Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2017-01-28

Condomino minimo: quale disciplina quando vi sono due soli condomini? - Riccardo Mazzon

In base all'art. 1139 c.c., la disciplina del capo II del Titolo VII del terzo libro del c.c. (art. 1117 - 1138) è applicabile ad ogni tipo di condominio e, quindi, anche, ai cosiddetti "condomini minimi" e cioè a quelle collettività condominiali composte da due soli partecipanti.

Con riferimento alla ripartizione delle spese necessarie alla conservazione dell'edificio condominiale, è applicabile la disciplina, dettata in materia di condominio, anche se lo stesso è composto da due soli partecipanti.

Pacifico, sul punto, l'orientamento giurisprudenziale secondo cui, in base all'art. 1139 c.c., la disciplina del capo II del Titolo VII del terzo libro del c.c. (art. 1117 - 1138) è applicabile ad ogni tipo di condominio e, quindi, anche, ai cosiddetti "condomini minimi" e cioè a quelle collettività condominiali composte da due soli partecipanti, in relazione alle quali sono da ritenersi inapplicabili le sole norme procedimentali sul funzionamento dell'assemblea condominiale, che resta regolato, dunque, dagli art. 1104, 1105, 1106 c.c.: nella pronuncia che segue, ad esempio, è stata confermata la sentenza che, con riferimento alla ripartizione delle spese necessarie alla conservazione dell'edificio condominiale, aveva ritenuto

"applicabile la disciplina dettata in materia di condominio, anche se lo stesso era composto da due soli partecipanti" (Cass., sez. II, 22 giugno 2005, n. 13371, CIV, 2010, 7-8, 59).

Circa la necessità dell'approvazione delle spese occorrenti alla gestione, rammentando che la normativa, di cui agli art. 1123 comma 1 e 1135 comma 1 n. 2 cc, concede il potere sovrano all'assemblea dei condomini circa la determinazione delle spese occorrenti alla gestione condominiale, previa presentazione del preventivo di spesa da parte dell'amministratore a ciò delegato – e che pertanto la mancanza di una qualunque approvazione, da parte dell'assemblea dei condomini, circa le spese da erogarsi per il mantenimento e la conservazione della cosa comune, non concede alcuna possibilità all'amministratore di esperire autonome azioni,

"tese a richiedere ed ottenere il pagamento delle stesse nemmeno in virtù dei poteri a questo attribuito dall'art. 1130 comma 1 n. 2, 3 c.c." (GdP S.Anastasia 29 settembre 2005, www.dejure.it, 2009),

si rinvia al capitolo ventesimo del volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013.



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