Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Cardani Valentina - 2014-07-17

CONIUGE INFEDELE… MA NON ACCETTA LONTA DELLADDEBITO!- Cass., sez. I Civ., 20 marzo – 15 luglio 2014, n. 16172 - V. CARDANI

Tradisce il marito, ha un figlio da un uomo diverso dal marito (tanto che quest"ultimo si è visto costretto ad instaurare un procedimento per il disconoscimento della paternità) eppure non si arrende: non vuole che le sia addebitata la separazione dal coniuge.

Questa la vicenda di una coppia, giunta a separazione personale, ma che ciononostante non vuole riconoscere nulla, ma proprio nulla all"altro.

Così la moglie impugnava la sentenza di primo grado per vedersi liberare dalla pronuncia di addebito ed il marito agisce parimenti per ottenere la riduzione del contributo di mantenimento nei confronti dei figli, uno dei quali peraltro rivelatosi illegittimo.

Il Giudice, in sede di appello, confermava tuttavia in toto la sentenza di primo grado.

Come se ciò non bastasse, la moglie infedele proponeva ricorso in Cassazione, tanto può l"onta dell"addebito.

Il Supremo Collegio, con la pronuncia in commento, ha ribadito il principio secondo cui effettivamente un tradimento può non essere tout court causa della crisi coniugale e dunque dell"addebito, tuttavia è preciso onere della parte che intende liberarsi da tali accuse dimostrare che l"intollerabilità della convivenza sia da ascriversi a fatti pregressi e non, appunto, all"infedeltà.



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