Articoli, saggi, Obbligazioni, contratti -  Mazzon Riccardo - 2016-10-04

Contratti: se la proposta è irrevoocabile - Riccardo Mazzon

L"irrevocabilità della proposta contrattuale consiste nella temporanea privazione degli effetti di una eventuale revoca voluta dal proponente ed ha lo scopo di accordare al destinatario, per l'accettazione della proposta, uno "spatium deliberandi" maggiore di quello ordinariamente necessario.

Il proponente può obbligarsi a mantenere ferma la proposta per un certo tempo: qualora si obblighi in tal senso, l"eventuale revoca resta senza effetto; neppure la morte - o la sopravvenuta incapacità del proponente - toglie efficacia, in tal caso, alla proposta; salvo, però, che la natura dell'affare o altre circostanze escludano tale efficacia: ad esempio, nella donazione a persona giuridica, quando la notifica dell'atto pubblico di accettazione, da parte del donatario, avvenga dopo la morte del donante, la formazione del consenso, necessaria per il perfezionamento del contratto di donazione, rimane impedita, in quanto gli eredi subentrano soltanto nei rapporti giuridici facenti capo al defunto che sono trasmissibili e non nei diritti ed obbligazioni intuitu personae,

"tanto più se si tratti di dichiarazioni negoziali eminentemente personali nella cui categoria rientra la donazione" (Cass. civ. sez. II 10 novembre 2011, n. 23551, GCM, 2011, 11, 1587).

Si pensi anche, ad ulteriore esempio, alla produzione in giudizio di una scrittura privata di vendita immobiliare ad opera della parte che non l'aveva sottoscritta: essa non potrà determinare il perfezionamento del contratto nella prescritta forma documentale, qualora la produzione sia effettuata nel giudizio promosso successivamente al decesso del sottoscrittore e nei confronti dei suoi eredi, in quanto il decesso determina l'inefficacia della proposta, salvo che si tratti di proposta irrevocabile (art. 1329, c.c.), ovvero formulata dall'imprenditore nell'esercizio della sua impresa (art. 1330, c.c.: la proposta - o l'accettazione -, infatti, quando è fatta dall'imprenditore nell'esercizio della sua impresa, non perde efficacia se l'imprenditore muore o diviene incapace prima della conclusione del contratto - salvo che si tratti di piccoli imprenditori o che diversamente risulti dalla natura dell'affare o da altre circostanze -; cfr. anche (Cass. civ. sez. II, 27 maggio 2003 n. 8423, GCM, 2003, 5).

Per contro, il mancato esercizio, entro la scadenza del termine all'uopo fissato, della facoltà di accettare l'altrui proposta irrevocabile (ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1331 cod. civ., facendo venir meno la soggezione dell'offerente al diritto potestativo del contraente cui è stata concessa l'opzione) libera definitivamente il primo, con la conseguenza che la manifestazione della volontà del secondo di aderire all'offerta, se sopravviene tardivamente, equivale ad una nuova proposta, che non vincola l'originario offerente se non in caso di accettazione da parte del medesimo; in tal senso, è ininfluente che il ritardo nell'accettazione della proposta sia solo "lieve", considerato che, nella fattispecie, non viene in rilievo una questione di inadempimento,

"ma un"ipotesi di decorrenza di un termine" (Cass. civ. sez. II, 19 giugno 2013 n. 15411, GCM, 2013).

Nella proposta irrevocabile, disciplinata dall'art. 1329 c.c., l'elemento normativamente richiesto per l'irrevocabilità è, dunque, la determinazione del tempo, fino alla consumazione del quale il proponente è obbligato a mantenere ferma la proposta; ragione per cui l'essenzialità e la funzione di tale termine escludono che la limitazione della facoltà di revoca possa risolversi nella negazione definitiva di essa e nella subordinazione - dell'efficacia della proposta - esclusivamente alla volontà del suo destinatario; ne consegue ad esempio che, ove si pattuisca che il termine entro il quale la proposta deve rimanere ferma, coincida con la sottoscrizione del contratto preliminare di compravendita o, in difetto, con il rogito notarile di trasferimento della proprietà, deve negarsi l'esistenza stessa di una proposta irrevocabile, dato che, tale fattispecie, presuppone che alla scadenza del termine il proponente riacquisti la possibilità di esercitare la facoltà di revoca (cfr. anche Cass. civ. sez. II, 2 agosto 2010, n. 18001; GC, 2010, 12, I, 2765).

L"irrevocabilità della proposta contrattuale (cd. "a fermo" o "ferma"), consiste infatti nella temporanea privazione degli effetti di una eventuale revoca voluta dal proponente ed ha lo scopo di accordare al destinatario, per l'accettazione della proposta, uno "spatium deliberandi" maggiore di quello ordinariamente necessario secondo la natura dell'affare o secondo gli usi.

Fra le qualità intrinseche della proposta irrevocabile o ferma, oltre all"irrevocabilità, vi è anche pertanto la permanenza della sua efficacia fino alla scadenza del termine fissato dal proponente, maturato il quale la proposta ordinariamente viene a caducarsi in modo automatico, senza che all"uopo occorra una qualsiasi sua revoca, restando soltanto salva una diversa volontà del proponente cui, nell"ambito dell"autonomia privata, non può negarsi il potere di dar vita ad una proposta irrevocabile ma scindibile da tale sua qualità e, quindi, capace di sopravvivere, una volta scaduto il termine, come semplice proposta revocabile ex art. 1328 c.c.:

"in tal caso, con persistenza della sua efficacia nei limiti di tempo di cui all"art. 1326, comma 2, c.c." (Appello Salerno 29 settembre 2006 n. 701, www.dejure.it: la proposta d"acquisto che contiene la puntualizzazione secondo cui "la presente proposta è irrevocabile per cinque giorni da oggi ed è subordinata all"accettazione dei venditori" - misura temporale inserita in modo manoscritto -, si caratterizza precisamente per il carattere di proposta ferma, con la conseguenza della sua automatica scadenza al momento della maturazione del termine fissato dal proponente).

Naturalmente, essendo pacificamente nullo, per difetto di causa, il contratto in virtù del quale le parti si obblighino a stipulare un successivo contratto ad effetti obbligatori (ovvero un contratto preliminare di preliminare), non essendo meritevole di tutela l'interesse di obbligarsi ad obbligarsi, in quanto produttivo di una inutile complicazione, una proposta irrevocabile di acquisto di un immobile, con la quale il proponente si obblighi alla stipulazione di un successivo contratto preliminare, è da ritenersi senz"altro priva di effetti giuridici vincolanti (cfr. anche Cass. civ. sez. II, 2aprile 2009 n. 8038, GCM, 2009, 4, 571).

La proposta irrevocabile – così come la dichiarazione resa vincolante per una delle parti da un patto di opzione: cfr. paragrafo 3.4.2., capitolo terzo, del volume "RISARCIMENTO DEL DANNO PER INADEMPIMENTO CONTRATTUALE", Riccardo Mazzon, Rimini 2014 – deve, ovviamente, contenere tutti gli elementi essenziali del contratto da concludere, in modo da consentire la conclusione di tale contratto nel momento e per effetto della adesione dell'altra parte,

"senza necessità di ulteriori pattuizioni" (Cass. civ. sez. II, 10 settembre 2004, n. 18201, GCM, 2004, 9).

In argomento, si rammenti altresì come differente regolamentazione assista il patto di prelazione per il caso di vendita, stipulato senza limiti di tempo: esso, infatti, non ricade nel divieto di rapporti obbligatori che tolgano senza limitazioni cronologiche al proprietario la facoltà di disporre dei suoi beni, in quanto tale patto non comporta l'annullamento dell'indicata facoltà, restando sempre il proprietario perfettamente libero di disporre o meno dei suoi beni ed alle condizioni che preferisce, bensì soltanto un limite relativo alla libera scelta della persona del compratore, la quale, nella normalità dei casi, a parità di condizioni per tutto il resto, è indifferente per il venditore; tuttavia, ai sensi dell'art. 1183 cod. civ., deve ritenersi ammissibile un intervento del giudice che, su istanza di una delle parti,

"stabilisca un termine finale ritenuto congruo per l'esercizio del diritto di prelazione" (Cass. civ. sez. II, 21giugno 2013 n. 15709, GCM, 2013).



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