Legislazione e Giurisprudenza, Procedura penale -  Giovanni Sollazzo - 2014-07-18

CONTUMACIA IN UE: IL PARERE DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO - Carol COMAND

Il tema della contumacia è stato definito da autorevole dottrina come uno degli argomenti più scabrosi del diritto processuale penale1, collocato tra il diritto dell'imputato a far valere personalmente le proprie ragioni e l'esigenza di non lasciare nella disponibilità dello stesso il regolare svolgimento della funzione processuale.

La contumacia in sé, individuerebbe la situazione processuale cui è soggetto l'imputato ritualmente avvisato e di cui non risultano impedimenti alla partecipazione, non presente all'udienza.

In Italia e sino all'entrata in vigore della l. 28.4.2014, n. 67 la disciplina relativa al procedimento incidentale che avrebbe potuto condurre alla dichiarazione (con ordinanza) di tale stato, fondata sull'insussistenza della volontà partecipativa del soggetto interessato dal procedimento era caratterizzata da un accertamento relativo all'insussistenza della prova o della probabilità "vuoi dell'incolpevole ignoranza dell'imputato circa la fissazione dell'udienza, vuoi dell'assoluta impossibilità di comparire dovuta a caso fortuito, forza maggiore, o altro legittimo impedimento"2.

Salva l'ipotesi di nullità della dichiarazione, nelle fasi in primo grado la revoca della relativa ordinanza non comportava l'invalidità degli atti precedentemente compiuti con la possibilità, al ricorrere dei presupposti, di assunzione o rinnovazione di atti rilevanti ai fini del relativo giudizio.

Tale soluzione normativa, come noto, ha subito delle modifiche di una certa rilevanza con l'entrata in vigore della l. n. 67/14.

L'attuale disciplina - che non contempla più l'obbligo di rinnovazione dell'avviso al ricorrere delle condizioni - dispone che ai fini della procedibilità in assenza dell'imputato, questi, libero o detenuto, non presente all'udienza, abbia espressamente rinunciato ad assistervi;  diversamente  assume rilievo un eventuale impedimento a comparire ed il procedimento prosegue, allo stesso modo, nelle ipotesi elencate nei commi successivi del medesimo articolo (art. 420 bis).

Con la recente legge si è inoltre sostituito l'art. 420 quater disponendo la sospensione del procedimento in luogo dell'emissione dell'ordinanza dichiarativa dello stato di contumacia.

Più precisamente si è disposto che, ove non ricorrano le ipotesi di cui sopra o di nullità della notificazione, quest'ultima debba essere effettuata personalmente dalla polizia giudiziaria. Nell'ipotesi in cui tale notificazione non sia andata a buon fine, l'organo giudicante, previo vaglio  effettuato ai sensi dell'art. 129 c.p.p.3, dovrà disporre con ordinanza la sospensione del processo nei confronti dell'imputato assente.

Le modifiche intervenute, paiono inserirsi senza troppe difficoltà in quello che, affrontando una questione in merito all'applicazione della normativa relativa al mandato d'arresto europeo, recentemente modificata da una decisione quadro volta al rafforzamento dei diritti processuali delle persone ed a promuovere il riconoscimento delle decisioni pronunciate in assenza dell'interessato, è stato definito come il "quadro delle condanne in contumacia" (C- 399/11 Melloni)4.

In ambito europeo, peraltro, sulla scorta di quanto stabilito nell'art. 82 par. 2 TFUE circa la possibilità di stabilire norme minime laddove ritenuto necessario per favorire il riconoscimento reciproco delle sentenze e delle decisioni giudiziarie, è stata formulata la proposta di direttiva n. 821/2013 (COM) sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali.

Gli articoli 8 e 9 della menzionata proposta, rubricati rispettivamente diritto di presenziare al processo e diritto ad un nuovo processo, compongono l'intero capo III  e dispongono circa i diritti che dovrebbero essere garantiti per lo svolgimento di un processo equo.

In particolare, mentre l'art. 8 riprende la medesima formulazione utilizzata dal legislatore europeo nella decisione quadro 2009/299/GAI - introduttiva dell'art. 4 bis nella normativa relativa al mandato d'arresto europeo -, l'art. 9 della proposta dispone che gli stati membri debbano assicurare, in caso di assenza dell'indagato al processo e laddove non ricorrano le condizioni elencate, il diritto ad un nuovo processo, anche nel merito, al quale poter presenziare con la possibilità di utilizzo di nuove prove e di riforma della decisione precedentemente emessa.

In merito a questa proposta si è recentemente espresso il comitato economico europeo, con parere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione il 16.7.20145 che, per quanto d'interesse, nel porre in evidenza che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva e che tale diritto è inviolabile, fa altresì presente, per la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario, l'esigenza che i giudici siano immuni da pressioni e condizionamenti, anche da parte dei mezzi di comunicazione.

A riguardo, conclude il CESE, "occorre che questi ultimi, certamente ferma restando la libertà di stampa, sancita dalla costituzione, facciano attenzione a non ergersi ad organo giudicante".

Con riguardo infine al procedimento in contumacia di cui alla proposta di direttiva, il comitato, constatato che un procedimento in assenza dell'interessato conforme alla normativa possa essere celebrato solamente dopo che si sia stabilito inequivocabilmente che quest'ultimo fosse al corrente del processo fissato, si è limitato a raccomandare, per i casi in cui non sia nota la residenza dell'imputato, di prevedere di consentire una modalità particolare di comparizione (quale, ad esempio, la possibilità di notifica al commissariato di polizia). (c.c.)

La proposta di direttiva ed il parere del comitato economico europeo sono consultabili presso la banca dati Eur-lex.

1Così Tonini, in Manuale di procedura penale, Milano, 2003, p. 452.

2Garuti, in Procedura penale, Torino, 2010, p. 456.

3Articolo che prevede una specifica graduazione delle diverse formule assolutorie, in considerazione dell'effetto stigmatizzante che ne deriva per l'imputato secondo Perdonò, in Le vicende della punibilità, Trattato di diritto penale, Torino, 2014, 235.

4L'attuale formulazione dell'art. 4 bis della decisione quadro n. 2002/584/GAI di recente introduzione, eliminando una certa discrezionalità prima posta in capo all'autorità giudiziaria di esecuzione, prevede in modo esaustivo, i casi nei quali deve ritenersi che i diritti processuali di una persona non comparsa non siano stati lesi e che pertanto si debba dare esecuzione al mandato. Per quanto concerne la conoscenza del procedimento, la consegna "automatica" è prevista per le ipotesi in cui l'interessato, sia stato citato personalmente o altrimenti informato ufficialmente con altri mezzi ella data e del luogo fissati per il processo e sia stato informato del fatto che una decisione poteva essere emessa in caso di mancata comparizione in giudizio ovvero, essendo al corrente della data fissata aveva conferito mandato ad un difensore, anche se nominato dallo Stato.

5Serie C n. 226 del 16 luglio 2014.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati