Articoli, saggi, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-07-06

CONDOMINIO: I SINGOLI CONDOMINI POSSONO FARSI GIUSTIZIA DA SOLI? - Riccardo MAZZON

l'esistenza dell'organo rappresentativo unitario priva i singoli condomini del potere di intervenire in difesa dei diritti connessi alla loro partecipazione?

no, l'amministratore del condominio esercita un ufficio di diritto privato

oggettivamente orientato alla tutela degli interessi individuali dei condomini

E' da tener presente anche in questa sede che, in ogni caso, l'esistenza dell'organo rappresentativo unitario non priva i singoli condomini del potere di agire in difesa dei diritti connessi alla loro partecipazione; in effetti, il condominio di edifici costituisce un ente di gestione sfornito di personalità distinta da quella dei suoi partecipanti (cfr., amplius, il volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013).

In argomento, è stato, ad esempio, deciso (nella specie, la Suprema Corte ha ritenuta legittima la transazione, intervenuta in sede giudiziale, fra tutti i condomini dell'edificio, ritenendo irrilevante la mancanza della sottoscrizione di uno di essi, nella sola qualità di amministratore dell'immobile) che l'esistenza dell'organo rappresentativo unitario non priva i singoli condomini neppure del potere di intervenire nel giudizio - in la difesa sia stata legittimamente assunta dall'amministratore - e di

"avvalersi dei mezzi di impugnazione per evitare gli effetti sfavorevoli della sentenza pronunciata nei confronti del condominio" (Cass., sez. II, 4 luglio 2001, n. 9033, GCM, 2001, 1326; RGE 2001, I, 1057; conforme, Cass., sez. II, 28 giugno 2001, n. 8842, GCM, 2001, 1286).

In effetti, l'amministratore del condominio esercita un ufficio di diritto privato, oggettivamente orientato alla tutela degli interessi individuali dei condomini e realizzante una cooperazione, in regime di autonomia, con i condomini singolarmente considerati, assimilabile, pur con tratti distintivi, al mandato con rappresentanza, cui consegue l'applicabilità dell'art. 1720 comma 1 c.c., in base alla quale

"il mandante deve rimborsare al mandatario le anticipazioni fatte nell'esecuzione dell'incarico" (App. Milano 26 ottobre 2004, www.dejure.it, 2005 - cfr. Anche Cass., sez. II, 3 aprile 1998, n. 3424, AGCSS, 1999, 37; GCM, 1998, 714).



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