Articoli, saggi, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2013-09-30

CHIAREZZA, VERITA' E CORRETTEZZA NEL BILANCIO D'ESERCIZIO DI SRL - Riccardo MAZZON

Il bilancio d'esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa,

"in tema di imposta straordinaria sul patrimonio netto delle imprese, istituita dall'art. 1 d.l. 30 settembre 1992 n. 394 (conv. nella l. 26 novembre 1992 n. 461), la base imponibile - ai sensi del comma 2 della norma citata - deve essere determinata, in presenza di bilancio, sottraendo l'utile di esercizio dal "patrimonio netto così come risulta dal bilancio", ovverosia facendo esclusivamente riferimento all'ammontare delle relative voci risultante dal bilancio, i cui dati si pongono, pertanto, in stretto ed indissolubile legame con la determinazione della base imponibile del tributo in esame. Ad un tal riguardo, il bilancio di una società di capitali deve essere redatto, ai sensi degli art. 2423 ss. c.c., a pena di nullità della deliberazione assembleare di approvazione, secondo principi di chiarezza e determinatezza, e la possibilità di derogare ai criteri di valutazione seguiti precedentemente esige la redazione di apposita nota integrativa motivata, costituente parte inscindibile del bilancio stesso. (Nella fattispecie, la S.C. ha cassato la sentenza della commissione tributaria regionale, la quale aveva ritenuto legittima l'istanza di rimborso dell'imposta in esame, presentata da una società di capitali per asserita erronea inclusione nella base imponibile di finanziamenti ricevuti dall'Agensud per l'esecuzione di opere infrastrutturali, omettendo qualsiasi esame in ordine alla effettiva collocazione dei contributi anzidetti nel bilancio approvato dall'assemblea, al fine di stabilire se gli stessi fossero stati inclusi, o meno, nel "patrimonio netto" e se la eventuale deroga a precedenti criteri di valutazione della specifica posta di bilancio fosse stata accompagnata dalla nota integrativa prescritta dalla legge)" (Cass. civ., sez. trib., 12.5.2004, n. 8989, GCM, 2004, 5, CorT, 2004, 2617 - Conforme - Cass. civ., sez. trib., 11.9.2009, n. 19649, GCM, 2009, 9, 1303 - cfr., da ultimo, "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON -),

dev'essere redatto - in unità di euro, senza cifre decimali, ad eccezione della nota integrativa, che può essere redatta in migliaia di euro - dagli amministratori:

"non è configurabile il reato di esercizio abusivo di una professione (art. 348 c.p.) nel comportamento di chi svolga l'attività di redazione di bilanci societari, la quale non rientra nel novero delle attività protette, attribuite in via esclusiva o riservata alle figure professionali dei dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, come è dato evincere, tra l'altro, dal dettato degli art. 2380 e 2423 c.c. Quest'ultima norma, infatti, fa obbligo all'amministratore della società di "redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa", mentre l'art. 2380 c.c. sancisce che "l'amministrazione della società può essere affidata anche a non soci". D'altra parte, l'art. 2382 c.c., al pari delle altre disposizioni contenute nel par. 2 della sez. VI, capo V, tit. V, libro V, c.c. che dettano la disciplina concernente gli "amministratori", non riservano affatto l'amministrazione della società a soggetti iscritti negli albi professionali riguardanti le professioni anzidette di cui al d.P.R. n. 1067 del 1953 e n. 1068 del 1953" (Cass. pen., sez. VI, 27.1.2000, n. 1525, D&G, 2000, 8, 66 – conforme - Cass. pen., sez. VI, 21.10.1999, n. 904,   Ced Cass. 2000).

La redazione deve avvenire secondo il canone della chiarezza

"il bilancio di una società che violi i precetti di chiarezza e precisione è illecito anche quando la violazione di tali principi non abbia determinato una divaricazione tra il risultato effettivo dell'esercizio e quello rappresentato dal bilancio, poiché i principi in parola hanno specifica ed autonoma rilevanza; sicché vi è nullità della deliberazione che approva il bilancio in tutti i casi in cui dal bilancio e dai relativi allegati non sia possibile desumere l'intera gamma delle informazioni, che la legge vuole siano fornite con riguardo alle singole poste di cui è richiesta l'iscrizione" (App. Napoli 13.5.2002, Soc, 2002, 1123 – conforme, imponendo il principio di chiarezza, l'obbligo di fornire informazioni complementari integrative rispetto agli standard legislativi minimali in relazione alla pluralità di funzioni del bilancio ed al destinatario fruitore: Trib. Milano 5.11.2001, GI, 2002, 554 – conforme, richiedendo informazioni intellegibili, in modo da consentirne il controllo di ragionevolezza, sul criterio di valutazione, adottato secondo il principio della prudenza, per ciascuna delle singole poste iscritte: Cass. civ., sez. I, 4.4.2001, n. 4937, GCM, 2001, 686, DF, 2001, II, 853),

e il bilancio deve rappresentare situazione patrimoniale della società, situazione finanziaria della medesima e risultato economico dell'esercizio secondo verità e correttezza:

"in tema di reddito d'impresa, le quote di ammortamento che rilevano (non solo sotto il profilo tributario) sono quelle in concreto iscritte in bilancio dalla società contribuente per ciascuno degli esercizi di competenza, fino a quando non si dimostri che la misura di tali iscrizioni contrasta con i principi di corretta e veritiera rappresentazione della situazione patrimoniale ed economica dell'impresa stabiliti dal codice civile, le cui regole di redazione del bilancio sono destinate a valere anche ai fini delle determinazioni fiscali" (Cass. civ., sez. trib., 30.1.2007, n. 1910, GCM, 2007, 1 - "verità legale", secondo Trib. Milano 24.11.1999, GI, 2000, 2368, ove i "fatti" devono intendersi non solo le singole componenti dell'attivo e del passivo, ma anche le loro valutazioni che possono reputarsi più o meno vere, non nella misura in cui rispecchiano i valori effettivi dei singoli elementi del patrimonio sociale, ma nella misura in cui sono rappresentati in conformità ai criteri legali di valutazione).



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