Changing Society, Opinioni, ricerche -  Span√≤ Giuseppe - 2015-09-07

CRITICITÀ NELLE LINEE STRATEGICHE PER LA RISTORAZIONE SCOLASTICA IN EMILIA ROMAGNA - Giuseppe SPANÒ

Non conformità alle linee strategiche nazionali

Potenziale discriminazione per i vegani

Necessità di aggiornamento


È fuori dubbio che l"alimentazione sia un fattore decisivo del benessere personale e sociale per i ragazzi e pertanto anche nelle mense scolastiche è di fondamentale importanza elevare il livello qualitativo dei pasti, come qualità nutrizionale e sensoriale, mantenendo saldi i principi di sicurezza alimentare e il rispetto di principi etici o religiosi.
Del resto la scuola deve essere un luogo che accoglie ogni diversità garantendo a ciascuno la possibilità di esprimersi, di crescere e di apprendere, in sintonia col proprio modo di essere e di vivere. Armonizzare e integrare le diversità (etniche, sociali, culturali, religiose…) è dunque un compito essenziale, da attuare anche tramite la ristorazione scolastica.
La ristorazione scolastica risulta essere,invece,spesso un problema per i genitori che hanno scelto di crescere i propri figli con determinati principi etici (vegani ecc.) o religiosi (mussulmani, indiani, ebrei ecc.) o che hanno figli con problemi di salute (celiaci ecc.).
In particolare le linee strategiche per la ristorazione scolastica in Emilia Romagna risultano tuttora pregiudizievoli con particolare riguardo alla situazione dei bambini e ragazzi vegani.
Infatti nel documento del Servizio Sanitario Regionale, si legge testualmente: "Dieta vegetariana o simile. Considerando le perplessità presenti in letteratura circa l"opportunità di offrire una dieta vegetariana e/o vegana in età evolutiva si ritiene di dover sconsigliare queste diete e si consiglia di valutare l"accettazione o meno delle singole richieste previa: richiesta sottoscritta da entrambi i genitori; sottoscrizione di un consenso informato da parte di entrambi i genitori".
Tale dicitura risulta in assoluto contrasto con quanto previsto dalle Linee di indirizzo nazionale, emanate un anno dopo rispetto a quelle della Regione Emilia Romagna e approvate dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni (pertanto anche dall"Emilia Romagna) e che, invece, prevedono: "Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori" (si veda anche la recente sentenza Tar Bolzano in merito al diritto di menù vegani negli asili).
Risulta pertanto chiaro che, per i menu "speciali" per motivazioni etiche, il Ministero non preveda la presentazione di alcuna certificazione medica, né la firma di alcun consenso informato (cosa, quest'ultima, che sarebbe soltanto finalizzata a sollevare le amministrazioni comunali da responsabilità, sulla presunta e intollerabile logica che i menù vegani siano nocivi, cosa contraria a qualunque realtà scientifica).
Si rileva, poi, come le scelte alimentari vegetariana e vegana siano sostenute o consigliate da medici e nutrizionisti di fama internazionale e che non sussistano ormai da anni, in dottrina, particolari perplessità su tali diete, ma anzi ne sia evidenziato il ruolo salutare e di grande beneficio per la crescita di bambini e ragazzi (peraltro il menù per le mense scolastiche se, formulato in modo corretto, rispetta i principi nutritivi richiamati anche nelle stesse linee strategiche dell'Emilia Romagna).
Infine risulta pacifico che la scelta etica di non mangiare animali non possa in alcun modo essere oggetto di discriminazione, cosa che purtroppo all'attualità risulta avvenire con le linee strategiche per la ristorazione scolastica in Emilia Romagna.
In conclusione risulta improcrastinabile, anche al fine di evitare discriminazioni, provvedere al necessario aggiornamento delle linee strategiche menzionate, adeguandole ai principi più moderni della sana alimentazione e alle direttive del Ministero della Salute e della Comunità Europea.



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