Changing Society, Intersezioni -  Palumbo Valeria - 2014-01-31

CHE COSA DICE NIETZSCHE DI CIPRO? – Valeria PALUMBO

Che cosa ne pensava Friedrich Nietzsche di Cipro? La domanda è del tutto insensata, visto che il filosofo tedesco non è mai stato sull"isola. A dire il vero, nulla nel romanzo che vi sto per suggerire, Il cuore della terra, di Svetislav Basara, ha senso. Si tratta di un romanzo surreale e grottesco, a volte ferocemente misogino, certo ferocemente critico nei confronti delle istituzioni internazionali come l"Onu, e perfino cattivo contro le nostre "certezze democratiche". Ma allora perché mi permetto di consigliarvene la lettura? Innanzi tutto perché il romanzo affronta un tema che costituisce la più grande (e scandalosa) ferita aperta d"Europa: il muro di Nicosia e la divisione di Cipro, che quest"anno compie 40 anni, senza che l"ingresso dell"isola nell"Unione europea, nel 2004, abbia portato un benché minimo progresso. Anzi, se possibile, la situazione è diventata ancora più surreale: teoricamente tutta Cipro è entrata nella Ue, ma poiché il Nord risulta "occupato" (dal 1983 esiste l"autoproclamata Repubblica di Cipro Nord, riconosciuta solo dalla Turchia), gli effetti dell"adesione, nella parte settentrionale, sono sospesi. Ovviamente l"Unione europea si guarda bene dal portare alle estreme conseguenze la sua decisione: a rigore, se parte dell"Unione venisse invasa qualche reazione bisognerebbe pure attivarla. Invece restiamo "invasi" e indifferenti. Fra l"altro Cipro Nord, popolata da coloni turchi e dipendente dall"ingombrante vicino, sta affrontando la crisi economica molto meglio di quella greca, che ha rischiato, nella scorsa primavera, di andarsene a gambe all"aria con tutte le sue banche e che si è salvata solo perché la solita Troika ha imposto misure draconiane. Ben vi sta, avranno pensato a Nord. Ma perché, ancora una volta, suggerire il romanzo strampalato di Basara, che immagina non soltanto un soggiorno pirotecnico di Nietzsche sull"isola, ma addirittura l"esistenza di una tribù indigena, costituita da gnomi atei dai pessimi gusti alimentari, gli Hurubi, che hanno adottato i baffi del filosofo come segno distintivo? Perché Basara (che ha militato nel Partito cristiano democratico di Vladan Batić, uno dei leader della transizione post- Milošević), nella sua difesa appassionata di Nietzsche, nel suo attacco a Wagner scardina e beffeggia molti luoghi comuni europei. Questo fa sempre bene. E poi perché in realtà, nella sua feroce critica all"azione europea durante il conflitto nei Balcani e su Cipro, e nel suo sarcasmo verso Onu e Oms, lo scrittore e diplomatico serbo (che è stato appunto ambasciatore a Cipro per il suo paese) coglie l"ipocrisia delle istituzioni internazionali, pronte a riconoscere l"esistenza di Stati improbabili, ma incapaci di salvaguardare i diritti delle persone, ingabbiate in macchine burocratiche che finiscono col proteggere solo se stesse e non le vittime a cui dovrebbero recare aiuto. Basara ha sfoghi da conservatore: è un suo diritto. Ma l"ironia è un bene comune dei popoli civili. E il dubbio dovrebbe essere il loro passepartout verso la tolleranza.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati