Articoli, saggi, Persone con disabilità -  Redazione P&D - 2016-05-18

Come parlare della fragilità - Redazione di P&D

- Non scrivere di persone come patologia, MAI (es. Neuropatico, Neuroleso, Sordo).
Persona sorda è più in linea con la CRPD, persona in con lesioni neurologiche,etc.
- Non usare parole collettive come "gli spastici", Gli invalidi, i disabili. Usare
"pesone con disabilità"
No "malato di mente"
Leggiamo questa frase:
"Si pensi al disabile, non in grado di compiere validamente un atto personale", chi è?
Uno senza volto né identità. Definito dallo stigma. Si può scrivere
Si pensi alla persona, non in grado di compiere validamente un atto
personale
oppure persona con disabilità oppure persona che in ragione delle condizioni
che vive non è in grado di...
- La disabilità non è una patologia o una malattia: è il risultato della interazione tra la
condizione della persona ed il contesto; la patologia non conta e non descrive nulla.
Fa solo capire che chi scrive si sente "sano" rispetto ai "malati".
- Persona non in grado di camminare è diverso da "tizio, costretto in carrozzina".
- La carrozzina è dei bimbi; meglio sedia a rotelle.
Evitiamo parole che trasmettono sudditanza (es. persona amministrata)
- Evitiamo immagini di costrizione:
es "se è vero che il Giudice Tutelare costruisce l"abito che meglio si adatta e tutela il
soggetto debole, è poi l"amministratore di sostegno che deve cercare di farglielo
indossare", MAMMA MIA!
Metafora infelicissima : se deve cercare di farglielo indossare, si vede che l'abito è
sbagliato. La persona è persona, non un cavallo riottoso.
Evitiamo di trasmettere i pregiudizi dando validità ad essi. Vedi queste due versioni:
Segnalare prontamente al giudice tutelare l'impossibilità di allacciare un qualsiasi
rapporto a causa della sua manifesta opposizione o dell'insofferenza alla presenza
dell'amministratore, al fine di sollecitarne la sostituzione, perché il compito
dell'amministratore di sostegno è quello di aiutare il beneficiario e non quello di
provocare ansia e negatività.
La parte in neretto "colpevolizza" il baneficario "cattivo che non accetta iil support".
Può essere omessa. Il punto è che se l'ADS non funziona, deve essere sostituito. Non
c'è bisogno di dire che il non funzionamento è "causato" dal beneficiario.
Anche quiVERSIONE A)
"Certo, il lavoro sul campo non è sempre facile e, a volte, dopo molto tempo,
nonostante gli sforzi, ci si accorge che, soprattutto nel caso di malati psichiatrici, non
è possibile stringere alcuna alleanza o, se si è stretta, questa si può improvvisamente e
inaspettatamente rompere.
All"inizio, i beneficiari [ generalizzazione che mette distanza...]sono quasi
sempre diffidenti, a volte molto restii a parlare, spesso nascondono i loro stati di
disagio, i loro problemi e le loro aspirazioni, perché l"amministratore è, in fondo,
un estraneo che cerca di intrufolarsi nella loro vita privata per dettare regole e stili di
vita.
Può allora capitare che il beneficiario mostri insofferenza nei confronti
dell"amministratore e della sua presenza; non riconosca o critichi il suo ruolo;
attacchi la persona dell"amministratore, le sue competenze, gli scopi che persegue ed
i mezzi che utilizza; rifiuti con forza il suo intervento o è irritato dal suo
interessamento; lamenti la mancanza di risultati concreti e, quindi, manifesti forti
dubbi sulla necessità ed utilità dell"amministratore.
Come può anche capitare che il beneficiario chiami l"amministratore per dirgli che
vuole farla finita e che si butterà sotto un treno; oppure che ha deciso di non assumere
più la terapia perché non ne ha bisogno, ecc.
È quindi di importanza fondamentale saper riconoscere i segnali (marker) di una
cattiva alleanza interattiva mostrati dal beneficiario, tenerli monitorati per capire la
loro fondatezza e gravità, e, se necessario, richiedere l"aiuto dello psichiatra.
Un amministratore di sostegno esperto e attento sa che spesso le rotture possono
dipendere anche dalla patologia da cui è affetto il beneficiario.
I soggetti borderline, non essendo in grado di regolare i propri impulsi, esprimono la
loro avversione verso l"amministratore in modo diretto ed esplicito, a volte con vere e
proprie aggressioni verbali e/o fisiche.
Con i beneficiari affetti da paranoia, invece, o è molto difficile costruire un"alleanza
interattiva e, quindi, stabilire una relazione basata sulla fiducia e sulla collaborazione,
oppure il rapporto va oltre le più rosee aspettative al punto da divenire quasi complice
dei loro deliri, inscenando una commedia degli equivoci.
Tutto questo pezzo è scritto col tono di un sano che paternalisticamente, giudica
l'ammalato. Non scrive, ad es che le rotture possone essere cusate dall'ADS incapacw
si interpretare i bisogni della persona, è sempre il malato di mente a essere il
trublemaker… Bada, è il tono che trasmette pregiudizio, il non detto.
Leggi questa versione e vedi che dice le stesse cose senza dire che il malato di mente
è brutto e cattivo.
VERSIONE B)
Certo, il lavoro sul campo non è sempre facile e, a volte, dopo molto tempo,
nonostante gli sforzi, ci si accorge che non è possibile stringere alcuna alleanza o, se
si è stretta, questa si può improvvisamente e inaspettatamente rompere.
È quindi di importanza fondamentale saper riconoscere i segnali (marker) di una
cattiva alleanza interattiva mostrati dal beneficiario, tenerli monitorati per capire la
loro fondatezza e gravità, e, se necessario, richiedere aiuto o impostare nuove
strategie.
Un amministratore di sostegno esperto e attento sa che spesso le rotture non sono
responsabilità del beneficiario.
Alcuni soggetti potrebbero esprimere esprimono la loro avversione verso
l"amministratore in modo diretto ed esplicito, a volte con vere e proprie aggressioni
verbali e/o fisiche.
Solo se l"amministratore di sostegno è riuscito ad instaurare con il beneficiario una
buona alleanza interattiva, allora può essere d"aiuto nella creazione di una fruttuosa
alleanza interpersonale.
Le persone con disabilità non sono ammalati da curare, non sono "affetti da". La cifra
della vita non è "l'alleanza terapeutica" perché il centro non è la patologia o la terapia
ma la relazione col mondo e le altre persone e gli ostacoli che si incontrano.
CONSIGLI PRATICI
•••••
Il sostantivo plurale "i disabili" e" tollerabile. Usarlo al
singolare, riferendosi ad una persona invece e"
assolutamente da evitare essendo semanticamente
scorretto (non esiste infatti il "signor disabile", semmai al
signor "Mario Rossi" puo" risultare piu" o meno difficile
compiere autonomamente un attivita"); inoltre una persona
puo" non amare sentirsi etichettata! Ne consegue che, nel
caso di singole persone, non e" bene usare un aggettivo
cosi" generico che non da" informazioni sul tipo di
disabilita"; se puo" aver senso dire o scrivere "gli studenti
disabili (o meglio "con disabilita"") quando si parla o si
scrive di una singola persona e" sempre opportuno
preferire una frase che esprime chiaramente e
correttamente la situazione; ad esempio:
"studentessa con una ridotta funzionalita" degli arti
i"Ens"f etpuriudio"e rcni"htees ascac cehttea buitlieli zaznac huen ala s ferdaisae a: rotelle per i suoi
s"mpcao sn* tfMainmAaIet a*n ot:i" ridotta su una sedia a rotelle o (peggio) su
una carrozzina"
"portatrice di una disabilita"""
Quando si parla delle persone che, almeno nel momento
in cui si parla, non manifestano evidenti disabilita" che
parole e" bene usare?
* P rnimoram daoild itu o*tt;ta opt eie *r" c;b hpeeen"r eicm hepevl"i itciamare pc lhilceea s gcelhig eau letgrnlii t sia opltnarior os aolenn:oor mali
ipodotati
abili *; perche" implica che gli altri sono inabili
* E "" mnoergmlioo duostaartei "le o s ceogsuidednetit etis "pnreosrsmioondi:otati" * per far
capire il concetto, evidenziando, allo stesso tempo, che
la parola "normodotati" e" semanticamente scorretta per
i motivi che abbiamo visto.
temporaneamente "normodotati" (da TAB –
Temporaly Abled Bodied) * per ricordare che una
disAbilita" non e" mai congenita ma e" conseguente a
una malformazione, una malattia o un infortunio.
SCHEMA RIASSUNTIVO
PLURALE: LE
PERSONE CON
DISABILITA"
Deprecabile gli handicappati, gli orbi, gli incapaci, gli inetti, gli inabili
i disabili, i sordi, i ciechi, i muti, gli schiantati
Un po"
meglio
le persone disabili, sorde, cieche, schiantate
Molto
meglio
le persone con disabilita", con sordita", con ciecita, con esiti da
trauma cranico encefalico"
SINGOLARE: LA RAGAZZA CON DISABILITA"
Deprecabile la disabile, il cieco, il sordo, il muto
Deprecabile la ragazza confinata o ridotta su una sedia a rotelle o (peggio) su
una carrozzina
Deprecabile la ragazza portatrice di una disabilita"
Deprecabile la ragazza diversamente abile o diversabile, diversamente alta e
onesta
la ragazza disabile
Un po" meglio la ragazza con disabilita", che non vede, che non parla, che non
cammina
Molto meglio la ragazza che utilizza una sedia a rotelle per i suoi spostamenti ed
il tatto per leggere
Perfetto studentessa con una ridotta funzionalita" degli arti inferiori
Ottimo studentessa con una ridotta funzionalita" delle strutture corporee
collegate alla deambulazione
PLURALE: I COSIDDETTI "NORMODOTATI"
Deprecabile gli abili, i normodotati
Tollerabile I "normodotati"
Un po"
meglio
I cosiddetti "normodotati"
Molto
meglio
le persone temporaneamente "normodotate" (da TAB – Temporaly
Abled Bodied)
SINGOLARE: IL SIGNOR "NORMALE"
Non
esiste



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