Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2014-07-13

COMUNI E NUMERO DI FARMACIE – Trga Trento 284/14 – Alceste SANTUARI

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento, sez. unica, con sentenza 10 luglio 2014, n. 284 ha accolto il ricorso di un farmacista contro la delibera del Consiglio comunale di Trento, con la quale l"ente locale aveva stabilito l"apertura di una nuova sede farmaceutica nella zona della città servita dal ricorrente.

Rinviando ad un recente contributo sull"argomento pubblicato su questo sito (cfr.

"UBICAZIONE DELLE FARMACIE SUL TERRITORIO COMUNALE – Cons. St. 915/14"), preme evidenziare che nel caso di specie, ancora una volta viene riconosciuto al farmacista il "diritto" alla sostenibilità economica dell"esercizio farmaceutico. Al riguardo, infatti, benché il comune abbia poi inteso procedere all"apertura della nuova sede farmaceutica, si può evincere nella deliberazione impugnata che l"ente locale intendeva perseguire l"obiettivo di "garantire sia il servizio che la sostenibilità economica" della farmacia.

La deliberazione oggetto di censura ha stabilito la suddivisione della città di Trento, ai fini del rapporto tra abitanti e sedi farmaceutiche (una farmacia ogni 3.300 abitanti, ai sensi del d.l. 1/2012), in macro zone. Al riguardo, il Tar ha sottolineato che la soglia stabilita dalla norma (nella recente SEGNALAZIONE per l"anno 2014che l"Antitrust formula al Parlamento e al Governo, ai sensi degli artt. 21 e 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, in merito a "Proposte di riforma concorrenziale ai fini della Legge Annuale per il Mercato e la Concorrenza", l"Autorità sottolinea che per quanto riguarda il settore della distribuzione farmaceutica "occorre passare dall"attuale sistema che prevede un numero massimo di farmacie a un modello che ne stabilisca, al contrario, un numero minimo per tutelare l"interesse pubblico ad un"efficiente distribuzione, senza impedire l"accesso ai potenziali nuovi entranti") "non significa che la popolazione delle singole zone debba corrispondere precisamente a questo numero, anche se è vero che la distribuzione delle farmacie, rispetto al territorio e alla popolazione, dev"essere per quanto possibile equilibrata: del resto, la delimitazione delle zone ha la funzione di vincolare il farmacista a mantenere il suo esercizio all'interno di quel perimetro, ma non ovviamente quello d"imporre alla popolazione residente di avvalersene in via esclusiva (conf. su tali concetti, in motivazione, C.d.S., III, 19 settembre 2013 n. 4667)."

Come sopra ribadito, la deliberazione impugnata testimonia che il Comune di Trento abbia inteso essenzialmente valorizzare, nella collocazione delle nuove sedi, "la diffusione sul territorio e l"accessibilità, e, con queste, un"adeguata redditività: concetto, quest"ultimo che – anche con la locuzione "sostenibilità economica" - viene a più riprese espresso nella deliberazione, e che orienta le scelte assunte, inclusa quella, rilevata dal ricorrente, di sostituire una delle sedi originariamente ipotizzate".

Allo scopo di sostenere l"apertura della nuova sede farmaceutica, il comune di Trento ha individuato in un futuribile incremento della popolazione residente in quella zona una delle ragioni che avrebbero dovuto deporre a favore della propria scelta amministrativa.

Ora, i giudici amministrativi hanno stigmatizzato le motivazioni sottese nella deliberazione del consiglio comunale, atteso che risulta "irragionevole collegare la sostenibilità economica", concetto come evidenziato che ricorre spesso nelle motivazioni dell"ente locale, "a un evento, l"incremento residenziale della zona, collocato in un futuro indeterminato – e comunque non prossimo – e incerto nelle sue reali dimensioni".

I giudici segnalano altresì che il comune era consapevole che si sarebbe potuti addivenire ad altra opzione circa l"apertura di una nuova sede farmaceutica, poiché nella deliberazione si può leggere che lo stralcio della farmacia in quella sede avrebbe imposto "d"individuare un"ulteriore localizzazione che, dato il quadro d"insieme esposto nei punti precedenti, risulterebbe assai problematico, stante l"obiettivo di garantire sia il servizio che la sostenibilità economica della sede farmaceutica".

Alla luce di queste ragioni, il Collegio ha ritenuto che "che il numero delle nuove sedi farmaceutiche è determinato in base alla popolazione residente sull"intero territorio comunale: per cui la previsione di ambiti più ristretti (come appunto le macrozone) non può comunque fornire giustificazione a scelte incoerenti con i criteri desumibili dalla legge ovvero prescelti dall"Amministrazione, come invece avvenuto in specie."

In conclusione, la collocazione della sesta nuova farmacia in quella determinata zona della città di Trento è stata considerata dai giudici amministrativi "inadeguatamente motivata, preceduta da un"insufficiente istruttoria, ed incoerente con i parametri prestabiliti."

Dalle motivazioni della sentenza, sembra potersi inferire che il criterio della territorializzazione delle sedi farmaceutiche previsto dal d.l. 1/2012 debba comunque essere rivolto a tutelare gli interessi dei farmacisti "incumbent", considerati, certamente nella loro dimensione di erogatori di un servizio di natura pubblica, ma altresì – come nel caso di specie – imprenditori, i cui interessi economici (sostenibilità economica) debbono essere tutelati dall"ordinamento giuridico. La segnalazione dell"Antitrust sopra richiamata sembrerebbe invero andare nella direzione opposta.



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