Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Gasparre Annalisa - 2014-07-30

CERTIFICATI MEDICI FALSI: LA RESPONSABILITA' E' DEGLI AUTORI MEDIATI - Cass. pen. 37259/2014 - Annalisa GASPARRE

Cass. pen. n. 37259 del 25.5.2014 dep. 23.7.2014 Pres. Lombardi, Rel. Settembre

Il GIP del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto applicava all'indagato la misura dell'obbligo di dimora nel comune di residenza per essersi associato con altri al fine di realizzare truffe ai danni di compagnie assicurative e per aver precostituito elementi di prova relativi a sei sinistri mai accaduti. Il GIP rigettava invece la richiesta di applicazione della misura cautelare in relazione ai reati di falso documentale commessi in maniera mediata con induzione in errore dei medici che avevano stilato falsi certificati di malattia relativi a sinistri che non si erano verificati.

Quest'ultima decisione veniva riformata dal Tribunale del Riesame di Messina che applicava all'indagato la misura degli arresti domiciliari in relazione al reato di falso.

Soggetti falsamente coinvolti in sinistri stradali si erano presentati al pronto soccorso lamentando patologie inesistenti in concreto e così ponevano in essere una condotta idonea a trarre in inganno i sanitari ivi operanti, i quali, confidando nella verità di ciò che veniva loro rappresentato, stilavano certificati medici ideologicamente falsi.

Precedente causale del falso ideologico posto in essere in concreto dai medici è infatti la condotta di tali soggetti, con la conseguenza che è a questi che va attribuito il reato, nella loro qualità di autori mediati (è un caso in cui l'errore sul fatto che costituisce il reato è determinato dall'altrui inganno).

La Suprema Corte ha confermato la giurisprudenza sopra menzionata argomentando altresì in merito all'inapplicabilità di quelle interpretazioni che escludono il falso per induzione quando il pubblico ufficiale, nella sua attività certificativa, si sia incautamente affidato alle mendaci dichiarazioni del terzo. Invero, il medico del pronto soccorso deve instaurare un dialogo collaborativo con il paziente e non agire e formulare diagnosi nel presupposto che il paziente mente e che il medico debba difendersi da un'attività truffaldina.

Un caso in cui, sempre in tema di truffa all'assicurazione, la Cassazione ha giudicato responsabili i medici di Pronto Soccorso è quello della sentenza Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 599/14; depositata il 9 gennaio (Diritto&Giustizia).

La sentenza può essere letta per esteso sul sito della Corte di Cassazione http://www.cortedicassazione.it/Documenti/32759_07_14.pdf



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