Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Gasparre Annalisa - 2013-11-12

CIBO SUDICIO IN REPARTO DI PEDIATRIA – Cass. pen. 19684/2013 – A.G.

Alimenti conservati in condizioni igieniche precarie e destinati al reparto di pediatria. Sotto accusa il rappresentante della ditta fornitrice del cibo per il servizio di ristorazione.

Orrendo lo scenario: sostanze alimentari insudiciate e confezioni di pane che presentavano morsi di topo. Nessun dubbio riguardo agli addebiti per violazione della normativa in materia di igiene della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande.

Soggettivamente qualche dubbio invece era da districare: l'imputato evidenziava che all'interno della società operava un responsabile della cucina e un responsabile della qualità, ai quali era affidato il compito di verificare l'idoneità dei cibi che uscivano dalla cucina per essere distribuiti nei reparti. Il nodo circa l'esistenza di una ripartizione di compiti o delega di funzioni nell'ambito della compagine sociale doveva essere sciolto da parte dei giudici di merito, al fine di verificare se vi fosse un esonero di responsabilità per il legale rappresentante.

Sulla delega di funzioni, volendo, Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 21 maggio - 10 ottobre 2013, n. 41831, in Diritto&Giustizia, 11 ottobre 2013.

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 2 aprile – 8 maggio 2013, n. 19684

Presidente Squassoni – Relatore Lombardi

Ritenuto in fatto

1. Con la sentenza impugnata il Tribunale di Catania ha affermato la colpevolezza di B.G. in ordine al reato di cui all'art. 5 lett. d) della L. n. 283/1962, a lui ascritto perché, quale legale rappresentante della "S. A. S.r.l.", in concorso con altro, distribuiva per il consumo presso il servizio ristorazione dell'azienda ospedaliera reparto pediatria P.O.V. Emanuele sostanze alimentari insudiciate, ed in particolare confezioni di pane che presentavano nell'involucro morsi di topo.

2. Avverso la sentenza ha proposto ricorso l'imputato, tramite il difensore, che la denuncia per mancanza e manifesta illogicità della motivazione.

Con l'unico mezzo di annullamento la difesa del ricorrente denuncia carenza di motivazione della sentenza con riferimento alle risultanze probatorie dalle quali era emerso che all'interno della società operava un responsabile della cucina, nella persona di tale M., ed un responsabile della qualità, nella persona di tale S., ai quali era demandato il compito di verificare l'idoneità dei cibi che uscivano dalla cucina per essere distribuiti nei reparti. La valutazione della ripartizione dei ruoli e delle responsabilità all'interno della società, ignorata dalla sentenza, avrebbe indotto ad escludere ogni responsabilità dell'imputato in ordine al fatto accertato. Peraltro, il pane veniva fornito alla cucina del nosocomio tre volte al giorno direttamente da un panificio esterno.

La sentenza è totalmente carente di motivazione su tali punti evidenziati dalla difesa dell'imputato.

S1 deduce, infine, la prescrizione del reato.

Considerato in diritto

1. La sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio per essere il reato estinto per prescrizione.

Dalla data di commissione del fatto (02/10/2005) è interamente decorso in data 02/04/2010 il termine di prescrizione di cui agli art. 157 e 160 c.p. nella formulazione previgente all'entrata in vigore della L. n. 251/2005, più favorevole per l'imputato.

2. Per completezza di esame si osserva che non sussistono cause di inammissibilità del ricorso con riferimento alla manifesta infondatezza dei motivi di gravame.

Nella stessa imputazione, infatti, risulta indicata la presenza di un responsabile della qualità e dell'autocontrollo aziendale nella persona di tale S., sicché il giudice di merito avrebbe dovuto verificare l'esistenza di una ripartizione di compiti o la delega di funzioni nell'ambito della compagine sociale con eventuale esonero da responsabilità del legale rappresentante, punto totalmente ignorato dalla motivazione della sentenza.

Un ulteriore accertamento sul punto è, però, precluso dalla intervenuta estinzione del reato.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata per essere il reato estinto per prescrizione.



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