Articoli, saggi, Urbanistica, edilizia -  Mazzon Riccardo - 2014-05-13

CONFISCA DEI TERRENI E DELLE OPERE CONSEGUENTE A LOTTIZZAZIONE ABUSIVA - RM

La norma contenuta nell'articolo 44 del T.U. dell"edilizia prevede che la sentenza definitiva del giudice penale che accerti l"esistenza della lottizzazione abusiva,

"in tema di reati edilizi, l'obbligatorietà della confisca del terreno abusivamente lottizzato e delle opere sullo stesso abusivamente costruite (art. 19 L. 28 febbraio 1985 n. 47, oggi sostituito dall'art. 44, comma secondo, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) consegue all'accertamento giudiziale della sussistenza del reato di lottizzazione abusiva indipendentemente da una pronuncia di condanna, salvo il caso di assoluzione per insussistenza del fatto" Cass. pen. 21.11.07, n. 9982, sez. III,CP, 2008, 238984 - si confronti, in argomento, anche la seguente, recente pronuncia, secondi cui la confisca dei terreni o delle aree oggetto di lottizzazione abusiva può essere disposta anche con la sentenza di non luogo a procedere resa all'esito dell'udienza preliminare, attesa la natura di sanzione amministrativa accessoria e non di misura di sicurezza. (In motivazione la Corte ha precisato che la confisca può conseguire alla sentenza di non luogo a procedere purché si accerti l'integrazione degli elementi oggettivi e soggettivi del reato in base agli atti d'indagine del P.M., a quelli difensivi od anche a seguito di integrazione probatoria disposta ai sensi dell'art. 422 cod. proc. Pen.): Cassazione penale, sez. III, 06/10/2010, n. 5857 Annulla senza rinvio, Gip Trib. Agrigento, 17/11/2008 G. e altro CED Cass. pen. 2010, rv 249516 (cfr. il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto),

disponga la confisca

"in conformità alla sua natura di sanzione amministrativa applicata dal giudice penale, la confisca urbanistica di cui all'art. 44 d.P.R. n. 380 del 2001 è obbligatoria e prescinde dalla condanna, unico suo presupposto essendo l'accertamento giurisdizionale della lottizzazione abusiva: in ciò essa differisce dalla confisca facoltativa delle cose utilizzate per commettere il reato o che ne sono il prodotto e il profitto, di cui all'art. 240, comma 1, c.p., che presuppone sempre la condanna" Cass. pen. 7.7.04, n. 38728, sez. III, RGE, 2005, I, 344 – conforme, nel senso che, per disporre la confisca prevista dall'art. 44, comma 2, t.u. edilizia, il soggetto proprietario della "res" non deve essere necessariamente "condannato", in quanto detta sanzione ben può essere disposta allorquando sia stata comunque accertata la sussistenza del reato di lottizzazione abusiva in tutti i suoi elementi (soggettivo ed oggettivo) anche se per una causa diversa, quale è, ad esempio, l'intervenuto decorso della prescrizione, non si pervenga alla condanna del suo autore ed alla inflizione della pena; presupposto essenziale ed indefettibile, per l'applicazione della confisca è che sia stata accertata l'effettiva esistenza di una lottizzazione abusiva e che sussista l'elemento soggettivo quantomeno della colpa (anche sotto gli aspetti dell'imprudenza, della negligenza e del difetto di vigilanza) nella condotta dei soggetti sul cui patrimonio la misura viene ad incidere: Cassazione penale, sez. III, 22/04/2010, n. 34882 U. Riv. giur. edilizia 2011, 1, 275 (nota SPENA) – si teng conto, peraltro, di Corte europea diritti dell'uomo, 20/01/2009 Soc. Sud fondi e altro c. Avv. Giardina c. Italia Foro it. 2010, 1, 1 (nota NICOSIA), secondo cui, in caso di assoluzione dal reato di lottizzazione abusiva, motivata da errore di diritto inevitabile/scusabile, la confisca ex art. 19 l. 28 febbraio 1985 n. 47 (oggi art. 44 comma 2, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380) dell'insieme dei terreni abusivamente lottizzati e degli immobili abusivamente costruiti lede l'art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e l'art. 1 del protocollo 1 alla stessa convenzione, trattandosi di sanzione penale la cui applicabilità al caso di specie non era chiaramente prevista dalla legge, e sproporzionata rispetto allo scopo di tutela ambientale perseguito; in argomento, è stato chiarito che spetta agli organi giurisdizionali comuni l'eventuale opera interpretativa, che sia resa effettivamente necessaria dalle decisioni della Corte europea, dell'art. 44, comma 2, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 (t.u. in materia edilizia), concernente la confisca in presenza di accertata lottizzazione abusiva. Solo ove l'adeguamento interpretativo, che appaia necessitato, risulti impossibile o l'eventuale diritto vivente che si formi in materia faccia sorgere dubbi sulla sua legittimità costituzionale, la Corte costituzionale può essere chiamata ad affrontare il problema della asserita incostituzionalità della disposizione di legge: Corte Costituzionale, 24/07/2009, n. 239 V. e altro Riv. dir. internaz. 2009, 4, 1187

dei terreni, abusivamente lottizzati

"in tema di lottizzazione abusiva, la confisca dei terreni lottizzati, prevista dall'art. 44 comma 2 d.P.R. n. 380 del 2001, deve estendersi a tutta l'area interessata dall'intervento lottizzatorio, compresi i lotti non ancora edificati o anche non ancora alienati al momento dell'accertamento del reato, atteso che anche tali parti hanno perso la loro originaria vocazione e destinazione rientrando nel generale progetto lottizzatorio" Cass. pen. 22.3.05, n. 17424, sez. III, CP, 2006, 6 2258;

e delle opere abusivamente costruite; per effetto della confisca i terreni saranno inoltre acquisiti di diritto e gratuitamente al patrimonio del comune

"la confisca di cui all'art. 44 t.u. in materia di edilizia, emanato con d.P.R. n. 380 del 2001, che riproduce testualmente l'art. 19 l. n. 47 del 1985, è un istituto ontologicamente diverso da quello disciplinato nell'art. 240 c.p., essenzialmente perché i terreni abusivamente lottizzati e le opere realizzate sugli stessi, che sono oggetto della confisca speciale obbligatoria, vengono acquisiti al patrimonio immobiliare del Comune, anziché al patrimonio statale, come avviene per la confisca codicistica. La confisca prevista dalla legge speciale configura un'espropriazione a favore dell'autorità comunale, mentre quella codicistica costituisce una espropriazione in favore dell'autorità statale" Cass. pen. 7.7.04, n. 38728, sez. III, RGE, 2005, I, 344;

nel cui territorio è avvenuta la lottizzazione; la sentenza definitiva sarà anche considerata efficace titolo per l"immediata trascrizione nei registri immobiliari.

E' stato oramai sufficientemente chiarito come il terzo acquirente di un immobile, abusivamente lottizzato, pur partecipando materialmente con il proprio atto di acquisto al reato di lottizzazione abusiva, possa subirne la confisca solo nel caso in cui sia ravvisabile una condotta quantomeno colposa, in ordine al carattere abusivo della lottizzazione negoziale e/o materiale:

"il terzo acquirente di un immobile abusivamente lottizzato, pur partecipando materialmente con il proprio atto di acquisto al reato di lottizzazione abusiva, può subirne la confisca solo nel caso in cui sia ravvisabile una condotta quantomeno colposa in ordine al carattere abusivo della lottizzazione negoziale e/o materiale" Cassazione penale, sez. III, 29/09/2009, n. 42178 Annulla senza rinvio,Trib. lib. Massa, 09 aprile 2009 S. e altro CED Cass. pen. 2009, rv 245170 Riv. pen. 2010, 4, 398 (nota SOTTILI) Cass. Pen. 2010, 7-8, 2841.

In ogni caso, l'impossibilità di disporre la confisca di un immobile oggetto del reato di lottizzazione abusiva non esclude la possibilità di ordinarne la demolizione, in quanto illecitamente edificato in base ad un titolo illegittimo:

"l'impossibilità di disporre la confisca di un immobile oggetto del reato di lottizzazione abusiva non esclude la possibilità di ordinarne la demolizione in quanto illecitamente edificato in base ad un titolo illegittimo. (In motivazione la Corte ha precisato, da un lato, che l'interesse dell'ordinamento è quello di abbattere l'immobile abusivamente realizzato e, dall'altro, che tale principio è compatibile con la sentenza CEDU 20 gennaio 2009 emessa nel caso Sud Fondi c. Italia, la quale 140 ritiene sufficiente, per ripristinare la conformità rispetto alle disposizioni urbanistiche dei lotti interessati, "demolire le opere incompatibili con le disposizioni pertinenti")" Cassazione penale, sez. III, 21/10/2009, n. 48924 Rigetta,Trib. lib. Latina, 06/02/2009 T. e altro CED Cass. pen. 2009, rv 245765 Cass. Pen. 2010, 9, 3263

D"interesse la casistica giurisprudenziale sottesa all"argomento, vuoi in ordine al rapporto sequestro preventivo/confisca,

"il sequestro preventivo di una lottizzazione abusiva finalizzato alla relativa confisca in ragione della particolare disciplina prevista dall'art. 44 del d.P.R. n. 380 del 2001, che riproduce testualmente l'art. 19 l. n. 47 del 1985, presuppone soltanto l'astratta configurabilità della abusiva lottizzazione e può a rigore essere disposto anche se il reato dovesse ritenersi già estinto o insussistente per difetto dell'elemento soggettivo. Poiché in questo caso la confisca è obbligatoria, il Giudice che dispone il sequestro, non ha un particolare dovere motivazionale salvo quello di accertare il "fumus" della lottizzazione abusiva e non deve motivare sul pericolo che la libera disponibilità della cosa possa aggravare le conseguenze del reato, potendo di conseguenza disporre la misura anche se l'attività lottizzatoria è esaurita e le opere abusive sono ultimate" Cass. pen. 7.7.04, n. 38728, sez. III, RGE, 2005, I, 645;

vuoi in ordine al rapporto provvedimento amministrativo d"acquisizione/confisca,

"in tema di lottizzazione abusiva, il provvedimento giurisdizionale di confisca di un terreno abusivamente lottizzato e quello amministrativo (assunto successivamente alla scadenza del termine di novanta giorni dalla notifica dell'ordinanza di sospensione dell'attività lottizzatoria), con cui viene accertata l'acquisizione "ex lege" del medesimo terreno al patrimonio disponibile del comune, sono tra loro compatibili, sia perché si tratta di due provvedimenti che hanno lo stesso effetto ablatorio in danno dei proprietari privati, sia perché sono assunti a favore del patrimonio comunale" Cass. pen. 11.4.07, n. 35219, sez. III, CP, 2008, 237371)

vuoi, ancora, in ordine alla sollevata questione di costituzionalità, relativa alla confisca dei beni di terzi estranei al reato,

"è rilevante e non manifestamente infondata la q.l.c. – per contrasto con gli art. 3, 25 comma 2, 27 comma 3 cost. – dell"art. 44 comma 2 d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), nella parte in cui impone al giudice penale, in presenza di accertata lottizzazione abusiva, di disporre la confisca dei terreni e delle opere abusivamente costruite anche a prescindere dal giudizio di responsabilità e nei confronti di persone estranee ai fatti" App. Bari 9.4.08, giurisprudenzabarese.it, 2008.

così risolta dalla Corte Costituzionale:

"è inammissibile, per insufficiente motivazione in ordine alla rilevanza e per non aver il giudice dimostrato l'impossibilità di un'interpretazione della disposizione impugnata in conformità alla normativa internazionale (di cui alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo) come interpretata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, la q.l.c. dell'art. 44 comma 2, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, nella parte in cui impone al giudice penale, in presenza di accertata lottizzazione abusiva, di disporre la confisca dei terreni e delle opere indebitaamente costruite anche a prescindere dal giudizio di responsabilità e nei confronti di persone estranee ai fatti, in riferimento agli art. 3, 25 comma 2, e 27 comma 1, cost." Corte Costituzionale, 24/07/2009, n. 239 V. e altro Foro it. 2010, 1, 345.

Si segnalano, inoltre, la seguenti pronunce, la seconda delle quali, proveniente dalla giurisprudenza amministrativa di merito, prende posizione anche in ordine alla costituzionalità della normativa de qua:

"in tema di lottizzazione abusiva, la successiva adozione di un piano di recupero urbanistico dell'area abusivamente lottizzata da parte del Consiglio comunale o la successiva autorizzazione a lottizzare, anche se atti non idonei ad incidere sulla responsabilità dei lottizzatori, impediscono tuttavia che con la sentenza di condanna venga disposta la confisca prevista dall'art. 19 della l. n. 47 del 1985 (ora artt. 30 e 44, comma 2, t.u. edilizia) e, se già disposta, ne impone la revoca, posto che diversamente il provvedimento giurisdizionale si renderebbe incompatibile con l'esercizio di poteri legislativamente attribuiti alla p.a" Cass. pen. 30.11.05, n. 47272, sez. III, RGE, 2006, 2 449

"è irrilevante ai fini amministrativi l'asserita buona fede degli acquirenti, che fanno risalire la responsabilità della lottizzazione abusiva esclusivamente ai loro danti causa, trattandosi di una situazione in cui rileva, da punto di vista urbanistico, la sussistenza di un abuso oggettivo, fermo restando che la tutela dei terzi acquirenti di buona fede, estranei all'illecito, può essere fatta valere in sede civile nei confronti dell'alienante; né è rilevante nel presente giudizio la q.l.c. sollevata con riguardo all'art. 44 comma 2, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, laddove prevede che "la sentenza definitiva del giudice penale, che accerta che vi è stata lottizzazione abusiva, dispone la confisca dei terreni, abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite. Per effetto della confisca i terreni sono acquisiti di diritto e gratuitamente al patrimonio del comune nel cui territorio è avvenuta la lottizzazione": l'interpretazione della norma - alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo - spetta infatti agli organi giurisdizionali ordinari in sede penale; la Corte costituzionale, con la sentenza 24 luglio 2009 n. 239, nel dichiarare inammissibile la q.l.c. del citato art. 44, sollevata dalla Corte di Appello di Bari con riferimento agli art. 3, 25, comma 2, e 27, comma 1, cost., ha chiarito in proposito che solo ove l'adeguamento interpretativo risulti impossibile o l'eventuale diritto vivente che si formi in materia faccia sorgere dubbi sulla sua legittimità costituzionale, la Consulta potrà essere chiamata ad affrontare la questione" T.A.R. Campania Napoli, sez. II, 15/03/2010, n. 1452 G.M. c. (avv. Capasso) c. Com. Cardito c. (avv. Agliata) Foro amm. TAR 2010, 3, 976 (s.m.).



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