Legislazione e Giurisprudenza, Procedura penale -  Giovanni Sollazzo - 2014-12-09

CONTESTAZIONI SUPPLETIVE: UN ULTERIORE INTERVENTO DELLA CORTE - Corte Cost. n. 273/2014 - Carol COMAND

Procedura penale, questione di legittimità costituzionale

dibattimento, fatto diverso da quello contestato in imputazione, possibilità di accesso al rito abbreviato

La  Corte dichiara l"illegittimità della norma che non consente l"accesso  al rito abbreviato a seguito di contestazione c.d. fisiologica del fatto  diverso

Con  sentenza n. 273 depositata in data 5.12.2014, in tema di contestazioni  suppletive, la Corte costituzionale ha dichiarato l"illegittimità, per  contrasto con gli artt. 3 e 24 cost., dell"art. 516 c.p.p. relativo alla  modifica dell"imputazione in ipotesi di nuove contestazioni, nella  parte in cui non prevede la facoltà dell"imputato di richiedere al  giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al fatto  diverso emerso nel corso dell"istruzione dibattimentale, oggetto di  nuova contestazione.

La  pronuncia si aggiunge ai molteplici interventi che hanno interessato  l"istituto delle nuove contestazioni dibattimentali nell"ambito del  processo penale fra i quali da ultimo si ricorda, in particolar modo, le  menzionate sentenze n. 333 del 2009 e 237 del 2012.

Partendo  dall"incostituzionalità dichiarata con la sentenza n. 333/09 e relativa  alla possibilità di chiedere l"ammissione al rito abbreviato anche  nelle ipotesi in cui la contestazione del fatto diverso o del reato  concorrente fosse stata determinata da una contestazione c.d. tardiva da  parte del pubblico ministero (ossia quando già risultava dagli atti  dell"indagine l momento dell"esercizio dell"azione penale), attraverso  la pronuncia del 2012 si giunge ad affermare la legittimità della  richiesta di ammissione al giudizio abbreviato anche nelle ipotesi in  cui le nuove contestazioni di reato concorrente debbano annoverarsi fra  quelle c.d. fisiologiche - non determinate da qualche mancanza del  pubblico ministero ma emerse nella fase dibattimentale - così superando  le precedenti considerazioni in tema di prevedibilità di tale evento e  di assunzione del rischio da parte dell"imputato che non optasse in  tempo per il rito alternativo. Alla dichiarazione di illegittimità, per  altro, si giunge rilevata una diversità di trattamento fra le situazioni  considerate ed una violazione del diritto di difesa.

Con la sentenza da ultimo depositata tale ragionamento viene esteso alla contestazione di un fatto diverso.

In  particolare, ritenuta la conservazione di un certo effetto di economia  processuale seppure attenuata anche nell"ipotesi di accesso al rito in  fase dibattimentale, si considera che "l"esigenza di una corrispettività  fra riduzione di pena e deflazione processuale" non possa comportare la  violazione del principio di uguaglianza né del diritto di difesa.

Rilevata anche nell"ipotesi de quo la possibilità di diversità di trattamento di situazioni analoghe fra  le quali un"ipotetica regressione del procedimento, la Corte si  pronuncia assicurando la possibilità di  accesso al rito interessato. (c.c.)

La sentenza è consultabile presso il sito della Corte Costituzionale.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati