo dopo un lungo girovagare nei Paesi dell'est. Quale testimone di tante atrocità sente il dovere di raccontare, descrivere l'assurdo e l"indescrivibile, affinchè tutti sappiano, tutti interroghino la propria coscienza: comincia a scrivere, elaborando così il suo dolore, il suo annientamento, il suo avventuroso ritorno a casa. Nel '47, rifiutato dalla Einaudi, il manoscritto "Se questo è un uomo" è pubblicato dalla De Silva editrice.

Cercavo te nelle stelle
quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto te alle montagne,
ma non mi diedero che poche volte
solitudine e breve pace.
Perché mancavi, nelle lunghe sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,io uno sbaglio del mondo.
E quando, davanti alla morte,
ho gridato di no da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto, come oggi avviene,un uomo una donna sotto il sole.Sono tornato perché c"eri tu.(11 febbraio 1946, Primo Levi)...Cercavo te nelle stelle



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