Legislazione e Giurisprudenza, Obbligazioni, contratti -  Mazzon Riccardo - 2016-01-28

CONTRATTO COLLEGATO: NOZIONE ED EFFETTI DELL'INADEMPIMENTO - Riccardo MAZZON

il contratto collegato è uno strumento di regolamento degli interessi economici delle parti

è caratterizzato dal fatto che le vicende che investono un contratto (invalidità, inefficacia, risoluzione ecc.) possono ripercuotersi sull'altro

quali gli effetti di un inadempimento del c.d. contratto collegato?

La causa del contratto costituisce la sintesi dei contrapposti interessi reali che le parti intendono realizzare con la specifica negoziazione, indipendentemente dall'astratto modello utilizzato; così le parti, nell'esplicazione della loro autonomia negoziale, possono - con manifestazioni di volontà espressa in uno stesso contesto - dare vita a più negozi distinti e indipendenti, ovvero a più negozi tra loro collegati (cfr., amplius, "RISARCIMENTO DEL DANNO PER INADEMPIMENTO CONTRATTUALE", Riccardo Mazzon, Rimini 2014).

Le varie fattispecie in cui può configurarsi un negozio giuridico composto possono così distinguersi in contratti collegati, contratti misti (quando la fusione delle cause fa sì che gli elementi distintivi di ciascun negozio vengano assunti quali elementi di un negozio unico, soggetto alla regola della causa prevalente) e contratti complessi, contrassegnati dalla esistenza di una causa unica che riflette, sul nesso intercorrente tra le varie prestazioni, con una intensità tale da precludere che a ciascuna delle predette prestazioni possa essere rapportata una distinta causa tipica e faccia sì che le predette prestazioni si presentino tra loro

"organicamente interdipendenti e tendenti al raggiungimento di intento negoziale oggettiva unico" (Cass. civ. sez. III 22 marzo 2013, n. 7255, GDir, 2013, 22, 58).

Il contratto collegato non è, dunque, un tipo particolare di contratto, ma uno strumento di regolamento degli interessi economici delle parti, caratterizzato dal fatto che le vicende che investono un contratto (invalidità, inefficacia, risoluzione ecc.) possono ripercuotersi sull'altro, seppure non in funzione di condizionamento reciproco - ben potendo accadere che uno soltanto dei contratti sia subordinato all'altro e non anche viceversa – (e non necessariamente in rapporto di principale e accessorio): in ipotesi siffatte, tuttavia, se pure il collegamento dei contratti delineato dalle parti può determinare un vincolo di reciproca dipendenza tra di essi così che le vicende relative all'invalidità, alla inefficacia o alla risoluzione dell'uno possano ripercuote sugli altri, detto collegamento non esclude che i singoli contratti si caratterizzino

"ciascuno in funzione di una propria causa e conservino una distinta individualità giuridica" (Trib. Milano sez. IV 18 marzo 2013 n. 3753, www.dejure.it).

D"altro canto, il collegamento negoziale è espressione dell'autonomia negoziale e si risolve in una interdipendenza funzionale dei diversi atti negoziali, rivolta a realizzare una finalità pratica unitaria; così, nel caso in cui le parti contrattuali siano diverse e il collegamento sia stabilito nell'interesse soltanto di una di esse, è sempre necessario che il nesso teleologico tra i singoli atti negozi ali si traduca - ricevendo forma giuridica - nell'inserimento di apposite clausole, a tutela della parte che è portatrice di tale interesse (ovvero venga esplicitato o comunque accettato dagli altri contraenti: Trib. Milano sez. VII, 12 marzo 2013 n. 3394).

Si pensi, ad esempio, all"ipotesi in cui ad una scrittura, contenente un contratto di affitto agrario di durata decennale, con contestuale pagamento anticipato dell'intero canone dovuto, si affianchi un preliminare di compravendita del medesimo fondo, con immediata immissione dell'affittuario/promissario acquirente nel possesso del predio: in tal caso, stante il collegamento teleologico tra il rapporto di affittanza e la promessa di vendita - in quanto il primo configura il mezzo, escogitato dalle parti, per superare il limite legale di provvisoria inalienabilità delle terre di riforma agraria, vendute con riservato dominio dagli enti di sviluppo -, la valorizzazione della funzione del singolo accordo intercorso tra i contraenti impone di ritenere che, scaduto il termine di dieci anni pattiziamente previsto, il contratto di affitto non operi più come strumento di composizione dei reciproci interessi, per aver esaurito ogni sua pratica utilità, senza che nessuna previsione legislativa possa automaticamente prorogarlo, con la conseguenza che il protrarsi della detenzione del bene ad opera del promissario debba intendersi come esecuzione del preliminare e

"non possa perciò integrare alcun inadempimento" (Cass. civ. sez. III 3 aprile 2013 n. 8100 GC, Massimario 2013)

Il collegamento contrattuale, dunque, non dà luogo ad un autonomo e nuovo contratto, ma è un meccanismo attraverso il quale le parti perseguono un risultato economico unitario e complesso, attraverso una pluralità coordinata di contratti, i quali conservano una loro causa autonoma, anche se ciascuno è finalizzato ad un unico regolamento dei reciproci interessi; pertanto, in caso di collegamento funzionale tra più contratti, gli stessi restano conseguentemente soggetti alla disciplina propria del rispettivo schema negoziale, mentre la loro interdipendenza produce una regolamentazione unitaria delle vicende relative alla permanenza del vincolo contrattuale, per cui essi "simul stabunt, simul cadent"; naturalmente, il predetto collegamento negoziale presuppone, nella prospettiva unificatrice della "causa in concreto", che tutti i negozi coordinati siano voluti per i loro effetti tipici; ne consegue che esso non può realizzarsi fra negozi simulati e dissimulati, essendo di per sé la simulazione già deputata al perseguimento di scopi

"estranei a quelli del negozio formalmente posto in essere" (Cass. civ. sez. II 31 maggio 2013 n. 13861 GC, Massimario 2013; cfr. anche Cass. civ. sez. III 22 marzo 2013 n. 7255 GC, Massimario 2013)



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