Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-02-11

CONDOMINIO: L'APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 1102 C.C. NELLA GIURISPRUDENZA - Riccardo MAZZON

responsabilità e applicazione dell'articolo 1102 del codice civile

ad esempio, sarà applicabile l'articolo 1102 (e non l'articolo 1122) del codice civile, anche in ambito amministrativo, in fattispecie concernenti i corrimano condominiali

ma anche nell'utilizzo del muro perimetrale e nella gestione del passaggio comune

Ad esempio, sarà applicabile l'articolo 1102 (e non l'articolo 1122) del codice civile, anche in ambito amministrativo [si veda, ad esempio, la seguente pronuncia, in cui è chiarito come il singolo condomino, qualora abbia ottenuto il provvedimento di autorizzazione dal Comune competente, può, senza il preventivo consenso degli altri condomini, realizzare opere sulle parti comuni dell"edificio, purché siano di stretta pertinenza e utilità alla propria unità immobiliare,

"non alterino la normale destinazione e non siano di ostacolo all"uso per gli altri comproprietari" (T.A.R. Abruzzo L'Aquila, sez. I, 24 marzo 2009, n. 221, www.dejure.it, 2010) - cfr. amplius il volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013 -],

in fattispecie concernenti:

- corrimano condominiali, nel senso che la costruzione, all"interno di un condominio, di un corrimano in muratura, sagomato su muro di cinta, togliendo al corrimano la sua originaria funzione, e comportando di conseguenza un apprezzabile sacrificio delle facoltà in precedenza godute dall"altro condomino,

"deve essere demolito con conseguente riduzione in pristino dello stato dei luoghi" (Trib. Messina, sez. II, 2 dicembre 2005, n. 2315, www.dejure.it, 2008);

- utilizzo del muro perimetrale, in quanto, in tema di condominio, il principio della comproprietà dell'intero muro perimetrale comune di un edificio legittima il singolo condomino ad apportare ad esso (anche se muro maestro) tutte le modificazioni che gli consentano di trarre, dal bene in comunione, una peculiare utilità aggiuntiva rispetto a quella goduta dagli altri condomini (e, quindi, a procedere anche all'apertura, nel muro, di un varco di accesso ai locali di sua proprietà esclusiva),

"a condizione di non impedire agli altri condomini la prosecuzione dell'esercizio dell'uso del muro - ovvero la facoltà di utilizzarlo in modo e misura analoghi - e di non alterarne la normale destinazione e sempre che tali modificazioni non pregiudichino la stabilità ed il decoro architettonico del fabbricato condominiale" (Cass. civile, sez. II, 27 ottobre 2003, n. 16097, GCM, 2003, 10);

- gestione del passaggio comune, in quanto rientra tra le facoltà del comproprietario la installazione di un cancello sul passaggio comune, con consegna delle chiavi agli altri comproprietari, in quanto essa non impedisce l'altrui pari uso, e, pertanto, configura un atto compiuto nell'esercizio del diritto di apportare alla cosa comune le modifiche necessarie per il suo miglioramento,

"e non può considerarsi come spoglio, né come turbativa o molestia del compossesso degli altri comproprietari" (Cass. civile, sez. II, 20 giugno 2000, n. 8394, GCM, 2000, 1353);

- sottotetto, in quanto il condomino proprietario d'un sottotetto dell'edificio condominiale non può, trasformando il sottotetto in civile abitazione,

"allacciarlo ai servizi comuni del condominio senza il consenso di tutti gli altri condomini" (Trib. Torino 22 ottobre 1979, FI, 1980, I, 1479);

- cortile, nel senso che l'azione con cui il condominio metta in comunicazione il cortile condominiale con una sua proprietà estranea alla comunione, determina uno stato di fatto corrispondente ad una servitù di passaggio sul cortile a favore di tale proprietà con la conseguenza che, come può subire l'eliminazione della predetta sua posizione di vantaggio ove i condomini esercitino vittoriosamente l'"actio negatoria servitutis", così può consolidarla mercé l'esercizio continuato della servitù per il periodo utile all'usucapione,

"senza in ogni caso poter porre in essere, per il divieto dell'art. 1067 c.c., una situazione di aggravamento della servitù di fatto esercitata, sicché questa si configura come molestia del possesso dei comproprietari del cortile" (Cass., sez. II, 13 novembre 1979, n. 5888, GCM, 1979, 11);

- pianerottoli, in quanto, quali elementi essenziali della scala di accesso ai diversi piani dell'edificio in condominio, sono per presunzione di legge, salvo diverso titolo, in comproprietà fra tutti i condomini; pertanto, la loro utilizzazione da parte dei singoli condomini è soggetta alla disciplina propria dell'uso individuale della cosa comune, con la conseguenza che è del tutto legittima la creazione di un secondo ingresso ad un appartamento di proprietà esclusiva,

"in corrispondenza del pianerottolo antistante, ove non limiti il godimento degli altri condomini e non arrechi pregiudizio all'edificio ed al suo decoro architettonico" (Cass., sez. II, 10 febbraio 1981, n. 843, GCM, 1981, 2).



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