Articoli, saggi, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-11-11

CHI E' PROPRIETARIO DEL MURO DIVISORIO? ONERE ED OGGETTO DELLA PROVA - Riccardo MAZZON

- muro divisorio, onere della prova e suo oggetto

- può essere vinta la presunzione di comunione del muro divisorio?

- sì, ma l"onere della prova della piena titolarità del diritto di proprietà sul muro medesimo ricade in chi tale esclusiva proprietà affermi

La presunzione di comunione del muro divisorio, regola generale più volte affermata, tanto il giurisprudenza quanto in dottrina (in tal senso, cfr. paragrafi 2., 2.1. e 3., capitolo quindicesimo del volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto), implica che l"onere della prova della piena titolarità del diritto di proprietà sul muro medesimo ricada in chi tale esclusiva proprietà affermi:

"la presunzione di comunione del muro di cui all'art. 880 c.c. - appartenente alla categoria delle presunzioni legali iuris tantum - presuppone l'esistenza certa di due fatti, che non possono essere a loro volta oggetto di presunzione, per il divieto della praesumptio de praesumpto, e cioè che si tratti di muro divisorio e che esso abbia la funzione di dividere edifici, cortili, giardini, orti o recinti nei campi, con la conseguenza che, ove sorga controversia sulla comunione di un muro (asserito divisorio della parte che sostiene l'esistenza della comunione al fine di far dichiarare illegittima l'apertura di una luce ad opera del confinante) la presunzione deve ritenersi operante (con conseguente onere della controparte di provare la sua proprietà esclusiva) soltanto se è pacifica e comunque dimostrata l'esistenza dei due suddetti presupposti di fatto, mentre, in difetto, incombe alla parte che assume l'esistenza della comunione di provare la stessa" Cass. 9.2.89, n. 796, DGA, 1989, 352.

In termini ancor più espliciti, la giurisprudenza afferma che,

"qualora sorga controversia sulla comunione di un muro, la presunzione di comproprietà di cui all"art. 880, comma II, c.c. grava dell"onere di provare il proprio titolo la parte che rivendichi la proprietà esclusiva del muro medesimo, sempre che sia pacifica o dimostrata l'esistenza di due presupposti di fatto e cioè che si tratti di un muro divisorio e che questo abbia la destinazione obiettiva di separare due immobili omogenei (nella specie due cortili); in difetto di tali elementi, invece, l'onere probatorio incomberà, secondo i principi generali in materia, sulla parte che assume l'esistenza della comunione" Trib. Monza 3.7.06, Redazione Giuffrè 2006.

Da rilevare inoltre come

"la presunzione di comunione del muro divisorio fra due edifici stabilita dall'art. 880 c.c. non viene meno per la demolizione di uno di essi, restando a carico di chi invoca la proprietà esclusiva del muro l'onere di dimostrare che in realtà la comunione non sussisteva al tempo della contemporanea esistenza dei due edifici o era venuta a cessare per un fatto posteriore idoneo a trasferire il dominio" Cass. 3.8.95, n. 8497, GCM, 1995, 1474.

Premesso, dunque, che

"la presunzione di comunione del muro divisorio, stabilita dall'art. 880 c.c. ha carattere relativo e spiega la sua piena operatività - sino a rendere irrilevante nel caso di muro di separazione fra due edifici l'eventuale anteriorità di uno di questi rispetto all'altro - soltanto in mancanza di prova contraria, non operando invece quando risulti altrimenti che il muro rientra nel dominio esclusivo di uno dei due confinanti in forza di uno qualunque dei modi di acquisto, a titolo originario o derivativo, della proprietà immobiliare. Pertanto, poiché tra i modi di acquisto della proprietà si annovera l'accessione, a norma dell'art. 934 c.c., la presunzione anzidetta è vinta anche dall'accertamento che il muro è stato costruito nella sua interezza su una sola delle aree contigue, salvi gli effetti di un titolo pattizio successivamente intervenuto ovvero dell'usucapione" Cass. 24.12.94, n. 11162, GCM, 1994, fasc. 12,

quanto al contenuto della prova che chi si afferma unico proprietario deve fornire,

"la presunzione "iuris tantum" di comunione prevista dall'art. 880 c.c. relativamente a muri che separano entità prediali omogenee è vinta dalla prova della proprietà esclusiva del muro mediante riferimento ad uno dei modi di acquisto della proprietà originario o derivato. In mancanza di prova contraria la presunzione di comunione spiega piena operatività, non valendo contro di essa neppure l'eventuale anteriorità di una delle due costruzioni separate, potendo sovvenire ai fini dell'acquisto della proprietà esclusiva solo il principio dell'accessione (art. 934 c.c.) sempre che il muro sia stato costruito completamente sul suolo appartenente ad uno dei confinanti" Cass. 11.1.93, n. 177, GCM, 1993, 30,

né può essere addotta, per superare l'anzidetta presunzione, l'eventuale anteriorità di una delle due costruzioni separate, potendo valere ai fini della proprietà esclusiva solo il principio dell'accessione, ove la costruzione del muro sia intervenuta interamente sul suolo appartenente ad uno dei confinanti:

"la presunzione "iuris tantum" di comunione del muro divisorio fra edifici sancita dall'art. 880 c.c. può essere vinta dalla prova della proprietà esclusiva del muro, facendo riferimento ad uno dei modi di acquisto della proprietà a titolo originario o derivativo, con la conseguenza che in difetto di tale prova contraria, la presunzione di comunione conserva la sua piena operatività. Nè può essere addotta per superare l'anzidetta presunzione, l'eventuale anteriorità di una delle due costruzioni separate, potendo valere ai fini della proprietà esclusiva solo il principio dell'accessione, ove la costruzione del muro sia intervenuta interamente sul suolo appartenente ad uno dei confinanti" Cass. 28.1.99, n. 756, GCM, 1999, 186.

Inoltre,

"l'atto notarile di cessione di quota, rinuncia all'usufrutto e divisione che indichi la proprietà comune di alcune parti dell'immobile e alcuni beni mobili senza alcuna menzione della comunione del muro divisorio non può costituire prova contraria alla presunzione "juris tantum" prevista dall'art. 880, comma 2 c.c. che come prescrizione di tipo semplice, trova applicazione in difetto di titolo e comunque di prova contraria avente ad oggetto la proprietà esclusiva del muro stesso" Cons. St. 27.11.87, sez. V, n. 743, RGE, 1988, I, 142.



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