Legislazione e Giurisprudenza, Circolazione stradale -  Bucci Elisa - 2014-01-27

CINTURE DI SICUREZZA: OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E CODICE DELLA STRADA – Cass. n.899/2014 – Elisa BUCCI

Un lavoratore dipendente di un istituto di attività di vigilanza viaggiava su un furgone blindato portavalori. Il conducente perdeva il controllo del mezzo causando il rovesciamento dello stesso e provocando al lavoratore una invalidità del 30%. Questi azionava domanda di risarcimento danni ex art. 2087 c.c. per non essere stato munito di cinture di sicurezza dal proprio datore di lavoro, il quale chiamava in causa il conducente del furgone portavalori.

La domanda veniva respinta sia in primo, sia in secondo grado.

Secondo la Corte di Cassazione l'art. 172 C.d.S. n. 3, lett. c) esenta dall'uso di cintura di sicurezza gli appartenenti a servizi di vigilanza privata che effettuano scorte ed è chiaramente una disposizione di ordine speciale tesa a regolare una specifica attività lavorativa "pericolosa" in ordine al rispetto dell'obbligo di indossare le cinture di sicurezza in una logica di bilanciamento con interessi di altra natura, come il consentire una pronta reazione degli addetti alla vigilanza anche nel loro stesso interesse nel caso di attacchi al furgone o al mezzo vigilato.

Tale normativa prevale sull'obbligo generale di cui all'art. 2087 c.c. (per quanto concerne le cinture di sicurezza) perché non avrebbe senso che l'ordinamento da un lato obblighi il datore di lavoro a far indossare ai suoi dipendenti le cinture e contemporaneamente lo esenti da tale obbligo.

La Corte pertanto rigetta il ricorso.



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