Articoli, saggi, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-03-22

COMUNI E VOLONTARIATO NELLA GESTIONE DEI BENI COMUNI – Alceste SANTUARI

Deboli svantaggiati – Organizzazioni di volontariato

Partnership con e valorizzazione da parte dei comuni

La l. 164/14 prevede la possibilità di definire un regolamento comunale per il coinvolgimento del volontariato in progetti di valorizzazione del territorio

Come abbiamo già avuto modo di riportare su questo sito qualche mese fa, l"art. 24 della l. 11 novembre 2014, n. 164 (che ha convertito il d.l. n. 133 del 2014), c.d. "Sblocca-Italia), dispone quanto segue:

"1. I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere. L'esenzione è concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attività individuate dai comuni, in ragione dell'esercizio sussidiario dell'attività posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute."

L"azione degli enti locali può assumere la forma di un regolamento con il quale disciplinare i rapporti tra la P.A. e le organizzazioni della cittadinanza attiva e del volontariato che possono essere coinvolte nei progetti di cui all"art. 24 citato (si veda in questo senso il significativo lavoro svolto in questi anni da Labsus e dal prof. Gregorio Arena).

Si tratta dunque di una misura volta a coinvolgere e valorizzare l"apporto delle organizzazioni di volontariato radicate nei territori locali nella realizzazione di progetti, interventi e attività di pubblica utilità. Attraverso questa previsione gli enti pubblici si possono "assicurare" la partnership di cittadini singoli o associati e, per contro, questi ultimi possono beneficiare di talune agevolazioni.

L"art. 24 integra una modalità di implementazione del principio di sussidiarietà ex l"art. 118, u.c. Cost., il quale – come è noto - riconosce e favorisce l"azione dei corpi intermedi che perseguono finalità di pubblico interesse. Pertanto, le organizzazioni di volontariato possono realizzare – in partnership – con i comuni importanti azioni ed interventi a beneficio della comunità locale.

Il disegno di legge delega di riforma del Terzo Settore, licenziato nei giorni scorsi dalla XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati può rappresentare un ulteriore terreno fertile per l"applicazione dell"art. 24 in parola.



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