Changing Society, Reato -  Mottola Maria Rita - 2013-10-09

CORRUZIONE, PIRATERIA, DISASTRO AMBIENTALE: OVVERO CONCORSI PUBBLICI, GREENPEACE E LA DIGA DEL VAJONT - Maria Rita MOTTOLA

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Non è grave il clamore chiassoso dei violenti,

bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste.

Martin Luther King

Alcune notizie degli ultimi giorni ci sollecitano a una riflessione apparentemente priva di connessioni ideali. Ma non è così: se avete la pazienza di seguire il filo logico che, a tratti potrà apparire sconnesso, giungeremo a conclusioni imprevedibili.

9 ottobre 1963. Sono trascorsi esattamente cinquant"anni dal disastro del Vajont, 1918 morti in poco più di tre minuti, paesi sommersi dalla violenza dell"onda alta trecento metri. Spaventoso. Disastro tragicamente annunciato. E" di questo che forse si parla poco. Si ricorda con enfasi che lo Stato ha chiesto scusa alle vittime. Inopportune, tardive, inutili scuse, non accompagnate da segni concreti di cambiamento, di vera volontà di portare al centro dell"azione statale il benessere dei cittadini e quindi dell"ambiente ove loro vivono.

Disastro annunciato, dicevamo. E così dobbiamo parlare di un altro reato: il procurato allarme. E" quello che è successo alla coraggiosa giornalista, Tina Merlin che pubblicò due articoli dando voce alle preoccupazioni degli abitanti della valle. E fu processata, anche se assolta. Erano altri tempi, altri momenti. Eppure si trovavano giornalisti pronti a mettersi in gioco per la verità. E persino Montanelli chiese scusa per aver addebitato la tragedia a eventi naturali, ipotesi decisamente smentita dal processo che seguì il disastro e inchiodò i colpevoli.

Erano altri tempi, non esistevano leggi rigorose sulla tutela ambientale e la produzione di energia elettrica era affidata a aziende private. L"azienda che costruì la diga era il Gruppo S.A.D.E. - Società Adriatica di Elettricità di Venezia. L"interesse privato alla realizzazione prevalse sui dati che già allora presagivano il distacco di una frana di proporzioni immense, nella zona si segnalano frane sin dall"epoca romana!

Nasceva nel 1962 l"ENEL che avrebbe dovuto assorbire in regime di monopolio tutta la produzione. La sinistra era d"accordo per dare allo Stato il controllo delle fonti primarie indispensabili alla vita comune, la destra si opponeva alla luce dell"ideologia del libero mercato.

Certo sono trascorsi 50 anni e molte cose sono cambiate: ci sono leggi severe sulla tutela ambientale e l"Europa difende con i suoi proclami la natura e l"ambiente, le risorse sono ritornate nuovamente in regime di libero mercato (con il consenso esultante della sinistra e delle privatizzazioni) e non sono più gestite dallo Stato e dalle sue aziende; i giornalisti ci rimandano le notizie sulla val di Susa ricordandoci che probabilmente si tratta solo di terroristi che approfittano dei poveri cittadini che si ostinano a difendere le loro terre; il giornalismo di inchiesta sta certamente cercando di scoprire chi sversa i liquami pericolosi e mortali nelle valli fertili dei campi flegrei provocando il cancro persino nei bimbi più piccoli,(non ne vediamo ancora i risultati, certo, ma arriveranno, prima o poi); al nord si costituiscono parti civili i comuni e la regione nei processi eternit promettendo che il denaro dei risarcimenti, se giungerà mai, sarà utilizzato per il risanamento (ma non erano gli enti pubblici a dover provvedere al controllo nelle aziende e nelle città,  e scoperta la pericolosità del materiale provvedere a liberarne case, scuole, luoghi pubblici? Nel 1986 la fabbrica è stata chiusa e l"eternit è stato dichiarato fuori legge dal 1992, sappiamo che è l"esposizione prolungata a generare il mesioteloma, vent"anni di esposizione hanno aumentato esponenzialmente il numero delle vittime e delle future vittime, e al sud ci si dimentica che esisteva una uguale fabbrica anche in Calabria, e le sue vittime e gli auspicabili processi?).

Russia 23 settembre 2013: in acque extraterritoriali i militari vanno all"abbordaggio di una nave rompighiaccio di Greenpeace che aveva intenzione di promuovere una dimostrazione pacifica su una piattaforma petrolifera. Tutti arrestati: rischiano 15 anni di condanna, udite, udite per pirateria! Si avete capito bene per pirateria. E" solo nell"immaginario collettivo che i pirati vanno all"arrembaggio in acque extraterritoriali?

Da anni la comunità internazionale promuove la tutela della natura, spendendo moltissime risorse economiche in convegni e manifesti, pubblicità e comunicazione per insegnare ai comuni cittadini, irriguardosi delle leggi, il rispetto per l"ambiente in cui vivono. Chi invece promuove azioni provocatorie e, per questo, incisive, contro attività che potrebbero drammaticamente distruggere interi ecosistemi è ovviamente un pirata, cioè un fuorilegge che percorre il mare per assalire e depredare a proprio esclusivo beneficio navi di qualunque nazionalità, il loro carico, le persone imbarcate, o anche le popolazioni costiere, contro ogni norma di diritto nazionale e internazionale. Certo Greenpeace è una organizzazione piratesca perché è contro ogni legge che consente al profitto di distrugge il mondo in cui viviamo.

Ma come si può andare contro il progresso, come si può essere contro la ricchezza conquistata a così caro prezzo da poche famiglie e aziende a discapito di tanti meno intraprendenti e meno capaci!

Il profitto innanzi tutto, o meglio la politica dello scarto come immaginificamente è stato detto. Una economia che scarta (i poveri, gli ammalati, gli immigrati, gli anziani, i giovani, i contadini, le tradizioni, la cultura, l"arte, la storia, la verità) e che genera scarto (surplus di produzione alimentare e di beni non indispensabili, scorie e residui tossici e inquinanti, denaro inutile e inutilizzato ma accantonato per poterlo contare, notizie avvelenate e false, cultura ricca di povertà di sentimenti, comunicazione carica del fardello della piaggeria, arte colma di prosopopea e narcisismo).

E per ultima la notizia sull"indagine che la procura di Bari ha portato a termine per mettere in evidenza quello che i comuni e irriguardosi cittadini (e anche evasori fiscali ovviamente) sapevano già: i concorsi per ricoprire le cariche negli atenei sono truccati. Solo questi o tutti i concorsi per le alte cariche dello Stato? E" evidente che i nomi eccellenti indagati e non ci riferiamo a un ex ministro e a un ex garante per la privacy, bensì a cinque saggi nominati dal presidente della repubblica per modificare la nostra costituzione, depongono per una corruzione dilagante e mai fermata.

E qui sta il punto! Se la più alta carica dello Stato ha scelto persone prive di principi morali (non stiamo parlando di atti puniti penalmente – è presto e forse una bella amnistia tristemente invocata, farà piazza pulita dei reati oggi contestati) ma di semplici e comuni principi morali che in loro evidentemente difettano, quei principi nei quali ancora credono molti cittadini comuni e irriguardosi di queste istituzioni che istituzioni non sono più perché vacillano e fondano le loro radici nella sabbia, allora la misura è colma. La Costituzione non ha alcun bisogno di essere modificata men che meno da questi saggi e da un parlamento delegittimato perché eletto – no mi correggo – nominato a mezzo di una legge evidentemente incostituzionale. La Costituzione è già stata modificata dal precedente parlamento altrettanto delegittimato perché nominato in base alla stessa legge, nella sua essenza primaria, là ove conferisce al popolo il potere sovrano. Questo potere il popolo non lo detiene più: non può eleggere i suoi rappresentanti e i rappresentanti che non ha eletto non possono più svolgere il compito di organizzare lo stato e la sua economia. Il popolo non è stato informato, è stato tenuto all"oscuro del programma politico europeo che prevedeva l"eliminazione della sovranità nazionale. Si è invocato a sproposito e fuor di luogo l"art. 11 della Carta Costituzionale che è chiarissimo e non si presta a ambigue interpretazioni: L"Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri stati, alle limitazioni di sovranità necessaria ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Non esiste la possibilità di limitare la sovranità nazionale, se non per promuovere la pace, la giustizia e evitare la guerra. Non si può limitare la sovranità nazionale sottraendola al popolo per promuovere la cultura e l"economia dello scarto, arricchendo i ricchi e impoverendo tutti gli altri, in un regime di supremazia di pochi su molti.

E il cerchio si chiude citando a una erronea e fuorviante interpretazione del principio di sussidiarietà entrato nella nostra costituzione nel 2001 per adozione dei principi del diritto europeo.

La nostra costituzione prevedeva già la possibilità per tutti di associarsi liberamente e liberamente promuovere e agire. Rimaneva però granitica la costruzione di uno Stato aderente a principi di intervento al fine di promuovere l"uguaglianza e la solidarietà. Il principio di sussidiarietà europeo è stato interpretato nel senso di lasciare ampia possibilità di azione a chiunque sapesse fare una qualsiasi attività organizzata e di sostituirsi così all"azione pubblica. Con che risultato? La creazione di una miriade di enti e corporazioni, associazioni e comitati, tutti sostenuti da denaro pubblico, tutti in costante e perenne competizione,  che creano azioni prive di coordinamento nel migliore dei casi, spesso azioni del tutto inutili e dirette solo a ottenere e incamerare i fondi pubblici, un sistema che per se solo è già terreno fertile di corruttela e mal governo, senza un regime chiaro di gestione, spesso senza obblighi nei confronti dei giovani che vi lavorano. Un numero spaventoso di organizzazioni e associazioni, alcune prestigiose che pagano altissimi cachet a pochi sfruttando tutti gli altri, incarichi spesso conferiti senza gare pubbliche.

Un esempio di come il principio di sussidiarietà possa essere utilizzato per creare profitto a discapito della forza lavoro? La Biblioteca Salaborsa di Bologna che lo scorso anno aveva affidato la gestione a una associazione che utilizzava volontari al fine di risparmiare sui costi, i giovani erano indotti ad accettare per ottenere una certificazione della loro attività nella speranza futura e futuribile di un lavoro retribuito.

E allora le notizie che all"apparenza non hanno alcuna connessione ora la trovano: viviamo in una crisi profonda non economica, o meglio non solo economica. Una crisi dei valori e dell"anima. Una crisi in cui si cerca di rovesciare i principi fondamentali, ove è punito chi imbratta i muri con murales (più carichi di arte di molte tele vendute a milioni di €.) ma non chi uccide bambini e giovani per risparmiare sui sistemi di sicurezza in fabbrica e per rinvigorire le altre sue aziende o chi trasporta sostanze micidiali e le disperde in fertili campagne seminando distruzione e morte. Si punisce chi fugge da tortura e fame e non coloro che quella tortura e quella fame la sponsorizzano, appoggiando governi dittatoriali e corrotti che vendono le materie prime delle loro terre per 30 denari. Si punisce chi manifesta il proprio pensiero e crede nel bene comune e non chi accumula ricchezze senza altro scopo se non il potere sugli altri uomini. Si punisce chi non riesce a districarsi nella burocrazia o chi preferisce pagare i propri dipendenti, ritardando il pagamento di tasse esose e inique, e non chi ha corrotto l"intero sistema, conferendo incarichi e cariche a parenti, coniugi e amici dei potenti e di alti funzionari, sottraendo non solo ai più meritevoli opportunità di lavoro – di per sé già atto gravissimo – ma costruendo così una classe dirigente arrogante, strapagata, spesso ignorante e presuntuosa. Da questa classe dirigente è nato un sistema malato che non crede nella nostra nazione, che non ha il bene comune come scopo, che confonde l"incarico pubblico con un semplice lavoro impiegatizio, ben pagato certo (e come potrebbero i rampolli di illustri famiglie essere pagati poco?) ma un semplice lavoro e nulla più che lasci molto tempo libero per godere dei lauti guadagni, lontano dalle tristezze della quotidianità che, talvolta, improvvidamente appare. Un sistema che si fonda sul principio del servo sciocco, su chi obbedisce senza neppure sapere di obbedire, perché ben pagato e indotto a credersi indispensabile e vicino alla perfezione, un servo che non sa di essere tale perché è investito di potere, un potere maligno e incapace. Un sistema che si basa sulla informazione inquinata e disinformante, che nega la verità così costantemente da dimenticarsi persino il suo profumo, che chiama cultura la baldanza di chi è elogiato senza aver mai speso fatica nella ricerca del bello e del buono, che risparmia sulle spese altrui e non sugli sprechi propri, un sistema che si basa su incredibili leggi europee che impongono al nostro paese una visione della realtà lavorativa inadeguata e irreale, che hanno distrutto il sistema creditizio italiano splendidamente fondato sulle casse rurali e di risparmio e sulle banche popolari, ove nelle une il profitto era impiegato per il benessere comune e nelle altre il voto era uguale e diffuso, un sistema  che ha portato alla morte (purtroppo anche corporale) di piccoli e grandi imprenditori molti di loro figli del compianto Olivetti, promotore del principio secondo cui il profitto aziendale doveva essere reinvestito a beneficio della comunità.

Il cerchio si chiude: proprio ieri hanno tradotto in carcere alcuni indagati per appalti truccati nella ristrutturazione della Reggia di Venaria Reale, nei pressi di Torino, tra gli altri anche un alto funzionario che avrebbe dovuto tutelare la bellezza dei nostri monumenti, nelle intercettazioni telefoniche si legge anche qualcosa sul movimento terra effettuato per la costruzione del palazzo della regione Piemonte edificato presso la  Corte d"Appello. A chi chiede cosa fare se si trova amianto la risposta è lapalissiana: l"amianto si seppellisce, of course!

E allora non può turbare il rumoroso fragore delle idiozie di regime elargito da un mugolo di politicanti, quello che ferisce e tormenta è il silenzio devastante della gente onesta … se ancora esiste in Italia batta un colpo, basta una sola parola e il muro crollerà!



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