Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2015-07-16

CIRCOLARE 14 luglio 2015 - INCOMPATIBILITA' E CONFLITTI DI INTERESSE MEDIATORE AVVOCATO : UNA PRIMA INTERPRETAZIONE CRITICA - di PAOLO F. CUZZOLA

Com"è noto il legislatore italiano, è più volte intervenuto sull"impianto normativo del D.Lgs. n. 28/2010, in particolare con il D.M. n. 180/2010 e con il D.M. n. 145/2011, per rendere maggiormente incisive sul piano sanzionatorio le conseguenze della mancata presenza delle parti invitate all"incontro di mediazione, nonché per innalzare il livello di preparazione e di qualifica dei mediatori.

Da ultimo, con il  D.M. 4 agosto 2014 n. 139 il Governo ha inteso recare modifiche ed integrazioni al precedente D.M. 180/2010.

Tuttavia, diversi dubbi e perplessità vengono sollevati con particolare riferimento alla disciplina del nuovo art. 14 bis rubricato "incompatibilità e conflitti di interesse" introdotto dall"art. 6 del D.M. n. 139. La disposizione in parola così recita:

"Il mediatore non può essere parte ovvero rappresentare o in ogni modo assistere parti in procedure di mediazione dinanzi all"organismo presso cui è iscritto o relativamente al quale è socio o riveste una carica a qualsiasi titolo; il divieto si estende ai professionisti soci associati ovvero che esercitino la professione negli stessi locali" L"articolo prosegue, poi, estendendo tale divieto, tra l"altro, ai mediatori dell"organismo con cui si è concluso un accordo ai sensi dell"art.7, comma 2, lett. c), D.M. 180/2010 (si pensi a strutture, personale e mediatori di diversi organismi con cui si è raggiunto un accordo, anche per singoli affari):

"Non può assumere la funzione di mediatore colui il quale ha in corso ovvero ha avuto negli ultimi due  anni rapporti professionali con una delle parti, o quando una delle parti è assistita o è stata assistita negli ultimi due anni da professionista di lui socio o con lui associato ovvero che ha esercitato la  professione  negli  stessi locali; in ogni caso costituisce condizione ostativa all"assunzione dell"incarico di mediatore la ricorrenza di una delle ipotesi di  cui all"articolo 815, primo comma, numeri da 2 a 6, del codice di procedura civile. Chi ha svolto l"incarico  di  mediatore  non  può  intrattenere rapporti professionali con una delle parti se non sono decorsi almeno due anni dalla definizione del procedimento. Il divieto si estende ai professionisti soci, associati ovvero  che  esercitano  negli  stessi locali".

Condizioni ostative, dunque, volte a tipizzare tutti quei casi in cui sussiste incompatibilità e/o interesse del mediatore.

La ratio sottesa alla norma è volta a tutelare e a garantire la sussistenza dei requisiti di terzietà e imparzialità dell"organismo di mediazione e dei suoi mediatori, in virtù della singolare attività a cui questi sono dediti: il mediatore, nella qualità di intermediario tra le parti, svolge una funzione alternativa alla giurisdizione atta a definire la controversia; in tale veste, egli deve intervenire come terzo imparziale, quindi in posizione di equidistanza rispetto alle parti in lite.

In tal senso sono interpretate le disposizioni sull"incompatibilità; invero, il difensore del chiamato in mediazione, iscritto come mediatore presso l"organismo prescelto dall"istante, si porrebbe in una situazione di conflitto d"interesse per mancanza dell"essenziale requisito della terzietà.

Ne derivano alcuni spunti e considerazioni critiche. Ci si domanda se una così rigorosa disciplina sia forse così eccessiva, quindi male interpretata, tanto da vedere, ad esempio, l"istante privato della sua libertà di avvalersi di un certo professionista perché iscritto come mediatore a tutti gli organismi di mediazione di una data città.

Al contrario, il modello che necessita di essere garantito– proprio in mediazione – è quello di scegliere il mediatore che più aggrada a tutte le parti, valorizzando così tanto l"autonomia del procedimento conciliativo quanto la primaria funzione dello stesso mediatore- arbitro, quale garante della funzione alternativa alla giurisdizione.



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