Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Redazione P&D - 2014-04-29

CONCORSO NEL REATO E GRAVITA' INDIZIARIA - Cass. Pen. Sez. III, n. 7285/14

Ai fini dell'applicazione delle misure cautelari personali, l'art. 273 co. 1 c.p.p. richiede la sussistenza, a carico dell'imputato, di gravi indizi di colpevolezza.

Nella sentenza che si allega, la Corte di cassazione, in relazione ad una accusa di concorso nel reato di cui all'art. 73 d.p.r. n. 309/90, ha ritenuto non idonei ad integrare tale gravità la mera presenza del soggetto interessato in una stanza di un casolare - in compagnia dei conduttori dell'immobile -  nel quale, diversi locali, erano stati adibiti alla coltivazione di piante di marijuana e, oltre ad alcune dichiarazioni di un coindagato ritenute non attendibili, alcune testimonianze attraverso le quali non si era pervenuti ad un suo riconoscimento.

L'esclusione della richiesta gravità indiziaria pare essersi ritenuta sulla base dell'assenza di una sicura o, quantomeno, altamente probabile, sussumibilità della condotta nella fattispecie contestata.

Nel caso di specie, peraltro, il soggetto era stato colto dagli operatori di p.g. mentre stava semplicemente dialogando con i coindagati ed inoltre, l'impugnato provvedimento risultava privo di motivazione circa una sua reale partecipazione nelle diverse fasi del reato e le modalità attraverso le quali questa si sarebbe manifestata, in rapporto di causalità, con le attività dei concorrenti. (ca. c.)



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