Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-08-19

CONDOMINIO: L'ART. 1117 C.C. E LA COMUNIONE PRESUNTA DELLE PARTI DELL'EDIFICIO - Riccardo MAZZON

Oportuno evidenziare come l'articolo 1117 del codice civile proponga un elenco [diviso in tre sotto gruppi, laddove non distingue, ai fini della presunzione di comunione, fra le cose indicate nel n. 1 e quelle indicate nei n. 2 e 3, disponendo che solo mediante titolo può vincersi la presunzione di comunione, la quale, pertanto, opera anche riguardo alle cose che per destinazione pertinenziale,

"in tema di condominio di edifici, l'art. 1117 c.c. debbono servire per dare aria e luce agli appartamenti condominiali o a parti comuni del condominio" (Cass., sez. II, 16 aprile 1988, n. 2999, GCM, 1988, 4)]

di beni da presumersi oggetto di proprietà comune (dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio: – si segnala come, con innovazione francamente di scarso rilievo, attraverso l'articolo 1 della legge n. 220 dell'11 dicembre 2012 (con modifica entrata in vigore dopo sei mesi dalla data di pubblicazione della medesima sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 17 dicembre 2012), l'incipit dell'articolo 1117 del codice civile sia stato implementato con la voce: «anche se aventi diritto a godimento periodico» - cfr., amplius, "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013), qualora il contrario non risulti dal titolo: ecco perché, in tema di condominio negli edifici, per tutelare la proprietà di un bene appartenente a quelli indicati dall'art. 1117 c.c., non è necessario che il condominio dimostri, con il rigore richiesto per la rivendicazione, la comproprietà del medesimo, essendo sufficiente, per presumerne la natura condominiale, che esso abbia l'attitudine funzionale al servizio o al godimento collettivo, e cioè sia collegato, strumentalmente, materialmente o funzionalmente con le unità immobiliari di proprietà esclusiva dei singoli condomini,

"in rapporto con queste da accessorio a principale, mentre spetta al condomino che ne afferma la proprietà esclusiva darne la prova" (Cass., sez. II, 7 maggio 2010, n. 11195, GCM, 2010, 5, 703).



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