Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2014-11-05

COSA FARE SE GLI AMMINISTRATORI OMETTONO DI ISCRIVERE UNA CAUSA DI SCIOGLIMENTO DI SRL? - Riccardo MAZZON

- causa di scioglimento di srl e istanza al Tribunale

- vi è responsabilità, in caso di omissine, in capo agli amministratori?

- sì, ma i singoli soci possono porvi rimedio

In caso di ritardo od omissione, da parte degli amministratori, di procedere senza indugio all'accertamento del verificarsi di una causa di scioglimento della società medesima - e all'iscrizione nel registro delle imprese della dichiarazione di accertamento di tale causa: cfr. capitolo sedicesimo del volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON -, gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni eventualmente subiti,

"l'art. 146 r.d. n. 267 del 1942 è norma speciale che, attraverso un rinvio "per relationem", attribuisce al curatore del fallimento di una società di capitali la legittimazione esclusiva ad esercitare tutte le azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci disciplinate dal codice civile, fatta eccezione per le azioni individuali dei terzi per i cd. danni diretti. Ne consegue che anche dopo l'entrata in vigore del d.lg. 17 gennaio 2003 n. 6 non è venuta meno la legittimazione del curatore all'esercizio in via esclusiva dell'azione dei creditori sociali della s.r.l." (Trib. Napoli 12.5.2004, Soc, 2005, 1013),

a causa dei detti ritardo od omissione, dalla società, dai soci, dai creditori sociali

"In base all'attuale disciplina (art. 2486 comma 2 e art. 2476 comma 6 c.c.), il creditore sociale può bensì esperire azione di responsabilità verso gli amministratori sociali, ma solo per i danni direttamente ed individualmente provocatigli dagli amministratori stessi. La tutela del patrimonio sociale della s.r.l. in precedenza affidata all'azione di responsabilità sociale o dei creditori sociali, resta, a seguito della recente riforma, confidata alla legittimazione "diffusa" di ogni singolo socio "ad instar" di quello che avviene nelle società di persone, alla cui disciplina, peraltro, risulta ampiamente ispirata quella attuale della s.r.l." (Trib. Milano, sez. VIII, 27.2.2008, n. 2589, GiustM, 2008, 2, 13 (s.m.) - conforme, nel senso che, con l'entrata in vigore del d.lg. n. 6 del 2003 recante la riforma del diritto societario, è venuta meno la legittimazione dei creditori della società a responsabilità limitata a proporre l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori: App. Napoli 28.6.2008, GM, 2009, 10, 2470),

e dai terzi.

Nel caso gli amministratori omettano l'iscrizione, sarà il Tribunale, su istanza

"l'istanza di accertamento della sussistenza delle condizioni per lo scioglimento di società per azioni (ai sensi dell'art. 2485 comma 2 c.c.) rientra tra le domande oggetto di procedimenti in Camera di consiglio nei confronti di più parti per le quali è prescritta la difesa tecnica e non è quindi consentita la presentazione di ricorso senza difensore " (Trib. Bologna 4.4.2004, FP, 2005, 3-4, 773),

di singoli soci o amministratori ovvero del sindaco,

"l'istanza di accertamento del verificarsi una causa di scioglimento di una società di capitali, quando gli amministratori non provvedono, può essere presentata al Tribunale da parte di ciascun componente del collegio sindacale. Se il sindaco cessa dall'incarico prima che il Tribunale si pronunci sull'istanza, vien meno l'interesse da parte sua di ottenere l'accertamento dell'intervenuto scioglimento della società (nel caso di specie, il sindaco era stato sostituito in corso di causa e l'assemblea aveva provveduto a ricapitalizzare la società)" (Trib. Biella 4.6.2004, GI, 2004, 1683; Soc, 2005, 893; GCo, 2005, II, 355),

a dover accertare il verificarsi della causa di scioglimento, con decreto che dovrà essere opportunamente iscritto, presso l'ufficio del registro delle imprese:

"è stata normativamente riconosciuta dal legislatore della novella di diritto societario (dirimendo definitivamente una questione già risolta dalla Cassazione a sezioni unite, con sentenza, n. 9231 del 2002) la competenza del Tribunale ad accertare l'avvenuto scioglimento della società anche in pendenza di controversie tra i soci sulla sussistenza della causa di scioglimento, in quanto il nuovo testo dell'art. 2485 c.c. subordina tale competenza esclusivamente al mancato accertamento della causa di scioglimento da parte degli amministratori e non anche alla insussistenza di una controversia in merito tra i soci, non rivestendo l'accertamento compiuto dall'organo collegiale natura definitiva, ma solo incidentale" (Trib. Marsala 7.6.2005, GM, 2007, 2, 412 – cfr. anche App. Bologna 15.11.2004, CorM, 2005, 273, secondo cui qualora si verifichi una causa di scioglimento della società di capitali, anche se tale causa non sia stata iscritta nel registro delle imprese ai sensi dell'art. 2484 comma 3 c.c., in caso di inerzia degli amministratori, il Tribunale può provvedere alla nomina dei liquidatori ai sensi dell'art. 2487 comma 2, c.c. - peraltro, secondo Trib. Napoli, 28.10.2004, Redazione Giuffrè, 2004, l'amministratore unico di una società di capitali che non abbia provveduto ad iscrivere presso l'ufficio del registro delle imprese, ai sensi dell'art. 2484 comma 3 c.c., la dichiarazione con cui accerta una delle cause di scioglimento della società previste dal comma 1 n. 1-5 del medesimo articolo, non è legittimato a richiedere al Tribunale l'accertamento del verificarsi della causa di scioglimento ai sensi dell'art. 2485 comma 2 c.c.).

Il procedimento societario camerale per l"accertamento del verificarsi di una causa di scioglimento della società di capitali non è applicabile ai consorzi di urbanizzazione:

"è necessario proporre - in mancanza di una previsione legale di procedimento camerale per lo scioglimento di un consorzio di urbanizzazione - un giudizio di cognizione ordinario per la risoluzione del contratto associativo: la relativa controversia, quindi, non rientra nell"ambito applicativo dell"art. 1 del d.lg. 17.1.2003 n 5, o dell"art. 33 dello stesso decreto in relazione all"art. 2485 comma 2 c.c. (procedimento societario camerale nei confronti di più parti per l"accertamento del verificarsi una causa di scioglimento di una s.p.a.) in quanto la causa non involge un rapporto societario data la mancanza di fine di lucro del consorzio di urbanizzazione, ma il vincolo obbligatorio volontariamente assunto dai consorziati. (Trib. Tivoli 2.11.2007, Redazione Giuffrè, 2008).



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