Legislazione e Giurisprudenza, Successioni, donazioni -  Tarantino Gianluca - 2015-10-29

COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO E PRESUNZIONE DI REVOCA DELL'ORIGINALE - Cass. 10171/2015 - G. TARANTINO

Testamento olografo

Assenza dell'originale

Presunzione di revoca del testamento

La validità del testamento olografo esige, ai sensi dell'art. 602 c.c., l'autografia della sottoscrizione, nonchè della data e del testo del documento, prescrizioni che hanno la finalità di soddisfare l'imprescindibile esigenza di avere l'assoluta certezza della riferibilità al testatore e dell'inequivocabile paternità e responsabilità del medesimo.

Qualora non venga prodotto l'originale del testamento, ma una copia di esso, è giustificata la presunzione che il "de cuius" lo abbia revocato distruggendolo deliberatamente, con la conseguenza che la parte che intenda ricostruire mediante prove testimoniali, a norma dell'art. 2724 c.c., n. 3, e art. 2725 c.c., un testamento di cui si assuma la perdita incolpevole per smarrimento o per distruzione, deve fornire la prova dell'esistenza del documento al momento dell'apertura della successione.

La sentenza in commento conferma il consolidato orientamento giurisprudenziale per il quale la sola copia di un testamento olografo costituisce presunzione, peraltro non assoluta, della distruzione dell'originale e, quindi, della revoca del testamento olografo prediposto dal de cuius.

In senso analogo, cfr. Cass. civ. Sez. II, 24/02/2004, n. 3636, nel senso che: "Tenuto conto che la pubblicazione del testamento olografo, seppure non è configurabile come un requisito di validità o di efficacia, è atto preparatorio esterno necessario per la sua coattiva esecuzione, colui il quale - avendo interesse a fare valere le disposizioni testamentarie - si trovi nell'impossibilità di produrne l'originale, deve formulare una domanda di accertamento dell'esistenza dei requisiti di legge e del contenuto del testamento, fornendo la prova che l'irreperibilità del documento non sia espressione e conseguenza della volontà di revoca dell'atto da parte del testatore che, ai sensi dell'art. 684 c.c., si presume in caso di distruzione, lacerazione o cancellazione del testamento. Ne consegue che, in assenza dì siffatta prova, l'eventuale mancato disconoscimento della copiadell'originale prodotta in giudizio è irrilevante, posto che non sarebbe idoneo ad escludere la possibilità che il testatore, allo scopo di revocare il testamento, abbia distrutto l'originale dopo averlo fotocopiato".



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