Legislazione e Giurisprudenza, Obbligazioni, contratti -  privato.personaedanno - 2015-03-13

COLLEGAMENTO TRA CONTRATTI E NULLITÀ: SIMUL STABUNT, SIMUL CADENT – Cass. 21417/14 – Vito AMENDOLAGINE

Con la sentenza in epigrafe, la Suprema Corte, riscontrata la nullità del contratto preliminare di vendita di ramo d"azienda per mancanza dell'oggetto, che anziché essere costituito dal complesso dei beni aziendali materiali ed immateriali, risultava invece rappresentato dal solo avviamento, non autonomamente cedibile, afferma che l'esistenza dell'oggetto del contratto di promessa di vendita di ramo d'azienda non può ricavarsi dall'interazione degli effetti dei contratti contestuali collegati qualora, come nella specie, alcuni di questi non siano nulli, altrimenti, il collegamento negoziale finirebbe per essere un mezzo per eludere la nullità del singolo contratto collegato, con la conseguenza che, al contrario di quanto ritenuto dal giudice del merito, nella fattispecie esaminata, il collegamento negoziale non è idoneo a consentire di ritenere esistente l'oggetto costituito dal trasferimento del ramo di azienda.

I contratti così concepiti quindi non si fondono in un accordo unico, rimanendo distinti l'uno dall'altro, pur essendo volti al perseguimento di un risultato economico comune voluto dai contraenti.

Ciò non toglie che l'influenza reciproca debba escludere che vizi o mancanze di uno dei contratti possano essere compensate dal collegamento con gli altri, in quanto ogni contratto della struttura collegata deve essere valido ed efficace in sé, non potendo reperire aliunde elementi che sanino eventuali criticità.

La conseguenza di quanto sinora detto è che da un lato ciascun accordo deve rimanere assoggettato alla propria disciplina, e dall"altro che il collegamento determina soltanto una regolamentazione unitaria delle vicende relative alla permanenza del vincolo contrattuale complessivamente inteso: simul stabunt, simul cadent.



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