Legislazione e Giurisprudenza, Obbligazioni, contratti -  Bucci Elisa - 2014-08-25

CONTRATTO DI INVESTIMENTO: IL CLIENTE DEVE SAPERE – Cass. 17795/2014 – Elisa BUCCI

Nell"esecuzione di un contratto di investimento finanziario la banca non assolveva ai suoi obblighi di diligenza e trasparenza nell"informazione e nella gestione delle operazioni.

Il Tribunale di prime cure non condannava la banca al risarcimento del danno, mentre la Corte d"Appello sì.

Segnatamente, il giudice di secondo grado affermava che la banca risultava inadempiente perché non aveva agito sulla base di ordini scritti, né orali. In effetti, la Corte rilevava la totale mancanza di ordini da parte del cliente.

Tale mancanza di ordini non può ritenersi sanata per effetto di una ratifica ex art. 1712 c.c.: tra banca e cliente esiste un rapporto di mandato e la banca è autorizzata ad agire per conto del cliente, ma è necessaria la prova dell"effettivo ricevimento delle note informative e delle operazioni di investimento da parte del cliente. La conoscenza ed il consenso all"esecuzione delle singole operazioni non può desumersi in via presuntiva dalla sottoscrizione del contratto quadro e dalla scelta iniziale rivolta verso operazioni ad alto rischio, ma deve riguardare ogni singolo ordine attuativo.

Si noti che secondo la Corte di merito e altresì secondo la Corte di Cassazione, in un caso simile ove manca ab origine una qualsivoglia informazione sulle operazioni di investimento da parte della banca a favore del cliente, non rilevano nè la qualità di esperto nell"investitore, né ex art. 1227 c.c. la mancanza di contestazione tempestiva: viene riconosciuta assorbente ed esclusiva la mancata informazione preventiva e la mancata conoscenza delle operazioni.

La Corte di Cassazione, relativamente ai punti esaminati, rigetta il ricorso proposto dalla banca.



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