Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2017-02-06

Comuni: no alla copertura dei debiti delle fondazioni – Corte Conti Abruzzo 5/17- Alceste Santuari

I debiti fuori bilancio ex art. 194, comma 1, TUEL devono considerarsi una elencazione tassativa. Conseguentemente, un comune non può ripianare la perdita di una fondazione (di partecipazione)

Un sindaco ha rappresentato alla Sezione regionale di controllo che il comune ha, insieme ad altri enti pubblici, costituito una fondazione attiva nel settore della promozione turistica, operativa grazie a finanziamenti pubblici, e gestita con modalità che garantiscono il controllo da parte degli stessi enti fondatori.

Nella richiesta di parere è, in particolare, precisato che la fondazione presenta un patrimonio costituito da contribuzioni pubbliche del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), della Presidenza del consiglio dei ministri e dalla Regione Abruzzo.

In una convenzione propedeutica alla costituzione del comitato organizzatore il comune aveva assunto, assieme al CONI e al medesimo comitato organizzatore, la responsabilità solidale degli impegni contrattuali concernenti l"organizzazione della riferita manifestazione sportiva. Tuttavia, i contributi da parte del Comune di Pescara sono stati previsti in fase costitutiva ma mai, in concreto, attuati.

La fondazione ha acquisito la personalità giuridica di diritto privato e, sulla base delle previsioni statutarie, i componenti del consiglio di amministrazione sono individuati in rappresentanti degli enti partecipanti.

Alla luce delle su esposte premesse, il primo cittadino ha chiesto alla Sezione regionale di conoscere l"avviso della medesima in ordine alla possibilità per il comune istante di riconoscere (ai sensi dell"art. 194 del decreto legislativo 18 agosto 200, n. 267- t.u.e.l.) il debito costituito dal disavanzo della fondazione in premessa, attualmente in liquidazione sulla base di specifico decreto prefettizio.

Con la deliberazione n. 5/2017/PAR del 27 gennaio 2017, la Corte dei Conti, sezione di controllo per la Regione Abruzzo, ha dato parere negativo circa il quesito sottopostole dal sindaco, atteso che:

-) per quanto riguarda gli organismi costituiti da parte delle P.A., il legislatore non consente né prevede una indiscriminata riconoscibilità dei disavanzi come debiti fuori bilancio, ma ne subordina la possibilità a una serie tassativa di presupposti;

-) avuto riguardo ai disavanzi di "consorzi, di aziende speciali e di istituzioni", infatti, la copertura (al fine di rispettare il pareggio del bilancio) può avvenire solo "nei limiti degli obblighi derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi";

-) per quanto riguarda, invece, le società, l"ordinamento riconosce la possibilità da parte dell"ente locale di provvedere alla loro ricapitalizzazione;

-) la fondazione di partecipazione non può essere ricondotta nel novero degli organismi di cui all"art. 114 TUEL;

-) essa è caratterizzata dall""elemento personale, tipico delle associazioni, e [dal]l"elemento patrimoniale, caratteristico delle fondazioni" (Sezione regionale di controllo per il Lazio, deliberazione 24 luglio 2013, n. 151);

-) "non si è in presenza di un tertium genus, quanto di un ente pur sempre connotato dalla prevalenza dell"elemento patrimoniale, il cui atto di fondazione "in conformità all"ampia autonomia negoziale riconosciuta agli originari fondatori nella predisposizione del regolamento negoziale" contiene una serie di previsioni volte a disciplinare la partecipazione di più soggetti";

-) la diversità ontologica, anche rispetto alle società, della fondazione, per la quale è esclusa la possibilità di ricapitalizzazione, "consente di escludere l"applicazione, anche analogica, delle disposizioni sopra menzionate, che in via eccezionale permettono a un ente pubblico di farsi carico del disavanzo di una struttura deputata alla gestione di un servizio di interesse generale";

-) un ente locale non è tenuto al sistematico od occasionale ripiano delle perdite di una fondazione, atteso che alle stesse deve essere in grado di far fronte lo stesso ente fondazionale con il proprio patrimonio, a pena di estinzione o trasformazione (Sezione regionale di controllo per la Lombardia, deliberazione 2 dicembre 2013, n. 515);

Il parere in argomento ribadisce la distinzione tra soggettività giuridiche di natura societaria, pubbliche e non lucrative: per queste ultime, in specie se trattasi di fondazioni, deve potersi fare ricorso allo strumento principe del loro funzionamento, segnatamente, il patrimonio autonomo, elemento – si ricorda – sulla base del quale l"autorità tutoria (regione ovvero Prefetto) dispongono il riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato.



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