Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2015-01-05

CONTRIBUTI P.A. ALLO SPORT DILETTANTISTICO: OCCORRE ADEGUATA REMUNERAZIONE – Corte Conti Marche 133/14- Alceste SANTUARI

La P.A. può erogare contributi a favore delle associazioni sportive dilettantistiche che gestiscono impianti comunali

La Sezione regionale per le Marche della Corte dei Conti ribadisce la legittimità dei contributi.

Tuttavia, i giudici contabili richiamano la P.A. a valutare con attenzione l"adeguata remunerazione del contributo corrisposto

Il sindaco di un comune ha formulato una richiesta di parere in ordine alla possibilità di erogare contributi annui, per gli oneri di gestione, a sostegno dell'attività sportiva giovanile, a società sportive dilettantistiche, affidatarie della gestione di impianti sportivi di proprietà comunale, ai sensi dell'articolo 90, comma 25, della legge 27.12.2002, n. 289, a seguito di stipula di convenzione che garantisce l'utilizzo della struttura in funzione delle esigenze della collettività locale, per tutta la durata della convenzione stessa, precisando che l'attività svolta ha come destinataria immediata la collettività locale e non l'Amministrazione.

Il quesito pone in evidenza un rapporto "storico" tra P.A. ed associazioni sportive dilettantistiche chiamate spesso, ad esito di apposite convenzioni bilaterali, a gestire gli impianti sportivi comunali. Infatti, al riguardo, preme evidenziare che l"art. 90, comma 25, l. n. 289/2002, prevede che "nei casi in cui l'ente pubblico territoriale non intenda gestire direttamente gli impianti sportivi, la gestione è affidata in via preferenziale a società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e Federazioni sportive nazionali, sulla base di convenzioni che ne stabiliscono i criteri d'uso e previa determinazione di criteri generali e obiettivi per l'individuazione dei soggetti affidatari. Le regioni disciplinano, con propria legge, le modalità di affidamento."

La Corte dei conti, sezione di controllo per la Regione Marche, con parere n. 133 del 4 dicembre 2014, ha considerato il quesito sottoposto alla sua attenzione attinente alla "corretta interpretazione dell'articolo 4, comma 6, del decreto legge 06.07.2012, n. 95, convertito dalla legge 07.08.2012, n. 135, e alla stessa deve intendersi limitato." Si ricorda che l'art. 4, comma 6, del DL 95/2012 prevede che: "… Gli enti di diritto privato …, che forniscono servizi a favore dell'amministrazione stessa, anche a titolo gratuito, non possono ricevere contributi a carico delle finanze pubbliche", escludendo tuttavia dal divieto, tra le altre, "… le associazioni sportive dilettantistiche di cui all'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289".

Allo scopo di rispondere al quesito posto dal comune istante, la Sezione ha richiamato quanto stabilito dalla Sezione regionale di controllo per la Lombardia con parere n. 89/2013/PAR sul punto. In quell"occasione, i giudici contabili lombardi avevano osservato che "il predetto divieto di erogazione di contributi ricomprende l'attività prestata dai soggetti di diritto privato menzionati dalla norma in favore dell'Amministrazione Pubblica quale beneficiaria diretta; risulta, invece, esclusa dal divieto di legge l'attività svolta in favore dei cittadini, id est della "comunità amministrata", seppur quale esercizio - mediato - di finalità istituzionali dell'ente locale e dunque nell'interesse di quest'ultimo".

In altri termini, così come pare possibile inferire dalla ratio legis, il legislatore del 2012 ha inteso distinguere i casi di servizi erogati a favore della P.A. (strumentali) dalle attività svolte (e per questo "autorizzate") dalle associazioni a favore della collettività locale.

La Sezione di controllo marchigiana ha confermato l"orientamento della Sezione Lombardia, riconoscendo che dal tenore letterale "non si rinvengono quindi, in astratto, preclusioni della disposizione in esame all"erogazione di contributi pubblici; ciò non esclude, evidentemente, la necessità del rispetto di ulteriori vincoli derivanti dalla Legislazione vigente, anche regionale, e dei regolamenti comunali."

Al riguardo, la Sezione ha evidenziato che "pertanto, qualora sussistano specifiche caratteristiche, la concessione di un contributo elargito ad una associazione sportiva potrebbe rientrare nel concetto di sponsorizzazione."

Infine, nell"ottica di inquadrare meglio i rapporti che possono intercorrere tra P.A. e le associazioni sportive dilettantistiche, la Sezione Marche, richiamando una pronuncia della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti Toscana (n. 96/2014) ha ribadito che, in linea generale, si potrebbe configurare un "danno erariale laddove il bene sia concesso a condizioni economiche non adeguatamente remunerative".



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