Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2016-07-19

Comuni: sì al finanziamento a fondo perduto a favore di fondazioni – Corte Conti Piemonte 77/16 – Alceste Santuari

I comuni possono legittimamente finanziare a fondo perduto una iniziativa organizzata da una fondazione culturale senza il rischio di incorrere nel divieto di effettuare spese per sponsorizzazioni

Con delibera n. 77/2016/PAR del 30 giugno 2016, la Corte dei Conti, sezione di controllo per la Regione Piemonte, ha ribadito che è legittimo il finanziamento erogato da parte di un ente locale a favore di una fondazione per la realizzazione di una mostra.

Nel dettaglio, l"ente locale ha avanzato l"istanza alla sezione regionale di controllo specificando che era intenzione dell"Amministrazione civica concedere il patrocinio alla mostra, mettere a disposizione i locali nonché erogare un contributo per la parziale copertura delle spese di allestimento della mostra organizzata. Il quesito nasceva dalla preoccupazione che la concessione di tale contributo potesse rientrare nel divieto di cui all"art. 6, comma 9, del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito in Legge 30 luglio 2010 n. 122 ("divieto di sponsorizzazioni").

I giudici contabili hanno confermato che "in base alle norme ed ai principi della contabilità pubblica, non è rinvenibile alcuna disposizione che impedisca all"ente locale di effettuare attribuzioni patrimoniali a terzi, ove queste siano necessarie per conseguire i propri fini istituzionali". Da ciò consegue che, se l"azione del Comune è rivolta al soddisfacimento di esigenza della collettività rientranti nelle finalità perseguite dall"ente locale medesimo, il finanziamento, "anche se apparentemente a fondo perso," deve ritenersi legittimo.

Un simile finanziamento non può dunque considerarsi alla stregua di un depauperamento del patrimonio comunale, proprio in ragione dell"interesse generale assegnato all"attività finanziata e ciò indipendentemente dalla natura pubblica o privata del soggetto destinatario della provvidenza economica. In altri termini, i giudici contabili piemontesi hanno sottolineato che non può configurarsi quale sponsorizzazione il sostegno di iniziative di un soggetto terzo, riconducibili ai fini istituzionali dello stesso ente pubblico: "L"attività, dunque, che rientra nelle competenze dell"ente locale e viene esercitata, in via mediata, da soggetti privati destinatari di risorse pubbliche, piuttosto che, direttamente, da parte di Comuni e Province, costituisce una modalità alternativa di erogazione del servizio pubblico e non una forma di promozione dell"immagine dell"amministrazione." (Sez. reg. contr. Lombardia, 248/2014).

Al contrario, il finanziamento de quo avrebbe potuto essere considerato come "spesa di sponsorizzazione" e, quindi, come tale incorrente nel divieto di cui all"art. 6, comma 9, del D.L. 78/2010, quando attraverso tale azione l"ente locale avesse perseguito la "la semplice finalità di segnalare ai cittadini la presenza dell"ente pubblico, così da promuoverne l"immagine".



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