Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2014-02-14

CORRESPONSABILITA' DI COMMESSO E COMMITTENTE NEI CONFRONTI DEL TERZO EX ART. 2049 C.C. - RM

La necessaria sussistenza del fatto illecito (del commesso) porta con sé la possibilità, da parte del danneggiato, di richiedere il risarcimento tanto al committente quanto al commesso,

"la sussistenza di specifici elementi di colpa addebitabili al domestico o al commesso autore del comportamento dannoso e la propagazione della responsabilità ex art. 2049 al padrone o al committente legittimano il danneggiato, ricorrendone gli ulteriori presupposti, alla domanda di risarcimento del danno morale nei confronti di entrambi i responsabili, restando del tutto indifferente, a tal fine, sia l'autonomia delle azioni colpose dei diversi soggetti sia la differente normativa che configuri le loro responsabilità" (Cass. civ., sez. III, 6 gennaio 1983, n. 75, GCM, 1983, 1 - cfr., amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012),

entrambi solidalmente responsabili, nonostante l'eventuale partizione interna delle responsabilità, che può portare, unicamente, all'esercizio di azione di rivalsa, non opponibile al danneggiato principale; a mo' d'esempio, si veda la seguente pronuncia, ove emerge come il principio, in forza del quale, nell'obbligazione solidale da fatto illecito, l'onere di ciascun obbligato, nei rapporti interni, è proporzionato alla relativa colpa ed all'entità delle conseguenze che ne sono derivate, comporta, con riguardo all'obbligazione risarcitoria, per i danni conseguenti ad incidente stradale, del conducente, nonché del proprietario del veicolo e del datore di lavoro del conducente, che questi ultimi due siano solidalmente responsabili con il primo,

"a norma rispettivamente, degli art. 2054 comma 3 e 2049, c.c., mentre non possono ripartire tra ciascuno di essi ed il conducente-dipendente il cennato onere (ricollegabile solo alla condotta colposa di questo) e di conseguenza sono privi di regressi l' uno contro l'altro, ma possono esperire nello stesso od in separato giudizio, azione di rivalsa contro il conducente dipendente, autore del fatto dannoso, per l'intera somma pagata al terzo danneggiato" (Cass. civ., sez. III, 12 febbraio 1982, n. 856, GCM, 1982, 2).



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