Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-02-20

CONDOMINIO: L'APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 1122 C.C. NELLA GIURISPRUDENZA - Riccardo MAZZON

responsabilità nel condominio ed applicazione dell'articolo 1122 del codice civile

si pensi, ad esempio, a quando un condomino, con opere effettuate sul proprio appartamento, comprometta la naturale destinazione del cortile, impedendo la funzione dei cortili comuni, che è quella di fornire aria e luce alle unità abitative che vi si prospettano

lo spazio aereo sovrastante non può essere occupato dai singoli condomini e sarà applicabile l'articolo 1122 (e non l'articolo 1102) del codice civile

Sarà, ad esempio, applicabile l'articolo 1122 (e non l'articolo 1102) del codice civile:

- quando un condomino, con opere effettuate sul proprio appartamento, comprometta la naturale destinazione del cortile, nel senso che, negli edifici in condominio, poiché la funzione dei cortili comuni è quella di fornire aria e luce alle unità abitative che vi si prospettano, lo spazio aereo sovrastante non può essere occupato dai singoli condomini

"qualora la naturale destinazione dell'area comune ne risulti compromessa" (Trib. Milano 18 novembre 1996, ALC, 1997, 856 - cfr. amplius il volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013);

- quando, con opere su muro proprio, si apra una seconda porta d'accesso al proprio appartamento [è, infatti, lecita l'apertura di una seconda porta di accesso al proprio appartamento operata da un singolo condomino,

"a condizione che non pregiudichi la stabilità e il decoro architettonico dell'edificio" (Trib. Milano 13 maggio 1996, ALC, 1996, 945)];

- nel caso di allargamento di fori d'areazione, in quanto è ammissibile l'opera di allargamento da parte di un condomino di preesistenti fori di areazione, giacché

"l'intercapedine sulla quale insistono è da ricomprendere tra le parti comuni dell'edificio" (Cass., sez. II, 10 maggio 1996, n. 4391, GI, 1997, I, 1, 1420);

- in caso di recinzione del proprio box, allorché il condomino che abbia acquistato in proprietà esclusiva lo spazio destinato a parcheggio di un autoveicolo, ancorché sito nel locale adibito ad autorimessa comune del condominio, ha la facoltà a norma dell'art. 841 c.c. di recintarlo anche con la struttura di un c.d. box, sempre che non gliene facciano divieto l'atto di acquisto o il regolamento condominiale avente efficacia contrattuale

"e non derivi un danno alle parti comuni dell'edificio ovvero una limitazione al godimento delle parti comuni dell'autorimessa" (Cass., sez. II, 25 maggio 1991, n. 5933, FA, 1992, 1843);

- nel caso di chiusura di pianerottolo di esclusiva proprietà, nel senso che non è lesiva degli interessi dei condomini la costruzione di un manufatto murario (realizzato in modo da escludere la lesione al decoro architettonico dello stabile), eretto a chiusura di un pianerottolo di esclusiva spettanza del proprietario degli appartamenti prospicienti sullo stesso, in quanto

"trattasi dell'esercizio di un diritto spettante in virtù del titolo dominicale sul bene" (Trib. Milano 3 luglio 1989, ALC, 1990, 319).



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