Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2017-01-17

Condominio: partecipazione differenziata alla spesa e servizio che apporta diversa utilità individuale - Riccardo Mazzon

Il legislatore ha lasciato inalterato i criteri di ripartizione dei costi di gestione previsti dal codice civile, omettendo qualsiasi sostanziale intervento riformatore, o anche solo di correzione/integrazione: infatti, di tutti gli articoli interessati, solo l'art. 1124 del codice civile viene fatto oggetto dell'intervento di riforma, in pratica confermativo delle conclusioni di pacifica giurisprudenza; così, per pretendere una partecipazione differenziata alla spesa occorre ancora provare il servizio che apporti utilità individuale in modo differenziato.

Affinché sia possibile determinare una partecipazione differenziata alla spesa comune, in ragione alla differente utilità derivatane a ciascun utente, occorre individuare e conseguentemente provare il servizio nell'interesse comune, curato dal condominio, che apporti in modo differenziato, a ciascun condomino, una propria utilità individuale: così, ad esempio, è stato deciso che, in tema di ripartizione delle spese condominiali, qualora il condomino sia proprietario, all'interno dello stabile condominiale, unicamente di una cantina e richieda, in deroga al criterio incentrato sui millesimi di proprietà, l'applicazione del criterio più favorevole fondato su una ripartizione delle spese in proporzione all'uso che ciascun condomino può fare delle cose comuni, egli deve necessariamente individuare e conseguentemente provare il servizio nell'interesse comune curato dal condominio che apporti in modo differenziato, a ciascun condomino, una propria utilità individuale; solo in tale caso, infatti, facendo applicazione del criterio sostanziale dell'interesse, sarà conseguentemente possibile determinare una partecipazione differenziata alla spesa comune, in ragione alla differente utilità derivatane a ciascun utente:

"ne deriva che, in mancanza di tale prova non può ritenersi fondata la domanda del condomino che abbia impugnato la delibera assembleare di approvazione del conto consuntivo con ripartizione delle spese secondo la tabella millesimale di proprietà" (Trib. Roma, sez. V, 25 luglio 2006, n. 16685, Mer, 2007, 6, 34: cfr., amplius, il volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013).



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