Articoli, saggi, Procedura penale -  Giovanni Sollazzo - 2014-10-17

CIRCONDARI TERRITORIALI E COMPETENZA - Carol COMAND

Riferimenti giurisprudenziali: Cass. Pen., sez. I, 16.9-7.10.2014, n. 41757.

Come noto, l'allegato n. 1 al d.lgs 7 settembre 2012, n. 155 (che nel prosieguo verrà indicato semplicemente come d.lgs), ha sostituito la tabella A del R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 e tali modifiche, come disposto dall'art. 11 co. 2 del medesimo decreto, hanno acquistato efficacia il 13 settembre 2013.

Per quanto qui rileva, attraverso tale d.lgs, il comune di Bagheria, prima ricompreso nel circondario del Tribunale di Palermo, veniva incluso nel circondario di Termini Imerese.

In fatto, nel comune di Bagheria, in data precedente all'emanazione del d.lgs, veniva accertata la commissione di un reato - successivamente iscritto nell'apposito registro - ed il p.m. richiedeva al g.i.p. del Tribunale presso cui operava di emettere provvedimento di archiviazione, il quale, d'altra parte, considerato che, nelle more, le nuove disposizioni avevano acquistato efficacia, declinava la competenza in favore del g.i.p. del Tribunale di Termini Imerese.

Quest'ultimo, a sua volta, ritenendo di non essere competente in virtù delle ulteriori disposizioni legislative intervenute, sollevava quello che è stato definito come un "conflitto negativo improprio di competenza" (ai sensi dell'art. 28 c.p.p.) ritenendo competente proprio il giudice del Tribunale di Palermo.

Effettivamente, con d.lgs del 19 febbraio 2014, n. 14 il legislatore era intervenuto apportando delle disposizioni integrative, correttive e di coordinamento delle disposizioni del d.lgs fra cui i nuovi commi 2 bis e 2 ter dell'art. 9 con i quali, chiarito che il procedimento dovesse ritenersi pendente dal momento dell'acquisizione della notizia di reato o dal momento in cui questa fosse pervenuta all'ufficio del p.m., stabiliva che nei casi di nuova definizione, "mediante attribuzione di porzioni di territorio, dell'assetto territoriale dei circondari dei tribunali diversi da quelli di cui all'art. 1" il d.lgs non dovesse determinare effetti sulla competenza per i procedimenti pendenti al 13 settembre 2013.

Data la delicatezza, la dignità dell'argomento e la peculiarità della situazione determinatasi, che parrebbe quasi aver dato vita ad un caso simile, piuttosto che ad una conflitto c.d. "analogo" ci si permette di riportare, le esatte parole della Corte:

- "Il conflitto, negativo improprio di competenza, ammissibile in rito - entrambi i giudici per le indagini preliminari ricusano contemporaneamente di provvedere sulla richiesta di archiviazione dello stesso procedimento - deve essere risolto nel senso dell'affermazione della competenza del giudice delle indagini preliminari che per primo l'ha negata."

Nell'ipotesi disciplinata, rimanendo la competenza per territorio, relativa ai procedimenti pendenti alla data del 13 settembre 2013, insensibile alla modificazione delle circoscrizioni territoriali, la competenza territoriale deve dunque essere determinata in base ai criteri di collegamento costituiti dalle circoscrizioni previgenti. (c.c.)



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