Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2016-05-30

Condominio: l'esecuzione del terzo contro i singoli condomini - Riccardo Mazzon

Il creditore del condominio, ottenuto il titolo esecutivo nei confronti di quest'ultimo, può procedere all'esecuzione individualmente nei confronti dei singoli, secondo la quota di ciascuno; deve però rivolgere la propria pretesa, sia per il credito principale, che per quello, accessorio, relativo alle spese processuali, contro chi rivestiva la qualità di condomino al momento in cui l'obbligo è insorto e non contro colui che tale qualità rivesta nel momento in cui il debito viene giudizialmente determinato.

Conseguita nel processo la condanna dell'amministratore, quale rappresentante dei condomini, il creditore può procedere all'esecuzione individualmente nei confronti dei singoli, secondo la quota di ciascuno (si veda, amplius, il volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013): in effetti,

"in materia condominiale, il contratto, stipulato dall'amministratore rappresentante, in nome e nell'interesse dei condomini rappresentati e nei limiti delle facoltà conferitegli, produce direttamente effetti nei confronti dei rappresentati" (Cass., Sez. U., 8 aprile 2008, n. 9148, RCP, 2008, 9, 1912; RN, 2009, 2, 403).

Si veda, però, la seguente presa di posizione del Trib. di Catania che, non accogliendo la richiesta di rilascio di tante copie in forma esecutiva del titolo per quanti sono i condomini nei confronti dei quali si intenda procedere, obbliga il creditore ad un ulteriore giudizio, da instaurarsi con ricorso per decreto ingiuntivo:

"perché può agirsi solo in base a specifico ed autonomo titolo esecutivo relativamente alle singole quote da accertarsi in sede di giudizio anche a cognizione sommaria" (Trib. Catania 20 maggio 2009, GC, 2009, 9, 1818).

Chi intenda agire "in executivis" contro il singolo partecipante, per il recupero del proprio credito accertato dalla sentenza, deve rivolgere la propria pretesa, sia per il credito principale, che per quello, accessorio, relativo alle spese processuali, contro chi rivestiva la qualità di condomino al momento in cui l'obbligo è insorto e non contro colui che tale qualità rivesta nel momento in cui il debito viene giudizialmente determinato: il principio è stato ribadito anche dalla seguente pronuncia, in quanto,

"in tema di spese necessarie per la conservazione e il godimento delle parti comuni, l'obbligo di ciascun condomino di contribuirvi insorge nel momento in cui si rende necessario provvedere ai lavori che giustificano la spesa, e non quando il debito viene determinato in concreto" (Cass., sez. II, 1 luglio 2004, n. 12013, CIV, 2009, 9, 98).



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