Legislazione e Giurisprudenza, Licenziamento -  Cardani Valentina - 2015-06-15

COOPERATIVE: LICENZIAMENTO DEL SOCIO, APPLICABILITA' DELL'ART. 18 ST. LAV. - Cass. 11548/15 – V. CARDANI

  • Cooperative lavoro
  • Licenziamento del socio lavoratore
  • Art. 18 Stat. Lav.

Sancisce l'art. 2 della legge 142/2001: "Ai soci lavoratori di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato si applica la legge 20 maggio 1970, n. 300, con esclusione dell'articolo 18 ogni volta che venga a cessare, col rapporto di lavoro, anche quello associativo".

La Suprema Corte di Cassazione nella pronuncia in commento affronta proprio il tema dell'applicabilità al socio lavoratore di cooperativa della tutela reale in caso di esclusione dalla cooperativa e contestuale licenziamento.

In primo grado, infatti, il Tribunale giudicante aveva dichiarato la nullità sia dell'esclusione che del licenziamento poichè adottate tardivamante sulla scorta dei termini – perentori – indicati nel codice disciplinare della cooperativa. Conseguentemente, aveva ritenuto applicabile l'art. 18 Stat. Lav. e la tutela reintegratoria.

La Corte d'Appello, interrogata sulla correttezza della sanzione applicata, riteneva errata la valutazione del Giudice di prime cure alla luce del disposto del menzionato art. 2 lg. 142/2001 e così riformava l'impugnata sentenza disponendo la tutela obbligatoria in luogo di quella reale già applicata.

La vicenda giungeva quindi al vaglio del Giudice delle leggi. La Corte di Cassazione, partendo dal dettato normativo secondo cui la tutela reintegratoria non trova applicazione laddove vengano meno sia il rapporto associativo che quello lavorativo, ha osservato che nel caso di specie, la nullità da cui era affetto proprio l'atto di esclusione del socio dalla cooperativa non era stata oggetto di impugnazione in sede di appello. Di talchè, se il provvedimento di esclusione deve ritenersi nullo, allora si versa in ipotesi di licenziamento in costanza di rapporto associativo e dunque in ipotesi diversa da quella prevista dall'esclusione di cui all'art. 2 lg. 142/2001. Il ricorso del lavoratore deve pertanto essere accolto e la questione sottoposta a nuovo giudizio da parte della Corte d'Appello competente in diversa composizione.



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