Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-08-21

CONDOMINIO: RAPPORTO TRA OPPOSIZIONE A D.I. E IMPUGNAZIONE DELLA DELIBERA - Riccardo MAZZON

Sino alla presa di posizione delle Sezioni Unite della Suprema Corte di cui infra, non v'era concordia, in giurisprudenza, circa il rapporto esistente tra opposizione a decreto ingiuntivo e giudizio d'impugnazione della delibera ad esso prodromica - cfr., amplius, "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013.

V'era, infatti, che propendeva per la pregiudizialità, sostenendo che, in tema di sospensione necessaria del processo, sussiste il rapporto obiettivo di pregiudizialità di cui all'art. 295 c.p.c. tra la controversia con la quale si fa valere un credito e quella nella quale, tra le stesse parti, viene messa in discussione la validità del titolo costitutivo del credito medesimo; siffatta pregiudizialità, spiegava la teso predetta, deve conseguentemente ritenersi sussistente tra il giudizio d'opposizione a decreto ingiuntivo emesso ai sensi dell'art. 63 disp. att. c.c. sulla base della deliberazione dell'assemblea condominiale d'approvazione della ripartizione delle spese condominiali e il giudizio d'impugnazione della delibera ex art. 1137 c.c., potendo, in caso di mancata sospensione di quest'ultimo, verificarsi l'anomalia della

"conclusione con passaggio in giudicato di una statuizione sfavorevole all'opponente in ordine alla sussistenza del credito vantato nei suoi confronti dal condominio, a fronte dell'annullamento - all'esito del relativo giudizio d'impugnazione della delibera che di tale credito è titolo costitutivo" (Cass., sez. II, 11 febbraio 2005, n. 2759, GCM, 2005, 2; Civ, 2010, 12, 59; FI, 2005, I, 3099 – conforme - Cass., sez. II, 23 giugno 1999, n. 6384, GC, 2000, I, 811; Civ, 2010, 12, 59).

V'era, poi, chi sosteneva non sussistesse né continenza (art. 39, comma 2, c.p.c.) né pregiudizialità necessaria (art. 295 c.p.c.), tra la causa di opposizione a decreto ingiuntivo, ottenuto ai sensi dell'art. 63 disp. att. c.c., e quella preventivamente instaurata innanzi ad altro giudice impugnando la relativa delibera condominiale; presupposto del provvedimento monitorio è, infatti, spiega tale tesi, l'efficacia esecutiva della delibera condominiale ed oggetto del giudizio, innanzi al giudice dell'opposizione, è il pagamento delle spese dovute da ciascun condomino sulla base della ripartizione approvata con la medesima,

"obbligatoria ed esecutiva finché non sospesa dal giudice dell'impugnazione, mentre oggetto del giudizio d'impugnazione è la validità di detta delibera" (Cass., sez. II, 17 maggio 2002, n. 7261, GCM, 2002, 866 – conforme - Cass., sez. II, 13 ottobre 1999, n. 11515, GCM, 1999, 2113 – conforme - Cass., sez. II, 18 novembre 1997, n. 11457, GCM, 1997, 2207 – conforme: Cass., sez. II, 19 ottobre 2004, n. 20484, GCM, 2004, 10 – conforme, non sussistendo neppure continenza: Cass., sez. II, 18 febbraio 2003, n. 2387, GCM, 2003, 342; DeG, 2003 conforme, sì che è ottenibile decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo in base alla delibera, benché impugnata, se non è stata sospesa dal giudice dell'impugnazione: Cass., sez. II, 7 luglio 1999, n. 7073, GCM, 1999, 1593; GC, 2000, I, 810 – conforme - Cass., sez. II, 29 agosto 1994, n. 7569, GCM, 1994, 1111).

Oggi il contrasto può dirsi definitivamente sopito, a seguito della netta presa di posizione delle Sezioni Unite della Suprema Corte, contenuta nella sentenza n. 4421 del 27 febbraio 2007, più volte ripresa dalle successive pronunce giurisprudenziali: la sospensione necessaria del processo ex art. 295 c.p.c., nell'ipotesi di giudizio promosso per il riconoscimento di diritti derivanti da titolo, spiega la Corte, ricorre quando in un diverso giudizio tra le stesse parti si controverta dell'inesistenza o della nullità assoluta del titolo stesso, poiché al giudicato d'accertamento della nullità - la quale impedisce all'atto di produrre "ab origine" qualunque effetto, sia pure interinale - si potrebbe contrapporre un distinto giudicato, di accoglimento della pretesa basata su quel medesimo titolo, contrastante con il primo.

Detto principio di inesecutività del titolo impugnato, a seguito di allegazione della sua originaria invalidità assoluta, è derogato, nella disciplina del condominio, da un sistema normativo che mira all'immediata esecutività del titolo, pur in pendenza di controversia, a tutela di interessi generali ritenuti prevalenti e meritevoli d'autonoma considerazione, sicché il giudice non ha il potere di disporre la sospensione della causa di opposizione a decreto ingiuntivo, ottenuto ai sensi dell'art. 63 disp. att. c.c., in relazione alla pendenza del giudizio in cui sia stata impugnata la relativa delibera condominiale, restando riservato al giudice dell'impugnazione il potere di sospendere ex art. 1137, comma 2, c.c. l'esecuzione della delibera: non osta, a tale disciplina derogatoria, il possibile contrasto di giudicati in caso di rigetto dell'opposizione all'ingiunzione e di accoglimento dell'impugnativa della delibera, poiché le conseguenze possono essere superate in sede esecutiva,

"facendo valere la sopravvenuta inefficacia del provvedimento monitorio, ovvero in sede ordinaria mediante azione di ripetizione dell'indebito" (Cass., Sez. U., 27 febbraio2007, n. 4421(Conferma Giud. pace Bassano del Grappa 30 aprile 2002) GCM, 2007, 2; GC, 2007, 5, 1086; ALC, 2007, 3, 265; FI, 2007, 5, 1441; GDir, 2007, 18, 68; GDir, 2010, 12, 59 - Conforme - Cass., sez. II, 20 luglio 2010, n. 17014, GCM, 2010, 7-8, 1058 - conforme, tenuto conto anche che il diritto di credito del condominio alla corresponsione delle quote di spesa per il godimento delle cose e dei servizi comuni non sorge con la delibera assembleare che ne approva il riparto, ma inerisce alla gestione dei beni e servizi comuni, sicché l'eventuale venir meno della delibera per invalidità, se implica la perdita di efficacia del decreto ingiuntivo, non comporta anche l'insussistenza del diritto del condominio di pretendere la contribuzione alle spese per i beni e servizi comuni di fatto erogati: Cass., sez. II, 7 ottobre 2005, n. 19519, GCM, 2005, 10; GDir, 2010, 12, 59. - cfr. anche Trib. Roma, sez. V, 12 gennaio 2009, n. 382, GDir 2009, 16, 81; GDir 2010, 12, 58 – conforme, nel senso che il giudice dell'opposizione deve limitarsi a prendere atto che la sospensione dell'esecuzione della deliberazione non sia stata ordinata dal giudice investito dell'impugnazione ai sensi del citato art. 1137 c.c.: Cass., sez. II, 7 marzo 2005, n. 4951, GCM, 2005, 5).



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati